Gli strumenti musicali del Prog: guida per giovani musicisti

Franz di Cioccio PFM

Dal vintage degli anni 70 agli strumenti virtuali moderni, ecco una guida per gli aspiranti giovani musicisti prog su cosa trovare sul web senza dissanguarsi.

Testo: Valter Poles

Uno sfracello e mezzo! È la storica frase di Franz Di Cioccio, quando commentò il costo del Minimoog, considerato essenziale per l’esordio discografico della Premiata Forneria Marconi, che cercava allora uno strumento che rendesse il gruppo unico e riconoscibile, come lo fu l’assolo di Lucky Man per gli EL&P. E quello strumento caratterizzò il brano Impressioni di settembre, per molti la risposta italiana a Lucky Man, e l’album STORIA DI UN MINUTO.

Erano tempi duri: salire sul palco con una strumentazione professionale costava anni di sacrifici: una Fender Stratocaster, una Gibson Custom nera o, peggio, un organo Hammond, impegnavano per molti anni le finanze dei musicisti. E i fan sotto il palco ammiravano tanta grazia a bocca aperta, per tornare a casa poi a provare a emulare il tutto sulle chitarre Eko con l’amplificatorino Meazzi.

Oggi invece abbiamo le memorie digitali, un parco timbrico praticamente infinito, la piena polifonia e una “carrettata” di effetti digitali (tutti memorizzabili) per assicurarci il suono perfetto in ogni circostanza. Ma spesso manca una cosa fondamentale: di prog o di evoluzione artistica, a volte c’è proprio poco... E quindi, eccoci al soccorso per dare ai giovani musicisti dei consigli sugli strumenti del prog.

DAL MINIMOOG AI SINTETIZZATORI VST (VIRTUAL STUDIO TECHNOLOGY)

Non serve più spendere “uno sfracello e mezzo”, possiamo ricorrere perfino a risorse del tutto gratuite: quando abbiamo parlato del Minimoog, abbiamo citato il pregevolissimo strumento della serie Elektrostudio, reperibile gratuitamente al sito vst4free.com, dove potremmo trovare altri cloni storici, dal Moog Prodigy, all’Eminent Solina per gli archi, al Mellotron, all’ARP Odissey, all’Oberheim... tutti caratterizzati da un suono particolarmente efficace e realistico. A differenza degli strumenti originali possono disporre di decine di preset (memorie), polifonia ed effettistica integrata.

Si possono provare direttamente nella versione standalone giocherellando sulla tastiera alfanumerica del pc per provare i diversi effetti, ma danno il meglio di sé collegati a una tastiera Midi. Basta anche una qualsiasi tastierina, provvista di uscita USB da collegare al pc con il classico cavetto già usato per la stampante. Dopo una rapida configurazione (bisogna solo dire allo strumento VST da quale porta deve accettare il segnale della tastiera) il synth è pronto. Se la nostra tastiera midi, o Controller, è dotata di potenziometri o cursori, si possono configurare con il comando MidiLearning perché agiscano sui giusti pomelli del synth, come per esempio il filtro Cutoff e Resonance e smanettarci in tempo reale come sul vero synth hardware.

Ovviamente i risultati più performanti, specie nelle registrazioni, si ottengono dalla versione VST dello stesso synth (vengono infatti offerti quasi sempre nelle due versioni, sia standalone che VST). Significa che possono essere ospitati dal sequencer che preferiamo (Cubase, Ableton, Logic, Reaper) e quindi assegnati a una traccia che possiamo editare e registrare nei minimi particolari fino a raggiungere il risultato desiderato.

Dal vivo un pc e un sequencer ci permettono di richiamare all’istante tutti i suoni necessari, programmati con calma a casa, resi immediatamente disponibili sulla tastiera. Comprando un controller midi (cioè una tastiera priva di suoni propri), anche per poche decine di euro, si trovano sempre in bundle, sequencer e strumenti vari allegati gratuitamente alla tastiera.

SUA MAESTÀ L’ORGANO HAMMOND

È la tastiera principe del prog, d’altronde prima dei 70 era l’unica a disposizione del tastierista, chiamato ancora “organista”! Anche qui troviamo una valanga di cloni virtuali gratis e a pagamento. Sempre su vst4free.com possiamo trovare numerosi modelli gratis, ma l’emulazione fedele delle storiche ruote dentate è più difficoltosa! Già lo strumento storico nasceva in condizioni non proprio standard. Lo stesso identico modello originale poteva avere significative differenze nel suono delle percussioni, oltre a possedere una propria timbrica talvolta. Quindi non aspettiamoci miracoli dalle versioni free...

Tra i modelli migliori a pagamento il migliore in assoluto è, per poche decine di euro, l’MBIII di Michele Bon, tastierista delle Orme. Dopo aver provato decine e decine di cloni Hammond ha maturato una notevole esperienza, che, unita alle sue capacità informatiche, gli ha permesso di elaborare al meglio il suo Hammond virtuale, che suona con una prepotenza espressiva debordante! Percussioni e click brillanti e penetranti, leslie efficacissimo, un completo controllo su tutti i possibili parametri, dai due manuali, alla pedaliera, alla saturazione, al riverbero, alla distanza dei microfoni dal leslie. Corredato da una trentina di preset spettacolari, come il suono di Child In Time (Deep Purple) con l’incantevole riverbero sulle percussioni.

MBIII di Michele Bon
MBIII di Michele Bon

L’altro clone virtuale degno di nota è l’Hammond B-3X della Ik Multimedia, che però ha un costo decisamente superiore e l’unica versione abbordabile per uno studente è quella per iPad, venduta al momento per una cifra intorno ai 90 euro. È decisamente uno degli strumenti più costosi per iPad, vista la politica generale di prezzi bassi di queste applicazioni, comunque spesso di grande qualità, specie nella riproposizione di strumenti vintage.

Nello store abbondano gli Arp, i Korg e i vari Moog Modular. L’iPad è apparecchio di tutto rispetto per la musica: già senza interfacce è in grado di restituire una latenza quasi zero, utilizzando la semplice uscita cuffie da collegare sull’impianto e connettendovi anche tastiere Midi bluetooth, senza bisogno di altri cavi.

DAL MELLOTRON ALLE ORCHESTRE VSTD

Dopo i primi, costosissimi, pacchetti dedicati all’intero organico orchestrale (Vienna – East West Symphonic Orchestra) pian piano si impone il sistema Kontakt (un VST dedicato al campionamento della Native Instruments in grado di caricare ogni tipo di libreria di suoni), che si è presto diffuso tra i professionisti, specie nella produzione di musiche da film e per i videogiochi. Per questa piattaforma esiste uno sterminato parco suoni a prezzi abbordabili o addirittura gratis.

Senza spendere nulla possiamo tranquillamente scaricare dal sito della Native Instruments, nella sezione Free, il player Kontakt insieme al Komplete Start, una raccolta di 2000 suoni di alto livello tra orchestra, batterie, percussioni, basso, strumenti acustici, elettrici, synth ed effetti.

In più, con una visita a Spitfire lab, Project Symphobia free e Layers Orchestra free, possiamo scaricare delle pregevolissime librerie di suoni sinfonici estremamente realistici tratti direttamente dalle loro librerie professionali. Ricordiamoci che sono strumenti avidi di memoria Ram, meglio prevedere di integrare la memoria se il nostro PC non arriva almeno a 8 giga di Ram a disposizione.

I NUOVI CORI VST

È lo strumento più recente in assoluto: si tratta della riproposizione digitale di un coro lirico (un po’ come faceva il vecchio Mellotron) ma con la differenza che ora può cantare le parole! Molto usato oggi nei gruppi progmetal. Stavolta, a differenza del Mellotron, che si limitava a vocalizzare solo una sillaba, possiamo usare parecchie articolazioni come il legato, lo staccato, il marcato e altri effetti da cantare sulla serie di sillabe scelte.

Curiosa la storia della sua evoluzione: il primo coro lirico virtuale della East West Symphonic Choirs è stato presentato nel 2005. Complicatissimo da usare nella sua prima versione, constava di due programmi separati: il Worldbuilder per costruire le parole, o le frasi desiderate, e il VST vero e proprio che gestiva le quattro voci dei soprani, contralti, tenori e bassi. Conveniva far dialogare i due programmi in un sequencer e, finalmente, dopo aver scritto le sillabe desiderate, il coro cantava cambiando sillaba a ogni tasto premuto.

Le software house della concorrenza hanno risposto con prodotti più performanti, che però riducevano le sillabe a una limitata serie entro la quale scegliere. Un sistema che permetteva loro di ridurre alcuni inevitabili artefatti e di garantire una credibilità e una naturalezza espressiva superiore. Scegliendo nella piattaforma Kontakt troviamo gli ottimi: 8Dio Requiem, 8Dio Lacrimosa, Hollywood Choirs, Venus, Mars, Oceania Choir, Storm Choir... A volte mettono a disposizione 12 sillabe, altre 30 o solo 6. Si costruiscono le parole scegliendo le sillabe che più si avvicinano a ciò che si vorrebbe far cantare.

I cori lirici sono riconosciuti a causa dell’impostazione vocale, che antepone il suono “pieno e rotondo” all’intelligibilità delle parole; comunque l’effetto è generalmente assai credibile. Ultimamente la scelta tecnica dei nuovi cori è quella di fornire frasi già presillabate, ma costruite realisticamente, con il risultato che se l’impatto sonoro è senza dubbio impressionante, la struttura del testo può veder unire frasi tipo Eh-so-noh, Me-Sah-leh, Poh-Si-Nuh... totalmente prive di significato!

Un altro espediente efficace è quello trovato da alcune software house, ovvero far cantare una sequenza di sillabe preordinate e fisse. A ogni tasto premuto cambia la sillaba, si ha l’impressione di un coro che canti delle parole, ma non se ne comprende affatto né la lingua, né il significato! Alla faccia di chi afferma che nella musica le parole sono importanti!

Si tratta comunque di librerie piuttosto costose. Nel pacchetto Komplete free abbiamo a disposizione un coro, che però può solo cambiare le vocali. Tra le librerie gratis, segnaliamo l’espressivo Spitfire Labs Choir, dedicato alle sonorità evanescenti tipiche di Eric Whitacre, compositore e direttore che dirige online migliaia di coristi sparsi nel mondo.

Questo articolo è tratto da «Prog» n.32, disponibile sul nostro store online.

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