6 band colpite da tragici incidenti in tour

cliff burton

La tragica fatalità può manifestarsi nei momenti più felici, come il tour glorioso di una rock band. Così questi 6 gruppi hanno dovuto affrontare un destino crudele proprio quando meno se lo aspettavano. 

Buddy Holly, Ritchie Valens, The Big Bopper (1959)

Lo chiamano The Day The Music Died quel fatidico 3 febbraio 1959 in cui tre giovanissimi esponenti del rockabilly persero la vita in un incidente aereo. Così l'idolo dei teenager Buddy Holly, l'alfiere de La SambaRitchie Valens e il chitarrista e cantautore "The Big Bopper" furono ingaggiati come parte della band del Winter Dance Party Tour.

Un'itinerario rock lungo il Midwest di ventiquattro date in tre settimane. Avrebbe dovuto concludersi il 15 febbraio a Springfield, nell'Illinois, ma all'inizio del mese l'aereo guidato da Roger Peterson (nonostante una tempesta di neve) si schiantò dalle parti di Carson City, Iowa. E pensare che se il riscaldamento del bus del tour non fosse stato rotto e se Holly non avesse avuto il raffreddore, forse i talentuosi musicisti sarebbero ancora qui. 

Otis Redding & The Bar Keys (1967)

Altro tour, altro incidente aereo. Il suo compianto protagonista è Otis Redding, brillante stella del soul che, a 26 anni, conduceva già una carriera di tutto rispetto, con una musica oltre le barriere razziali. E proprio poco prima di partire per il suo tour americano del 1967, il musicista stava registrando con la sua giovanissima e nuova band, i Bar Keys, (Sittin' On) The Dock Of The Bay

Un brano destinato a conquistare una larga approvazione, così com'era stata la sua Respectpoi interpretata da Aretha Franklin. Ma Otis, quel 10 dicembre, si sarebbe imbarcato per Madison (Wisconsin) per non tornare mai più. Il cantante infatti non raggiunse la tappa del tour perché il suo veivolo precipitò poco distante, nel Lago ghiacciato di Monona. Con lui furono decimati i Bar Keys, di cui sopravvisse solo il trombettista, Ben Cauley. L'ultima chiamata di Otis fu per la moglie Zelma. 

Lynyrd Skynyrd (1977)

Non per spaventarvi sui pericoli in volo, ma anche questo incidente è indimenticabile nella storia del rock. Parliamo dei Lynyrd Skynyrd, band rappresentativa del southern rock che, nel 1977, si imbarcò in un tour tragicamente fatale. L'album da promuovere era Street Survivors, dal titolo e dalla copertina profeticamente inquietanti, e avrebbe scritto il successo di un gruppo che stava brillantemente svettando. Tuttavia si mise di mezzo un aereo dalla sicurezza discutibile e dai piloti inaffidabili. 

Quest'ultimo era già stato rifiutato dal manager degli Aerosmith e lanciava preoccupanti avvisaglie, come il fatto che i piloti di scambiassero una bottiglia di Jack Daniel's alla guida. Loro due furono i primi a perdere la vita nello schianto presso Gillsburg, in Mississipi. Con loro anche il frontman della band, Ronnie Van Zant, il chitarrista Steve Gaines e la corista e sorella di quest'ultimo, Cassie, che non voleva prendere l'aereo perché era la sua prima volta. Fatalità. 

The Who (1979)

Nel 1979, l'intramontabile band britannica iniziava invece il suo primo tour dopo la morte di Keith Moon. Sul piatto d'argento l'album appena uscito, WHO ARE YOU, da promuovere in Europa e Stati Uniti. E l'attesa dei fan era febbricitante nel poter vedere i propri idoli. Forse troppo. La tragedia infatti si consumò durante la tappa di Cincinnati, il 3 dicembre. Non accade nulla alla band, che fu avvisata dopo il concerto dell'incidente, ma tra il pubblico si contarono undici vittime.

La folla infatti incalzava alle porte dell'anfiteatro Riverfront nell'attesa di entrare. Gli uni accalcati agli altri, spingendosi per le posizioni in prima fila. Tuttavia, quando questi sentirono il soundcheck della band, pensarono che il concerto fosse iniziato senza di loro. Ci furono poi altri suoni dall'interno che facevano presagire l'inizio del live. La calca fu talmente opprimente da provocare la morte per asfissia delle sfortunate vittime, oltre a diversi feriti. Un incidente che la band non dimenticherà facilmente. 

Ozzy Osbourne & la band di Diary Of A Madman (1982)

Cinque anni più tardi, un altro triste evento accompagnò il tour di Ozzy Osbourne al suo secondo album da solista dopo i Black Sabbath. Era il 1981 quando incominciò il Diary Of A Madman Tour in cui figuravano, oltre al pittoresco frontman, Bob Daisley al basso, Lee Kerslake alla batteria e Randy Rhoads alla chitarra. E a quest'ultimo, talentuoso musicista, si lega una sfortunata e ultima vicenda. Accadde a Leesburg, in Florida, durante una sosta vicino all'abitazione dell'autista del bus, Andrew Aycock. 

Quest'ultimo convinse Rhoads e la parrucchiera del tour a fare un giro sul suo aereo privato. Una volta a bordo, pensò bene di spaventare il resto dei membri del tour, appisolati nel bus, sorvolando a pelo il pullman con il veivolo. Tuttavia calcolò male le distanze e l'aereo, colpendo il veicolo, si schiantò contro un albero. Fu la fine per Rhoads, che ancora oggi popola gli incubi e i sensi di colpa dell'amico Ozzy. 

Metallica (1986)

Chiudiamo questa serie di sfortunati eventi con il ricordo di Cliff Burton, il bassista dei Metallica che perse la vita il 27 settebre 1986 durante il tour svedese della band. Quest'ultima stava attraversando l'Europa per promuovere il suo MASTER OF PUPPETS, a bordo di un bus che, diretto verso la tappa di Stoccolma, incontrò un ostacolo sulla sua strada: una lastra di ghiaccio. Non si sa però se l'incidente possa essere stato causato dalla disattenzione del conducente. 

Sfortuna vuole che, proprio prima di incominciare il viaggio, Burton avesse giocato a carte con il chitarrista Kirk Hammett per decidere chi avrebbe avuto il posto vicino al finestrino su un letto a castello, vincendolo. Così, mentre il musicista dormiva indisturbato, venne scaraventato fuori dal finestrino dallo schianto del bus, finendo sepolto dalla stazza del veicolo, che si riversò su di lui. Il resto della band, dall'altro lato del pullman, si salvò, perdendo tragicamente il valido musicista. Ancora una volta, pura fatalità.

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