The Rolling Stones: 4 brani politicamente scorretti

Rolling Stones 1964
The Rolling Stones posing for a group shot in July 1964 which was used for the album cover of ‘Singles 1963–1965’.

Alfieri della trasgressione, i Rolling Stones sono autori di testi chiaroscurali, leggendari per il piglio controverso di inguaribile successo. Ecco però 4 brani dai tratti particolarmente marcati e politicamente scorretti, che all'epoca non ebbero tranquilla accettazione, e oggi ancor di più. 

Under My Thumb (1966)

Nei Decca Years di AFTERMATH (1966), Mick Jagger si fa portavoce di una canzone controversa, dove la donna viene ritratta come oggetto sessuale alla mercè di un carnefice che ne fa uso e consumo a suo godimento.  È la narrazione cruda della volontà di dominio di un molestatore, nella cui mente si fa strada Jagger alla ricerca di raccontare una violenza con pregnante realismo. La canzone si addentra così nella sibilante anima contorta di un uomo che cerca il suo sfogo nel controllo. Questo rende vittima la donna sotto il suo pollice”, interpretato in chiave freudiana nel rimando alla suzione durante lo sviluppo psicossessuale.

E i Rolling Stones dei primi anni sono frequenti narratori di immagini forti, sporche, emotivamente impattanti. Queste interfacciano le devastazioni del quotidiano, dall’ombra del consumismo ai demoni di creature soffocate dal loro dolore e l'effetto risultante è destabilizzante. Soprattutto nel caso di questo brano, dove l’abuso diventa un vanto spudorato. La vittima è quindi trattata come un vile animale domestico, deumanizzata, ma senza evocazione nettamente sessuale. Il ritmo trainante detta però l'indelebile successo di questa canzone. 

Stray Cat Blues (1968)

Nell’immaginario medievale e baccanale di BEGGARS BANQUET affiora una traccia piuttosto conturbante, Stray Cat Blues. La protagonista è una ragazzina minorenne, con uno sfondo affine a quello di Chuck Berry con l’altrettanto controversa Sweet Little Sixteen. E se nella versione ufficiale della canzone, la ragazza ritratta ha 15 anni, durante il tour negli USA del 1969, e in quelli successivi, Jagger ridusse l’età a 13 anni, accrescendo la rudezza narrativa del brano.

Questo appare nelle vesti di un blues irriverente dal tocco sensuale, che si pone come disinvolto narratore del sesso, ma nello specifico caso del sesso con una minorenne. Ed è vero che all'epoca i Rolling Stones avevano 24 anni ed erano circondati quotidianamente da groupies di cui non sapevano nomi ed età. Tuttavia Jagger calca la mano, con espressioni come Non è questione di impiccagione, non è un crimine capitale” oppureScommetto che la mamma non sa che urli in questo modo”. Un testo di impatto destabilizzante, che gli Stones usarono per suscitare una reazione altrettanto forte nell'opinione pubblica.

Brown Sugar (1971)

Tra una chitarra elettrica e un sassofono, la traccia di apertura di STICKY FINGERS (1971) affronta come tema il traffico di schiavi africani a New Orleans. Anche in questo caso, quindi, la narrazione si fa audace, su uno sfondo storico e pregnante importanza, intriso delle violenze e degli abusi sessuali che lo connotarono. Tuttavia il testo devia in una cornice vezzeggiata attraverso il paragone con un rocker bianco che fa sesso con una ragazza nera

Il brano venne scritto da Mick Jagger, sembra su possibile ispirazione delle sue fidanzate Claudia Lennear oppure Marsha Hunt. Tuttavia si percepì la distorsione affiorata da un paragone sessuale e schiavista, soprattutto con la frase “Sentitelo quando frusta le donne circa verso mezzanotte che, in quanto ritenuta offensiva, venne cambiata durante le esibizioni dal vivo. Secondo il libro Up And Down With The Rolling Stones (1979) di Tony Sanchez, però il tema della fustigazione potrebbe non essere associato all'abuso di una donna, quanto alla dipendenza fatale dall'eroina, chiamata brown sugar nello slang.

Some Girls (1978)

La canzone che intitola l'omonimo album del 1978 fu dedicata da Jagger e Keith Richards a tutte le loro groupie, di cui non ricordavano il nome. E queste vengono celebrate in una cover come mosaico di cornici di celebri volti femminili, tra cui spuntano anche i cinque musicisti truccati. Un incipit dibattuto, che doveva scrivere la rinascita degli Stones. Ma proprio la title track creò subito scalpore, con la frase "Le ragazze nere vogliono solo essere scopate tutta la notte" che mobilitò l'attivista per i diritti civili Jessie James, oltre a un dinamico frangente di femministe, contro quella prospettiva dall'impressione misogina e razzista. 

Anche perché nel brano le donne vengono schematizzate in maniera stereotipica secondo la loro nazionalità. Tuttavia, sin da subito, Ahmet Ertegun, capo dell'Atlantic Records, affermò: "Mick mi ha assicurato che era una parodia del tipo di persone che mantengono questi atteggiamenti". E così ha rimarcato l'interpretazione la stessa band, chiedendo scusa per la diretta interpretazione letterale che poteva scaturirne e dicendo che il brano doveva essere proprio un ritratto stereotipico, senza alcuna intenzione offensiva. 

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