I Beatles e l’India: il documentario in arrivo e la prima traccia della colonna sonora

Nel 1968 il quartetto di Liverpool intraprese un viaggio mistico a Rishikesh, in India. Lì, ai piedi dell'Himalaya, il gruppo trasformò la meditazione in genesi creativa per il celebre WHITE ALBUM. A 53 anni di distanza, quell'esperienza rinasce in un documentario sul grande schermo. 

Il 2021 è un anno prolifico per omaggiare la memoria dei Beatles, a partire dal 27 agosto, quando le sale cinematografiche accoglieranno il film documentario The Beatles: Get Backdiretto da Peter Jackson. Ma il regista della colossale trilogia de Il Signore Degli Anelli non è l'unico a guardare al passato per consolidare nel tempo l'eredità culturale dei Beatles. L'autunno 2021, infatti, preannuncia l'arrivo di un altro documentario, Beatles And Indiaper la regia di Paul Saltzman, rodato documentarista e produttore cinematografico che, nel 1968, seguì i Fab Four durante la loro permanenza all'ashram di Rishikesh, nella giungla indiana ai piedi dell'Himalaya. Un'esperienza mistica e indimenticabile che recentemente la figlia di Saltzman, Devyani, ha voluto ricordare al padre per un prodotto di mirabile lascito artistico. 

Il documentario è tratto dalla biografia del 2018Across The Universe - The Beatles In India di Ajoy Bose, che ha collaborato alla regia accanto allo studioso Pete Compton. Ma non solo, perché tra i produttori, oltre Saltzman, figura anche un nome iconico e arcinoto, quello del visionario regista David Lynch. E se non fossimo ancora sazi, troviamo come voce narrante del lungometraggio Morgan Freeman, consolidato attore dell'Olimpo hollywoodiano. Così si ancorano al terreno delle salde basi produttive, guidate dalla costellazione di filmati, registrazioni e fotografie d'archivio, interviste, testimonianze e la spettacolarità scenica delle riprese indiane. Proprio a Rishikesh infatti, Saltzman è recentemente tornato per arricchire di interviste il suo documentario. 

La presentazione in anteprima avverrà il 6 giugno, giornata di chiusura del Tongues On Fire UK Asian Film Festival. E, mentre un ricco repertorio di informazioni sul documentario è  disponibile sul sito www.beatlesandindia.com ripercorriamo quel viaggio che, a due anni dallo scioglimento dei Beatles, ha forgiato un album leggendario. A condurre le fila George Harrison, maestro trascendentale che ha guidato i Beatles verso un'esperienza di meditazione e trasformazione interiore sotto la guida del guru Maharishi Mahesh Yogi. E se la riflessione esistenziale e pacifica non è servita al gruppo per placare le loro incombenti discrasie interne, ha permesso di creare il doppio THE WHITE ALBUM, uscito il 22 novembre 1968

In quell'album rivoluzionario sono sfociate 18 tracce composte in India, tra cui Ob-La-Dì Ob-La-Dà, la cui genesi è stata raccontata proprio da Saltzman: 

Stavano suonando le loro chitarre acustiche Martin D-28, cantando frammenti di canzoni,  Paul iniziò a strimpellare di nuovo e John si unì a loro. Paul aveva un foglietto di carta sul gradino sotto di lui e iniziò a cantare le parole che aveva scarabocchiato. Era il ritornello di Ob-La-Di, Ob-La-Da. L’hanno ripetuto più e più volte e quando si fermarono per un momento Paul mi guardò con un luccichio negli occhi e disse: “Questo è tutto ciò che c’è finora. Non abbiamo ancora nessuna delle parole".

Altre due tracce sono confluite invece in ABBEY ROAD, mentre le restanti hanno caratterizzato la carriera solista dei quattro musicisti. Tra queste, un pezzo inedito è sicuramente India, Indiacomposta e registrata da John Lennon prima di morire e riprodotta nel 2010 dal cantante indiano Nikhil D’Souza. Solo uno dei brani che accompagnerà l'album della colonna sonora del documentario, THE BEATLES AND INDIA: SONGS INSPIRED BY THE FILM e che è già disponibile all'ascolto come singolo. E come recita il titolo, tutto l'album sarà contraddistinto da canzoni dei Beatles reinterpretate da artisti indiani per un totale di 19 pezzi d'eccezione. Insomma, un bel quadretto per immortalare in eterno l'esperienza di amore e ricerca personale che hanno attraversato i Fab Four. 

Con loro figureranno su pellicola i circa 60 amici che li hanno accompagnati, tra cui il cantautore scozzese Donovan, Mike Love, cantante dei Beach Boys, e l'attrice Mia Farrow. Per non contare le mogli Jane Asher e Pattie Boyd e il biografo dei Beatles Bob Spitz. Tutti a dimostrare come quel viaggio fosse necessario per far respirare la band dalla chiusura opprimente di Londra, in un anno rivoluzionario guidato dalla controcultura giovanile e dai loro paladini del rock. 

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