Pink Floyd: cosa c’è sulla copertina di OBSCURED BY CLOUDS?

Un titolo enigmatico accompagna l'altrettanto criptico settimo album dei Pink Floyd, con una storia intessuta con la cinematografia francese. Ma il vero mistero è nella sua copertina e nell'immagine che nasconde. 

Pubblicato il 3 giugno 1972 in Gran Bretagna, OBSCURED BY CLOUDS è il settimo album della discografia Floyd. Lo incorniciano, nella successione discografica, MEDDLE, del 1971 e THE DARK SIDE OF THE MOON, del 1973. Una posizione impegnativa, insomma, per un album relegato nella nicchia della discografia della band. Non particolarmente osannato come altri, il disco conserva un impegno e una potenza narrativa non indifferenti, consolidandosi come l'ultimo vero prodotto collettivo dei Pink Floyd, prima dell'avanzata egemonica di Roger Waters. E recentemente è tornato sotto i riflettori quando, nel febbraio 2021, i musicisti hanno pubblicato sui loro social l'immagine di un'edizione del 1978 turca, comicamente sbagliata. Questa infatti riporta in copertina una foto dei Queen con il nome della band in una grafica inusuale.

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E non è l'unica edizione con cover differente dall'originale. Ce n'è anche una pubblicata in pochissime copie a Taiwan e rappresentante una foto dei Pink Floyd a colori datata 1969. Nulla di più lontano dall'ipnotica e psichedelica copertina di Storm Thorgerson con cui conosciamo l'album. Si tratta di un'immagine deformata, che distorce con un gioco di lenti un ritratto fotografico nascosto. Quest'ultimo è legato al film La Vallée del regista francese Barbet Schroeder, con cui i Pink Floyd lavorarono già nel 1969 alla colonna sonora di MoreEntrambe le pellicole rispondono all'estetica della Nouvelle Vague di Schroeder e sono l'una il seguito dell'altra, sullo sfondo dell'atmosfera sessantottina e della sua cultura hippie. 

Il titolo dell'album rievoca proprio l'ambientazione del film, in una zona della Nuova Guinea adombrata da nuvole bianche talmente dense da renderla misteriosa e irraggiungibile. Proprio qui la protagonista del film, Viviane, si reca con una comunità hippie, dopo essersi appassionata all'esotismo, per cercare un paradiso sconosciuto immerso nella natura. Ma il rapporto con la casa di produzione di Schroeder, Les Films Du Losange, non fu così cristallino e pacato come per il primo film del 1969. Ed è questo il motivo per cui i Pink Floyd adottarono l'espressione Obscured By The Clouds e non il titolo del film per il loro album contenente la colonna sonora. 

Il nome della pellicola rimase sul retro della copertina, anche se inizialmente il disco portava sulla front cover un adesivo legato al film che, a causa dell'insuccesso di quest'ultimo, venne rimosso dopo solo due settimane. La registrazione della colonna sonora viene ricordata così dal batterista Nick Mason nella sua autobiografia Inside Out: A Personal History Of Pink Floyd:

Dopo il successo di More, avevamo deciso di fare un'altra colonna sonora per Barbet Schroeder. Il suo nuovo film si chiamava La Vallée e siamo andati in Francia per registrare la musica nell'ultima settimana di febbraio.

L'album fu registrato al Castello d’Hèrouville, poco distante da Parigi, tra il 23 e il 29 febbraio. Poi la band continuò il suo tour del 1971 partendo per il Giappone e, al ritorno, l'album fu missato ai Morgan Studios di Londra

Bastarono solo due settimane ai Pink Floyd per vedere i premontati del film e realizzare una colonna sonora ad hoc, di cui alla fine furono conservate Obscured By The Clouds e Absolutely Curtains in apertura e chiusura della pellicola. Le altre tracce comparvero in maniera più frammentata e incorporata nella narrazione. Ma l'episodio più interessante riguarda la genesi della copertina, di cui ora vi raccontiamo l'assurda storia. Sembra infatti che Thorgerson non fosse particolarmente ispirato dai fotogrammi presentatogli, finché il proiettore non si inceppò e, dopo un sonoro colpo di mano del grafico, ripropose l'immagine sfocata dallo spostamento della lente e totalmente stravolta. Quantò bastò a Thorgerson per creare la sua opera. 

In origine, l'immagine del film rappresentava un uomo su un albero, tra le cui fronde filtrava la luce solare. Con la distorsione fotografica, la copertina trasmuta in un prodotto non ben definito, dove qualcuno ha visto avvisaglie di una foresta, qualcun altro una creatura informe che corre, e altri ancora assolutamente nulla.

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