Alice Cooper risponde a Gene Simmons: “Il rock non è morto”

In un'intervista del 2014, l'iconico bassista dei KISS ha tracciato un ritratto cupo sul futuro del rock, per lui morto e sepolto in un'epoca digitale che lo ha martoriato. Ma Alice Cooper la pensa diversamente. 

4 settembre 2014. Gene Simmons rilascia la sua personale verità al magazine «Esquire»: il rock è morto. A intervistarlo il figlio Nick, che ne riporta il cupo ritratto. Secondo Simmons non è più questione di rimboccarsi le maniche, apprendere un mestiere e dedicarvici la vita con l’evoluzione delle proprie competenze. Ora c’è un sistema più grande dei musicisti che vogliono prenderne parte. Una macchina di creazione e distruzione, che omologa la musica in una dimensione dove qualcuno, dall'alto, decide lo stile di un artista e il genere musicale più adatto a lui. 

La fine del rock ‘n roll non si manifesta dunque come un’esplosione improvvisa, ma come il lento incedere di una candela che si spegne per mancanza di ossigeno. Secondo Simmons il rock non è morto di vecchiaia, ma è stato assassinato da un’epoca in cui fare musica non dà più il sostegno per vivere. Così il ragazzino che suonava nel suo garage ha visto flebilmente l’avvicendarsi di una nuova tradizione musicale che, per necessità di sopravvivenza, ha seppellito quella in cui il rock era protagonista.

Gene-Simmons-of-Kiss

Lo scambio generazionale implica quindi sempre quell'eterna domanda: cosa ci sarà dopo? Con il file sharing e l’ascolto in streaming, il rischio per i lavoratori musicali è quello di non vedere controbilanciato economicamente il loro duro lavoro. E in un’epoca in cui la pervasività mediatica e l’immagine sono tutto, cosa resta del valore intrinseco della musica? Ecco, questo è il ritratto pessimista di un leggendario musicista, che ha paura per il futuro delle nuove band.

Ma recentemente è intervenuto il leader dello shock rock, Alice Cooper, a ribaltare le carte in tavola, con una spinta più energica e ottimista. In una recente intervista al giornale britannico «New Musical Express», infatti, Cooper ha dichiarato che il rock non è morto, ma si trova esattamente nel posto in cui dovrebbe essere. Non è quindi più mainstream, sotto la spinta pirotecnica che l’aveva eletto a paladino musicale dei decenni precedenti.

Tuttavia il suo spirito vitale vive ancora, in una dimensione periferica, forse, che ha bisogno di sedimentarsi nuovamente e trovare collocazione in una realtà musicale in continua evoluzione. Così i giovani rocker guardano ancora agli indiscussi modelli musicali del passato. Come dice Cooper, band come gli Aerosmith o i Guns N’ Roses hanno conservato la loro aura simbolica, contraddistinguendosi come esempi per le nuove generazioni. 

Nonostante quindi la musica possa trovare sempre strade di metamorfosi e sviluppo, il rock resta saldamente ancorato alle sue basi. E c’è possibilità per i giovani di dare sfogo a uno stile ibrido, che incanala aspetti contemporanei e del passatoAllora vogliamo davvero credere ad Alice Cooper, anche in veste di tanti giovani musicisti che, dai Conservatori alle prime band, dimostrano uno studio e un trasporto votato alla pura passione per la musica.

Così gli storici musicisti del passato, che ancora oggi divorano i palchi, danno un  esempio principe alle future generazioni. Laddove tutto cambia, rimangono delle certezze innegabili. Ed è sul loro esempio, unito a una grande voglia di innovazione e sperimentazione, che si scrive il futuro del rock. Quello che Simmons ha paura si sedimenti in una nicchia abbandonata, ma che ritrova luce in una speranza sempre viva. 

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