Quali sono i singoli rock più venduti in Italia nel 1968?

Il 1968 è l'anno della musica beat, delle più delicate sfumature di un rock che si intesse con il pop, della musica leggera che troneggia in classifica. E piccole e grandi band rock, figlie del tempo, scalano la classifica dei primi 100 della Hit Parade Italia. Quali sono i singoli protagonisti?

4. Applausi, I Camaleonti 

Nel 1963, tra le sale da ballo nacquero i Camaleonti, gruppo che trovò nel beat e nel pop rock la sua strada, dopo aver esordito alle balere tra polke, mazurke, shake e twist. A questo si addice il loro nome, con una capacità camaleontica di passare da un genere all’altro. E il grande successo arriva nel 1968 con L’ora dell’amore, versione italiana di Homburg dei Procol Harum, che rimane in Hit Parade per 13 settimane e si classifica da noi al settimo posto. La precedenza la ottiene infatti la celeberrima Applausi, che vendette 900.000 copie, forgiando l’epoca d’oro della band. E non finisce qui, perché l’altrettanto iconica Io per lei raggiunge qui il 34esimo posto.

6. Rain And Tears, Aphrodite's Child

Tra le braccia di Afrodite affiora nel 1968 il trio greco guidato dalla delicata voce di Demis Roussos. Ed è il battesimo per gli Aphrodite’s Child, a cui viene richiesto dalla Mercury Records un adattamento della composizione barocca Il Canone di Pachelbel. A questo si deve la sinfonia d’altri tempi che si affusola su un brano da subito in vetta alle classifiche italiane e qui posizionato al sesto posto. La sua fama si deve soprattutto al periodo in cui venne rilasciato, quello delle proteste del Maggio Francese e della terza rivoluzione parigina mancata, di cui divenne un simbolo.

26. Un angelo blu (I Can't Let Maggie Go), Equipe 84

La Modena del 1963 accoglie invece la luminosa ascesa degli Equipe 84, considerati il gruppo beat nostrano più influente. E dopo l’affermazione al Piper di Roma, i nostri musicisti approdano al 1968 al loro terzo album, STEREOEQUIPE, di cui ben tre brani popolano la Hit Parade Italiana di quell’anno. Si tratta di un gioiellino, con una copertina artistica firmata da Mario Schifano, che rimase in classifica per cinque settimane. Tra i singoli pubblicati uno è Nel cuore nell’anima, che conquista qui il 46esimo posto, mentre l’altrettanto storica Un anno, traduzione italiana della prog dei Traffic di No Face, No Name, No Number, arriva al 100esimo posto. Tra le tracce svetta dunque  Un Angelo Blu, cover di I Can’t Let Maggie Go, del gruppo pop inglese Honeybus, su traduzione di Mogol.  

31. Hey Jude, The Beatles

Anche i Fab Four si conquistano la tripletta in classifica. E non poteva essere altrimenti per gli alfieri del beat, anche se all'epoca i dischi stranieri non erano così accessibili, come non era facile ascoltarne i brani in radio. Ecco dunque che alla trentunesima posizione si colloca la trainante Hey Judepensata per il celebre WHITE ALBUM, ma che affiora come singolo nel 1968, planando tra le prime posizioni in Italia. La seguono Lady Madonna al 50esimo posto Hello, Goodbye all'ottantesimo. Sono tutti brani ispirati da sonorità coinvolgenti e baciati da una pervasività commerciale che li rende ancora oggi degli evergreen

61. Visioni, New Trolls

Superata la barriera dei primi cinquanta, uno sguardo di merito va ai New Trolls, ancora non convolati a nozze con la loro anima progressive. Questa si radicherà, in linea con l'ascesa stilistica del prog europeo a inizio anni Settanta, svettando le classifiche con CONCERTO GROSSO PER I NEW TROLLS (1971). Ecco dunque che la prima genesi embrionale del rock dei New Trolls trova espressione nella raccolta omonima del 1970, scrigno del brano Visionipubblicato nel 1968 come singolo. E qui il canto di Vittorio De Scalzi si avvolge in un ritornello indimenticabile, spingendo sulla carica emozionale. Solo l'inizio di una gloriosa carriera della band. 

Ma la classifica continua, accogliendo tra le ultime schiere gruppi italiani e internazionali che gravitano attorno a una crescente affermazione. E tutti abbracciano in questo periodo una venalità espressiva più beat e soft rock, in linea con lo spirito pop dell'epoca. Così tra i Giganti, i Pooh e i Dik Dik affiorano verso le ultime posizioni i Rolling Stones, approdati in Italia con la doppietta Jumpin' Jack Flash e la lisergica She's A RainbowLi precedono di poco i Deep Purple, che portano all'ascolto Hushdal loro album di debutto SHADES OF DEEP PURPLE. Il clima musicale italiano del 1968 mitiga il rock tra più sfumature compositive, che rendono protagonisti gli interpreti solisti come Adriano Celentano, Patty Pravo e Mino Reitano, affondando la loro sensibilità nella musica leggera. E grandi novità si stagliano all'orizzonte mentre il tramonto psichedelico sessantottino abbraccia le sue naturali evoluzioni. 

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