Sanremo Day by Day: prima serata

Da casa, me sempre presenti: la redazione di StoneMusic è pronta a commentare la prima puntata dalla 71° edizione del Festival di Sanremo

Inizia finalmente quest’edizione di Sanremo così sudata: si fa o non si fa? febbraio o marzo? rileghiamo la platea su una nave? No, o in teatro o niente Festival. E allora che si fa? Si rinuncia?
Ma no, non si può rinunciare, quest’anno più che mai. C’è bisogno di svago e niente meglio di Sanremo riesce in questa impresa.

I siparietti di Fiorello e Amadeus si concentrano per lo più sulla situazione assurda in cui si svolge la gara: senza pubblico, contatti fisici al minimo indispensabile, fiori che vengono consegnati tramite un carrellino… non il solito Sanremo.

Iniziamo subito, come ormai siamo abituati dallo scorso anno, con la categoria “Nuove Proposte”: Gaudiano con Polvere da sparo, Elena Faggi con Che ne so, Avincola con Goal (che giustamente si presenta sul palco con una palla da calcio) e Folcast con Scopriti. A passare le selezioni per potersi riesibire venerdì sono Folcast e Gaudiano.

Prima di iniziare, un piccolo momento nostalgia con Diodato, vincitore della scorsa edizione, che si esibisce proprio con Fai Rumore per farci rivivere gli ultimi momenti spensierati del 2020.

Alle ore 21.50 si dà ufficialmente inizio alla gara della categoria Campioni con Arisa che porta sul palco il brano Potevi fare di più, scritto da Gigi D’Alessio. Una canzone che racconta il momento in cui arriva la consapevolezza di non aver fatto abbastanza per far funzionare la propria storia d’amore, ma che allo stesso tempo dona la forza di rinascere. Interpretazione impeccabile.

I secondi a esibirsi sono Colapesce e Dimartino, già tra i favoriti di questa edizione, con Musica Leggerissima, un vero e proprio inno alla musica (pop) che ci accompagna in ogni istante della nostra vita e che spesso diventa fondamentale per alleviare le nostre giornate. Pronti a sentirla costantemente in radio nei prossimi mesi?

Ibrahimović presenta Aiello con Ora, una canzone che inverte i punti di vista che siamo abituati ad ascoltare: non la parte ferita, ma la storia di chi ferisce e poi si pente. “Sesso ibuprofone” che cura. Passionale è passionale… ma forse un po’ meno, Aiello.

Il momento della coppia più attesa di questa edizione è arrivato: Francesca Michielin (con un nuovo, inaspettato, taglio di capelli) e Fedez (emozionatissimo) finalmente ci presentano la loro Chiamami per nome, uniti da un nastro bianco. Una canzone d’amore, cos’altro poteva esserci a Sanremo? Ma in questo caso si tratta di un brano che non solo parla di coppie, bensì anche di singolarità. Francesca è stata un vero e proprio balsamo che ha accompagnato Fedez nello sciogliere i nodi della tensione, una complicità unica. Ci sbilanciamo troppo se li diamo già per vincitori?

Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band con Il Farmacista. Il titolo dice già tutto: un elenco ironico di rimedi che il cantautore suggerisce alla sua donna per combattere gli sbalzi d’umore. L’ironia non si ferma al testo, ma si espande anche al look (Max è infatti travestito da Leonardo da Vinci) e alla presenza di cartonati sul palco. Che dire, non il solito brano di Sanremo!

Chiamata a sorpresa per Noemi (a sostituire Irama) con Glicine: malinconia e dolore la fanno da padroni, una scossa che però permette di rimettersi a fuoco. Non una nota fuori posto, Noemi è sempre Noemi.

Pensavate di riprendervi dalla batosta dell’esibizione precedente con Madame? E invece Voce ci riporta negli abissi della nostalgia e dello sconforto che provoca la fine di una storia. Piedi nudi e via, conquista il palco con un’interpretazione struggente e potentissima!

Ora è il turno dei Maneskin con Zitti e buoni: i ragazzi sono incazzati e si mangiano il palco come hanno imparato a fare già dai tempi di X-Factor. Il rock a Sanremo lo stanno portando loro, urlano, saltano e non si risparmiano su nulla… neanche sulle parolacce. Diciamo che a questo punto della gara ci voleva un bello scossone!

Ghemon ci presenta Momento perfetto, un ritorno sul palco completamente diverso rispetto a quello di Rose Viola. Una canzone allegra, che vuole dare la carica dopo un anno complicato come quello appena passato. A noi è venuta voglia di ondeggiare ma anche di cambiare lavoro, casa, amici e fidanzati, e a voi?

Arrivano i Coma_Cose con Fiamme negli occhi si raccontano, anzi, ci presentano la struttura del loro rapporto d’amore tra metafore e similitudini.

Annalisa si presenta sul palco con Dieci, un omaggio proprio ai suoi primi dieci anni di carriera, una dedica alla musica diventata ormai il perno della sua vita.

Siamo al penultimo cantante: Francesco Renga con Quando trovo te, un brano nato durante il primo lockdow: mentre si trovava impegnato in un trasloco, ritrova tra gli scatoloni foto e diari di quando aveva 15 anni e scatta in lui un “ricordo salvifico” che ognuno di noi tiene nascosto in fondo al cuore e che ogni tanto torna a farci visita regalandoci grandi momenti di felicità.

L’abbiamo conosciuto l’anno scorso nella categoria “Nuove Proposte” e lo ritroviamo quest’anno nella categoria “Campioni”, stiamo parlando di Fasma con Parlami, una canzone che invita (per l’appunto) a parlarsi, a guardarsi e a risolvere tutti dissapori con un bacio.

Adesso andiamo a dormire, ma ci rivediamo domani sera con tante nuove canzoni da commentare. Chissà se abbiamo già ascoltato la canzone vincitrice del 71° Festival di Sanremo…

 

 

 

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