Letti per voi: 3 libri sulla musica da non perdere

lucio dalla

Se avete voglia di tuffarvi nelle pagine di un libro, perché non sceglierne uno sulla storia della musica? Tra beat italiano, Lucio Dalla e vinili prodotti sulle Dolomiti, ecco i nostri suggerimenti!

Claudio Benassi, RAGAZZI DI STRADA... I CORVI

Media Print, euro 20,42

Il beat italiano degli anni Sessanta non ha mai goduto di particolare apprezzamento critico. Spesso dileggiato (la famosa definizione di “Bitt”), il più delle volte trascurato e ignorato. Sicuramente era in gran parte derivativo e si limitava a riprendere brani, più o meno famosi, inglesi o americani, con un testo in italiano (talvolta oltre il limite del ridicolo e quasi mai di particolare spessore). Ma non va dimenticato che, con il senno di poi, non ha lesinato ottimi gruppi, album di buon valore e una scena che ha generato fior di musicisti che abbiamo ritrovato impegnati nei decenni successivi in alcuni dei migliori gruppi italiani di sempre. Non trascurando il fatto che eravamo in piena era embrionale del rock nostrano.

I Corvi, ad esempio, a metà degli anni 60 abbracciarono il sound più duro, ruvido e crudo dell’epoca suonando brani spesso oscuri del garage punk e della psichedelia inglese e americana. Il loro grande successo, RAGAZZO DI STRADA, che vendette più di un milione di copie, era il rifacimento in italiano di Ain’t No Miracle Worker dei Brogues, gruppo sconosciutissimo del giro statunitense. Nel loro repertorio c’erano anche Who, Kinks, Animals, Electric Prunes. Ebbero una buona fortuna discografica ma finirono successivamente nel consueto oblio, nel momento in cui cambiarono le tendenze e i gusti. In qualche modo, con mille rimaneggiamenti di formazione, scioglimenti, reunion, hanno proseguito, con nomi “affini” a quello originale, fino ai giorni nostri. È da poco uscito un gustoso libro in cui il batterista Claudio Benassi, unico superstite della formazione originaria, racconta al giornalista Pierangelo Pettenati la storia del gruppo, tra aneddoti e ricordi, con un corredo di numerose foto d’epoca e la discografia completa. Per gli appassionati, è una testimonianza imperdibile di un periodo spesso solamente mitizzato ma che racchiude molto di più.

Antonio Bacciocchi

Carlo Benassi Ragazzi di strada...I Corvi

Jacopo Tomatis(a cura di), E RICOMINCIA IL CANTO

Il Saggiatore, euro 22

A nove anni dalla morte, ci si rende conto sempre di più di quanto grande sia stato il segno lasciato da Lucio Dalla nella musica leggera italiana, soprattutto per la sua produzione in un determinato periodo, nel decennio tra il 1971 di 4/3/1943e il 1981 del Q Disc, al di là dei successi di vendite che sono continuati anche successivamente. E la riprova si ha nei molti volumi pubblicati su di lui e sulla sua produzione negli ultimi tempi.

Questo curato dal musicologo Jacopo Tomatis (di cui ricordiamo il fondamentale Storia culturale della canzone italiana, pubblicato nel 2019 dallo stesso editore) è una raccolta di interviste dal 1966 al 2011 provenienti da varie fonti, sia cartacee sia radiotelevisive: quello che emerge è un ritratto del musicista con alcune caratteristiche, in primis l’assoluta curiosità musicale che gli permetteva di passare dall’ascolto del jazz a quello di Prince e successivamente dei Nirvana, poi l’evoluzione, o se si preferisce le contraddizioni, del suo pensiero ideologico espresso in alcuni giudizi anche sulla sua produzione discografica (per esempio, sui tre dischi realizzati con Roberto Roversi), e infine una tendenza del personaggio a enfatizzare o a mitizzare alcuni momenti.

Emblematico in tal senso il racconto della composizione di 4/3/1943, che cambia nel corso degli anni, arricchendosi di particolari e perdendone altri. In particolare, sono interessanti le interviste a ridosso della pubblicazione di alcuni album, che con-sentono di ricostruirne la scrittura e la lavorazione, o gli aspetti privati come i ricordi d’infanzia con la figura della mamma Iole o come la fede e la devozione verso padre Pio, ma in generale tutto il volume è sicuramente importante per la conoscenza di quello che è stato indubbiamente uno dei più importanti musicisti italiani del secolo scorso.

Vito Vita

E ricomincia il canto

Paolo Crazy Carnevale, VINILI (DOLO)MITICI

Riff, euro 15

Nel grande mare di volumi ad argomento musicale, spesso risultano molto interessanti quelli che vanno a scavare realtà di nicchia oppure ad approfondire le vicende di un territorio geografico limitato: è il caso di questo libro del bolzanino Paolo Crazy Carnevale che, oltre a essere collaboratore di varie riviste musicali come «Late For The Sky» o «Buscadero», è anche autore di libri gialli. Già nel 2015, in Alta fedeltà, Carnevale si era occupato della musica prodotta a Bolzano e provincia dagli anni 50 in poi.

In questo nuovo lavoro approfondisce il discorso prendendo spunto dall’album del 1979 di Enrico Micheletti con l’Hard Time Blues Band, mai pubblicato, per raccontare le vicende di dischi rigorosamente in vinile prodotti all’ombra delle Dolomiti in alcuni casi anche ricercati dai collezionisti, senza dimenticare le piccole etichette locali e con l’integrazione documentaria delle testimonianze dei protagonisti del periodo e degli articoli della stampa sia specializzata che locale. Si parte dai Dedy Cemm, gruppo beat che nel 1967 pubblicò un 45 giri per la Jaguar, etichetta milanese per cui incideva Ricky Gianco, si sfiora la vicenda di Giorgio Moroder prima del suoi successi come produttore dopo il trasferimento in Germania, e si raccontano le storie di altri artisti dei generi più vari, dal folk di Emilio Insolvibile (che dopo aver partecipato a Castrocaro approdò alla Bentler) al pop di Mike Fajria (che incise per la Miura e partecipò a Un disco per l’estate nel 1971), al cantautore Ricky Strehler (che pubblicò nel 1979 un album con la Panarecord) e all’hard rock degli Stary Most.

Non mancano poi accenni a nomi più noti, come il jazzista meranese Franco D’Andrea (anche tastierista nei Perigeo), lo sperimentatore Marco Cristofolini, fondatore dei N.A.D.M.A. (autori nel 1972 di un rarissimo album per la RCA, UNO ZINGARO DI ATLANTE CON UN FIORE A NEW YORK, a metà tra il progressive e la ricerca rumoristica), e Lino e i Mistoterital, gruppo rock etichettato come demenziale il cui cantante, chitarrista e autore di molto materiale, Bob Rhodiatoce alias Antonio Gualtirolo, è di Bolzano.

Vito Vita

Vinili dolomitici

Queste sono sono alcune delle tante recensioni che potete trovare su «Vinile» n.29, disponibile in tutte le edicole e sul nostro store online.

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