7 canzoni che (forse) non sapevate fossero cover

janis joplin

Cover o non cover? A volte il confine è sottile, mentre in altri casi l'ipotesi di un riadattamento sembra assurda, o molto improbabile. Invece anche i brani più celebri possono sorprenderci... come queste 7 canzoni.  

House Of The Rising Sun (1962), The Animals

"House Of The Rising Sun è un brano a cui ero destinato. È stato fatto per me e io sono stato fatto per questo.”  Così il cantante degli Animals, Eric Burdon, ha rivendicato l’egemonia su un brano antico e di origine popolare che, come molti altri, ha una storia sfumata nel tempo. Per la prima volta incisa nel 1933, la sua seconda versione più celebre, ma meno famosa di quella degli Animals, appartiene a Woody Guthrie, maestro folk e narratore sociale e politico che rilasciò la sua cover nel 1962. E colui che ispirò Bob Dylan ammaliò gli Animals, che due anni dopo pubblicarono la loro versione, tanto genuina e cucita addosso a loro da non sembrare una cover.

Hey Joe (1967), The Jimi Hendrix Experience

Nell’album ARE YOU EXPERIENCED si trova, nella versione USA, una perla della discografia di Hendrix, Hey Joe, dalla genesi sfaccettata. Sembra infatti che in origine fosse una canzone popolare di libero utilizzo, finché nel 1962 il musicista Billy Roberts ne rivendicò la proprietà. E con quella di Roberts, Hendrix condivide parte del testo. mentre gli accordi rimandano alla versione incisa dalla moglie di Roberts, Niela Miller. Per chiudere il quadretto, il titolo deriverebbe invece dall’omonimo pezzo country di Carl Smith, denominato Mister Country” negli anni Cinquanta. Si tratta quindi di uno stupendo puzzle nato da frammenti storici e musicali diversi. 

Dazed And Confused (1967), Led Zeppelin

A incorniciare il fortunato debutto dei Led Zeppelin affiora Dazed And Confused, una traccia che nessuno riconobbe come cover all’epoca. Questa infatti era già presente nelle scalette live degli Yardbirds di Jimmy Page, nonostante il reale autore fosse James Holmes, un musicista folk poco conosciuto, da cui Page aveva sentito suonare questo pezzo nel 1967. Holmes nel 2010 intentò una causa contro la band britannica per non essere stato accreditato nell’album, con richiesta di $1 mln, ma il caso venne stato archiviato due anni dopo.

Piece Of My Heart (1968), Janis Joplin 

Il 1968 è l’anno della rivoluzione sessuale, del canto libero della controcultura giovanile e di Piece Of My Heart. Una perla che veste perfettamente il carisma da leonessa della sua interprete, Janis Joplin, ma che non fu scritta in origine per lei. Un anno prima, infatti, su un testo di Jerry Ragovoy e Bert Berns, la canzone venne incisa dalla sorella maggiore di Aretha Franklin, Erma. Sotto la benedizione del soul nacque un brano che avrebbe incontrato il rock e il blues della Big Brother And The Holding Company, con al microfono Janis. E pensare che in origine il brano era stato pensato per Van Morrison. Ma oggi, come ieri, c'è una sola voce che immaginiamo a cantarlo. 

I Fought The Law (1979), The Clash

Nel 1979, a tre anni dalla loro formazione, i Clash danno alla luce il loro primo singolo pubblicato negli Stati Uniti: I Fought The Law. Sembra che Joe Strummer si fosse talmente innamorato della versione originale da rielaborarne una cover. Ebbene sì, i Clash non sono i fautori di questo brano, ma hanno saputo lanciarlo sull’onda punk con una rielaborazione vulcanica. L’originale compositore porta il nome di Sonny Curtis, che compose il pezzo a un anno dal suo ingresso nei Crickets al posto di Buddy Holly. La canzone viene registrata una prima volta nel 1959, ma raggiunge la Top 10 nel 1966, quando la prende sotto la sua ala Bobby Fueller, che ne catalizza la pervasività con la sua band, fino alla rivoluzione dei Clash.

I Love Rock 'n Roll (1982), Joan Jett & The Blackhearts

Quello dell’ex chitarrista delle Runaways è il grido di battaglia che ha infiammato una generazione, e non solo. I love rock ‘n roll è un brano immortale che ha consacrato, nel 1982, il nome di Joan Jett come felina frontwoman dei suoi Blackhearts e paladina delle future riot grrrls. La canzone non è sua: la giovane musicista ebbe modo di ascoltarla dagli Arrows. Un gruppo inglese, figlio degli anni Settanta e guidato dalla voce di Alan Merrill che, vedendo un’esibizione dei Rolling Stones, volle scrivere il suo personale omaggio al rock. Quando uscì nel 1975, però, capitò nel giorno sbagliato, dato che era in corso uno sciopero della stampa. Chissà, forse in un altro contesto questa canzone non porterebbe il nome di Joan, ma avrebbe la stessa energia?

Where Did You Sleep Last Night (1994), Nirvana

Quando ascoltiamo questa canzone, immaginiamo la voce graffiante di Kurt Cobain abbandonarsi a un doloroso trasporto, nel cupo brano di chiusura del MTV Unplugged del 1994. Where Did You Sleep Last Night ha una storia antichissima, che affonda le sue radici nelle “ballate degli omicidi” rinascimentali, canti popolari di macabra cronaca, accompagnati da un ritmo folk. Tuttavia, tra le dozzine di interpretazioni della canzone, susseguitesi negli anni 20 e 40 del ‘900, spicca quella di Lead Belly, il primo a dare un tocco blues al pezzo e ad avvolgerlo di quella malinconia a cui si ispirerà Cobain. La canzone rimane però misteriosa, come i suoi molteplici altri titoli: In The Pines, My Girl, Black Girl.

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