Springsteen: 9 dischi che non avremmo ascoltato senza THE RIVER

Bruce Springsteen

John Lennon giudicò Hungry Heart la cosa più fresca ed emozionante ascoltata dopo i Beatles. Un endorsement non da poco, per un album doppio che poteva tranquillamente essere quadruplo, prova di forza di un autore pronto a esplodere.

Direttamente dalla monografia di «Classic Rock» dedicata a Bruce Springsteen, ecco i derivati di THE RIVER, quelli che non avremmo mai ascoltato se non fosse stato pubblicato.

1. Carolyne Mas, HOLD ON (1980)

La Springsteen in gonnella”. Nel 1980 apriva per Jon Bon Jovi, Southside Johnny e Graham Parker. Pianoforte, Telecaster, sassofono: il suono E Street Band qui rivive attraverso una voce femminile di grande temperamento.

Carolyne Mas Hold On

2. Gary U.S. Bonds, DEDICATION(1982)

Da ragazzi, gli E Streeters e Bruce cantavano dietro a Dear Lady Twist e Quarter To Three. Registrato in coda alle session da cui scaturì il disco di Springsteen del 1980, questo è un THE RIVER con la pelle scura.

gary us bonds dedication

3. Phil Garland, DREAMS OF A BOY (1982)

Questo ragazzo barbuto di Springsteen sa tutto. Insane Days è pazzesca: praticamente replica il lungo, epico assolo di chitarra che Bruce suonava nel 1978 come introduzione a Prove It All Night, poco prima di iniziare a registrare THE RIVER.

Phil Garland Dreams of a boy

4. Eddie and the Cruisers, SOUNDTRACK (1983)

Un po’ le necessità di fare da colonna sonora a un film che pare la storia di Bruce, un po’ l’approccio leggermente parodistico del tutto, un po’ la venerazione di Cafferty per Springsteen, sta di fatto che questo disco potreste infilarlo nel box THE TIES THAT BIND e spacciarlo a qualche neofita per l’ennesima raccolta di outtakes springsteeniane.

eddie and the cruisers soundtrack

5. The Rocking Chairs, NEW EGYPT (1987)

L’Emilia Romagna confina con il New Jersey. Se non lo sapevate, cercate l’esordio dei Rocking Chairs del songwriter e possente cantante Graziano Romani. Max Marmiroli fa il Clemons, Borghi e Poggi si aggrappano alle tastiere come Bittan e Federici. Tutto gira come in una versione di THE RIVER irrorata dal Lambrusco.

the rocking chairs new egypt

6. Michael McDermott, 620 W. SURF (1991)

Uscito prima degli album gemelli di Springsteen del ’92. Le sue storie e le sue melodie a cavallo tra THE RIVER e TUNNEL OF LOVE ne fanno un relationship album degno del Boss. Appassionato e romantico come un Bruce del Midwest.

michael mcdermott 620 w. surf

7. Will T. Massey, WILL T. MASSEY (1992)

Roy Bittan siede al banco di regia e ci illude che questo giovanotto texano possa affondare nel divano buono del rock’n’roll. Il progetto fallisce, ma chiedete agli springsteeniani più esperti cos’è questo disco per loro.

will t massey

8. Doc Lawrence, DOC LAWRENCE (1992)

Un convincente mix tra lo Springsteen di THE RIVER e il Mellencamp di THE LONESOME JUBILEE: peccato che Doc Lawrence non abbia toccato alcuna vetta. Produzione di Chuck Plotkin.

 doc lawrence

9. Darlene Love, INTRODUCING (2015)

Un sunto del meglio che l’Asbury Sound ha saputo produrre negli anni. Diretto da Van Zandt, si può accostare ai dischi di Gary U.S. Bonds. Night Closing In è un colpo al cuore che profuma di THE RIVER. Chi ama Springsteen non può negarsi questo disco arrivato a quarant’anni da BORN TO RUN.

darlene love introducing

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