Ozzy Osbourne: un nuovo album gli ha salvato la vita

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Dopo l'anno turbolento per il Principe delle Tenebre, a causa di ostici problemi di salute, lui e il produttore Andrew Scott, già dietro le quinte del suo ultimo album, si sono rimboccati le maniche, sfornando fino ad ora 15 brani che preannunciano una nuova e luminosa venuta rock. 

Tra il 2019 e il 2020 Ozzy Osbourne si è fatto strada con le unghie e i denti per affiorare da un tunnel di ferale cupezza. E nonostante il Principe delle Tenebre si senta a suo agio tra i loculi cavernosi della sua folle esistenza, la brutta caduta nel 2019 e il Morbo di Parkinson annunciato a febbraio 2020 hanno affondato ogni suo entusiasmo. E non poteva accadere in un momento peggiore, dato che le cattive condizioni di salute e l’irruzione pandemica si sono alleate in una combo letale, aguzzina del No More Tours 2, in occasione del lancio del suo undicesimo album, ORDINARY MAN. Tanto che il cantante ha rilasciato in una dichiarazione: “Ringrazio molto tutti i fan per la loro pazienza perché è stato proprio un anno di merda”. E ad affiancarlo in questo momento di oscurità c’è stato anche, e soprattutto, il produttore dell’album, Andrew Watt.

Quest’ultimo, vincitore quest'anno di un Grammy come Best Producer, ha solo 30 anni e già floride collaborazioni sul curriculum tra pop e rock. Così accanto al suo cantante di fiducia, Post Malone, affiorano i nomi di popstar del calibro di Miley Cyrus, Justin Bieber e Dua Lipa, ma anche big del rock come Mick Jagger e il sempreverde Ozzy. Così è stato lui ad affermare recentemente delle inedite chicche su un nuovo album in lavorazione.

Siamo circa a metà ma a causa del Covid è piuttosto difficile lavorare e allo stesso tempo fare in modo che Ozzy possa essere in sicurezza. Tutti i giorni prima di entrare in studio, facciamo dei test. Siamo io, Ozzy e il mio ingegnere. Questa volta dunque ci stiamo mettendo un po’ di più ma è allo stesso modo stimolante rispetto alla volta scorsa dove invece è stato fatto tutto più velocemente e di getto. Questa volta, invece, le cose stanno andando un po’ più lentamente e ci stiamo prendendo un po’ più di tempo. Ci sono alcuni pezzi che durano otto o nove minuti. Ne sono veramente entusiasta.

Così, se il 19 febbraio 2020, «Rolling Stone» descriveva l’ultimo album di Ozzy come il suo grande epitaffio, firmato da testamentarie atmosfere malinconiche e drammatiche, ecco che il vampiresco musicista torna alla carica. Il suo animo non gode più della spensieratezza baccanale degli esordi, ma la sua corazza da camaleontico rocker è d’acciaio. Per questo in cantiere sono già pronti 15 brani, come ha dichiarato lo stesso Osbourne a «Metal Hammer»:

Questo mi ha tenuto in vita, sai. In questi ultimi due anni sono stato in uno stato terribile, tra l’incidente (e poi la pandemia. Mi ha fatto restare sano. Avevo bisogno di questa musica.

E le premesse si prospettano vincenti, considerando la schiera di colleghi di cui si era già avvalso per la frenetica produzione, in sole 4 settimane, di ORDINARY MAN. Qui, accanto a Elton John in duetto sulla title track, svettavano i nomi di Duff McKagan e Slash, rispettivamente bassista e chitarrista dei Guns N’ Roses, oltre al batterista dei Red Hot Chili Peppers, Chad Smith, e ai rapper Post Malone e Travis Scott sulla bonus track Take What You Want. Sul nuovo album in lavorazione, invece, ad alcune firme già presenti in passato si aggiungono Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters, e Robert Trujillo, bassista dei Metallica ed ex collega di Ozzy.

Si tratta dunque di una cornice dal sound contemporaneo, tra le fila di venalità musicali old school. Un simil ritorno all’epopea Osbourne anni Ottanta, che rende fremente di eccitazione Watt. Quest’ultimo, però, ha raccontato anche le difficoltà di lavorazione in pieno clima COVID-19, soprattutto perché il produttore è stato uno dei primi a contrarre il virus. E le preoccupazioni di un Osbourne fragile, dilaniato da un enfisema polmonare, si sono trasferite anche a Watt, ma sono servite a rafforzare il rapporto di fiducia ed empatia tra i due musicisti. Ecco perché ci aspettiamo un album con il botto!

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