La vera storia del misterioso ritratto rubato di Syd Barrett

La misteriosa storia del Diamante Pazzo dei Pink Floyd è legata a un autoritratto, risalente ai primi anni Sessanta e da sempre appartenuto a una ex ragazza del frontman. Tuttavia, qualcuno ha cercato di rubarlo nel 2011. Volete sapere come?

Immaginiamo di incorniciare il volto misterioso e i capelli scarmigliati di Syd Barrett in un dipinto. Il suo viso riposa nella parte sinistra nell'opera, avvolto da uno sguardo cupo e da una fiammante capigliatura corvina. Sullo sfondo si staglia invece un coagulo di dense pennellate tra il bianco, il rosso e l'azzurro. Il tutto sembra rievocare un'immaginario onirico, fantastico, quasi psichedelico, che ci fa capire da subito come Barrett, durante la realizzazione del suo ritratto, avesse già in mente una chiara idea di come rappresentarsi. 

Siamo nel 1961-1962, prima ancora che iniziasse l'epopea Pink Floyd, band della quale Syd aveva coniato il nome, dall'unione dei suoi due musicisti blues preferiti: Pink Anderson e Floyd Council. All'epoca il giovane Barrett, iscritto all'Art School, divideva le sue passioni tra l'arte e la musica. E in quell'atmosfera londinese conobbe Roger Waters e David Gilmour, proponendosi da subito come il simbolo di uno scenario musicale underground. Perché il frontman non era un ragazzo come gli altri, ma già coltivava uno spirito visionario, brillantemente creativo e fuori dall'ordinario

Così il suo distacco progressivo dal gruppo, fino all'allontamento del 1968 e a quella ricomparsa durante le registrazioni di WISH YOU WERE HERE sarà sancito da una separazione graduale dalla realtà. Un tentativo di raggiungere quell'universo surreale, da lui dipinto, scritto e composto, attraverso massicce dosi di psicofarmaci, tra cui il Mandrax. Il tutto incanalato in un lento declino verso la depressione. L'ultimo Syd, dopo due importanti album da solista, è stato quindi accompagnato da trent'anni di isolamento, fino alla morte nel 2006. Di lui ci rimane però una collezione di materiale inedito, fotografico e letterario, oltre alla miriade di brani preziosi scritti. 

C'è poi quell'autoritratto di gioventù rimasto, dopo la sua scomparsa, nelle mani dell'ex fidanzata Libby Gaudsen. E proprio lei ha deciso, nel 2011, di mostrarlo alla città in cui Syd è vissuto, Londra. Così, in un'esposizione straordinaria di un weekend (9-10 aprile) intitolata Syd Barett - Arts and Lettersl'Idea Generation Gallery di Londra ha offerto al suo pubblico diversi reperti speciali legati alla vita del cantante. Tra le fotografie di vita quotidiana e i manoscritti di lettere d'amore, l'attenzione si è però indirizzata sul dipinto, di piccole dimensioni (31x23 cm). Questo ha avuto vita breve dinnanzi ai suoi ammiratori, dato che, durante quel weekend, fu rubato

syd barrett

Subito seguì un appello di ritrovamento, con un compenso di 2000 £ per chi lo avesse riportato indietro. Fortunatamente il dipinto fu ritrovato, misteriosamente abbandonato, sul retro della galleria, perfettamente intatto, ma senza un'idea sull'identità del ladro. Un piccolo mistero immediatamente risolto, dunque, che però ha contribuito a incentivare il valore mediatico di un'opera non particolarmente sottoposta ai riflettori. Questo perché il ritratto vive della natura intimista di Syd Barrett. Uno scrigno da svelare, scoprire e riscoprire, proprio come il suo brillante artista. 

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