Arisa: “Restrizioni a Sanremo? Non è un dramma, ma mi mancherà il pubblico.”

Arisa è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano Potevi fare di più. In conferenza stampa ci ha raccontato come affronterà questo Festival:

Potevi fare di più, scritto per lei da Gigi D’Alessio e contenuto nel suo prossimo album di inediti (che probabilmente uscirà verso aprile/maggio), parla del momento in cui ci si libera da una relazione tossica. Racconta la storia di una donna che cerca la forza di dire basta a un amore che si è ormai spento nonostante i continui tentativi di tenerlo in piedi.

Questa sarà la settima partecipazione al Festival di Sanremo per l’artista che si è già aggiudicata due vittorie: la prima nel 2009, nella categoria Nuove Proposte, con il brano Sincerità, e la seconda nel 2014 nella categoria Campioni con Controvento. Nel 2015, inoltre, Arisa è stata co-conduttrice della 65° edizione del Festival.

Arisa decide di tornare una settima volta perché Sanremo le ha dato tanto e in un anno come questo vuole restituire tutte le opportunità che le ha concesso. In questa edizione più che mai, afferma, l’obbiettivo primario che gli artisti devono prefissarsi è quello di intrattenere perché, nonostante tutte le privazioni che la categoria ha dovuto subire, gli artisti rimangono comunque delle persone privilegiate che non possono essere accostate a coloro che ogni mattina si svegliano per andare a lavoro o a coloro che addirittura lo hanno perso per questa pandemia.

L’unica cosa che ci viene richiesta è di avere cautela e di vivere un Festival diverso dagli altri anni… e questo non è un dramma. Io per Sanremo ho preso una casa in cui ci sarà tutto il mio staff, in modo da viverla in armonia e ovviare a ciò che mancherà con i nostri canali social. Però si deve fare perché non si può fermare tutto, Sanremo è una grande macchina, i lavoratori dello spettacolo possono avere un’occasione per rimettersi in bolla. Tirarsi indietro secondo me sarebbe stato un errore”.

Arisa è un’artista e una persona estremamente sensibile e grata per le esperienze che questa sua passione le sta facendo vivere e riconosce di dovere tanto ai suoi fan e al pubblico. Pubblico che però quest’anno non ha avuto modo di abbracciare durante i suoi concerti e che non sarà presente davanti al palco dell’Ariston: Il riscontro del pubblico mi mancherà tanto, lui ti fa capire se stai facendo bene o male. Io guardo molto le persone quando canto e mi piace cercare di intravedere nei loro occhi se li sto rendendo felici o meno”.

Tornando nel vivo del brano, Arisa spiega di aver scelto di cantare una canzone scritta da Gigi D’Alessio perché quando ha avuto modo di ascoltare il brano per la prima volta ha sentito una grande verità nel testo, un autenticità non sempre scontata. A volte, infatti, dice di essere lei in primis a suggerire agli autori di scrivere per se stessi, in modo tale da essere i più possibile sinceri e aggiunge: “Inoltre ho scelto Gigi perché lo stimo molto e trovo che sia un maestro della musica, ma anche perché voglio avvicinarmi alla mia terra: visto che non posso cantare in lucano, canto il sud attraverso uno stampo napoletano“.

Potevi fare di più è sicuramente un brano di rinascita e presa di coscienza del proprio valore come persona. Per farlo, ci spiega Arisa, bisogna imparare ad amarsi e a essere il più felici possibile, perché solo in questo modo possiamo riconoscere l’amore negli altri: Credo che gli amori tossici capitino a tutti però bisogna pensare che tutto ciò che ci capita è una prova per fortificarci. Il messaggio che voglio arrivi alle donne, ma non solo a loro, è che quando ci troviamo in una situazione che non è congeniale alle nostre corde si deve avere la consapevolezza che nella vita si può e si deve essere felici. Bisogna prendersi la responsabilità del proprio disagio e fare in modo che le cose cambino, perché si può fare”.

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