The Gilmour Project: un nuovo supergruppo che omaggia i Pink Floyd

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Nel mondo delle tribute band fa capolino un nuovo gruppo di musicisti coi fiocchi. Ma la loro storia è complessa e non si risolve in un semplice tributo a David Gilmour e ai Pink Floyd. Volete saperne di più?

Prendete le agende e segnate questo evento in calendario, perché potrebbe essere molto interessante. Si tratta del 24 giugno, o meglio, in Italia delle 4 di mattina del 25 giugno. Non molto comodo come orario in effetti, ma forse qualche lettore insonne o estremamente mattiniero potrebbe trarne beneficio. Perché sul vassoio ci sono i Pink Floyd, o meglio, un'evoluzione del loro lascito ereditario, i Gilmour Project.

Il 24 giugno, in diretta live streaming dal Great American Music Hall di San Francisco si esibiranno, attraverso la piattaforma americana Afton, i Gilmour Project. La band, in origine, avrebbe dovuto esordire nel 2020, ma per cause ben note ha rimandato la sua apparizione alla prossima settimana, con un tour nordamericano previsto per il 2022.

Chi sono i musicisti?

Alla chitarra Jeff Pevar, nome già noto a fianco di Crosby, Stills & Nash, Joe Cocker e Phil Collins. Segue al basso Kasim Sulton, che invece ha diviso i palchi con Patti Smith e i Blue Öyster Cult, mentre il batterista Praire Prince si è destreggiato accanto a David Byrne, frontman dei Talikng Heads, Brian Eno e George Harrison. Non meno importanti il tastierista Scott Guberman e il chitarrista Mark Karan, collaboratori rock con Phil Lesh, ex bassista dei Grateful Dead. Insomma, ci sono tante firme in gioco, con collaborazioni distintive che infiorettano il curriculum dei nostri. Ma dietro una formazione appena nata c'è un manifesto, un progetto che cerca la sua strada sullo scenario rock. Oppure la conosce già chiaramente. 

I Gilmour Project, infatti, sono i diretti discendenti dei Blue Floyd, nati agli abori degli anni Duemila. E il loro spirito muove da una frase del chitarrista del gruppo, Allen Woody: "Il materiale dei Pink Floyd è senza tempo". Per questo motivo, se THE DARK SIDE OF THE MOON (1973) è rimasto per 917 settimane in classifica nella Billboard 200, la sua eredità vivrà per sempre. E lo dimostra il fatto che, ancora nel 2020, sia stato in vetta alle vendite di vinili. Tuttavia nessuno può fare musica come i Pink Floyd su brani dei Pink Floyd. Ecco dunque come il progetto dei Blue Floyd, da cui hanno preso ispirazione i Gilmour Project, è quello di decostruire le composizioni classiche dei Pink Floyd nelle loro forme elementari. 

Le canzoni rielaborate sembrano all'orecchio estremamente familiari, ma appaiono in una nuova veste, e sembra di ascoltarle per la prima volta. Ma per capire davvero di cosa stiamo parlando, bisogna assistere alle esibizioni dei Gilmour Project. Ecco spiegata la famelica attesa per scoprire come tradizione e avanguardia, ispirazione e improvvisazione si possano unire in un'esperienza innovativa e stimolante. Nell'attesa di poterli sentire, vi lasciamo questo spunto rilasciato dalla band come anticipazione stilistica: 

Siamo musicisti legati da un background che è sia prog che improvvisativo: vogliamo portare queste canzoni fuori dalle loro vesti, pur rispettando gli amati hoock e i fraseggi musicali.

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