Sapevate che questi 5 videoclip rock sono stati censurati?

Foto via: marvin.com.mx

Il rock è per vocazione eccesso, follia e provocazione. E spesso tutta l'energia dirompente di un brano trova espressione nel videoclip: dagli anni Ottanta ai Duemila ne sono passati molti sotto l'occhio inquisitore di MTV. Scopriamone 5. 

Oh Pretty Woman (1982), Van Halen

Un immaginario freak riveste la più celebre cover dei Van Halen dopo You Really Got Me. Nel 1982, infatti, esce Oh Pretty Woman, reinterpretazione dell’originale di Roy Orbison e sesta traccia di DIVE DOWN. Da subito il videoclip mostra una realtà surreale alla Twin Peaks, dove una giovane donna viene tenuta prigioniera e legata mentre due nani le saltellano attorno, accarezzandole le gambe. Per salvarla si destreggiano un cowboy, un samurai e un moderno Tarzan, ma alla fine arriva David Lee Roth, vestito da Napoleone, che porta in salvo la donna. In realtà, però, questa è un uomo, che ammicca alla telecamera il suo inganno con un sollevamento di ciglia. Ebbene, questo immaginario pseudo erotico e circense non era ben visto dalla mentalità dei primi anni Ottanta e venne censurato.

Killer By Death (1984), Motörhead

Nessun rimorso per l’indomito Lemmy Kilmister a bordo della sua motocicletta, con tanto di mise in pelle e occhiali da sole di notte. Il 1984 lo vede protagonista di un videoclip figlio del suo tempo e delle inevitabili controversie derivanti. Il brano in questione è Killed By Death, figlio dell’album di Best Of NO REMORSE, per l’appunto. Vediamo una giovane ragazza, con un top provocante riprovato dai genitori, ricevere la visita di Lemmy a bordo della sua moto, che letteralmente irrompe in casa. Una serata di follie on the road, a ritmo del puro heavy dei Motörhead, si chiude però nel peggiore dei modi. La polizia porta via violentemente il frontman e lo condanna alla sedia elettrica. Per questa successione di immagini, dirette da Rod Swenson, i videoclip fu ritenuto eccessivamente violento e insensato e bandito da MTV.  

Girls, Girls, Girls (1987), Mötley Crüe

La band più scapestrata della Sunset Strip losangelina non manca di far sentire tutta la sua verve fumantina nel cuore degli anni Ottanta. Il 1987 è l'anno in cui i Mötley Crüe pubblicano il loro quarto album, GIRLS, GIRLS, GIRLS che traduce, in una parola triplicata, l’eccesso e la follia votata al sesso di quella loro fortunata parentesi discografica. Di conseguenza il videoclip non poteva che essere ugualmente venale, ambientato nel locale preferito della band, lo strip club Seventh Vail di Los Angeles. Qui, davanti a motociclisti e impiegati sfibrati si esibiscono sul palco le spogliarelliste che, in origine, erano nude. Tuttavia MTV mise la sua ovvia clausola sul tema nudità e, dopo aver bocciato un primo ciak, ne accettò un secondo in costumi succinti. Non a caso il 1987 è anche l'anno in cui il frontman Vince Neil sposò la spogliarellista Sharise Ruddell.

Cradle Of Love (1990), Billy Idol

A incorniciare CHARMED LIFE, il quarto album in studio del patinato e focoso Billy Idol, spicca Cradle Of Love. Una canzone dal successo vibrante, che generò controversie per il suo videoclip. Questo vede il cantante esibirsi sullo schermo di un appartamento, dove l’attrice Betsy Lynn George, all’epoca ventenne, veste i panni di una Lolita intenta a sedurre un uomo più maturo. A infastidire MTV furono le inserzioni originarie di fotogrammi del film Le Avventure di Ford Farlaine (1990). L’attore protagonista, Andrew Dice Clay, era infatti stato bandito a vita da MTV nel 1989 per le sue filastrocche per adulti. Così dal video di Idol vennero tagliati quei frammenti filmici e il filmato tornò in pista, anche se parzialmente censurato.

(S)Aint (2003), Marilyn Manson 

In questo caso partiamo già con una copertina particolarmente disturbante e, dal maestro dello shock horror Marilyn Manson, non ci potevamo aspettare altro. Così le cupe fattezze di THE GOLDEN AGE OF GROTESQUE (2003) immortalano un brano dal videoclip particolarmente denso di materiale scottante. Si tratta di (S)Aint, il cui originale gioco di parole del titolo, sul sottile filo rosso tra sacro e profano, preannuncia il contenuto del video. Una costellazione di scene di automutilazione, masturbazione, aggiunte a un cadaverico Manson da brividi nella vasca da bagno. Così, a causa della pervasiva nudità in una situazione di controversa sessualità, il video venne censurato dalla Interscope Records e apparve all'epoca in versione integrale, ma con nudità offuscate, solo in Germania e Giappone.

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