Qual è il brano più erotico degli anni Ottanta?

La prestigiosa rivista «Billboard» ha posizionato al primo posto questo brano come il più sexy di tutti i tempi. Ebbene sì, i sensuali anni Ottanta hanno un vincitore tra le più erotiche canzoni pop.

A cavallo tra anni Ottanta e Novanta, Madonna è l'emblema di una sensualità marcata, che affiora vividamente dalle sue canzoni e dalle sue performances. Lei rivoluziona il modo con cui una donna percepisce il proprio corpo e il piacere erotico. Ma non è la Ciccone a guadagnarsi la vetta con il brano più erotico degli anni Ottanta. Al suo posto c'è una cantante insospettabile, dal faccino pulito acqua e sapone e dalla voce di un incanto fiabesco. Per la prima volta abbandona le sue inibizioni e si presta a un pezzo sensuale, ma anche molto ironico in cui emergono gli anni Ottanta in tutta la loro vibrante potenza. Tra tutine attilate, aerobica, colpi scultorei e Olivia Newton-John alla guida, il premio se lo aggiudica Physical

Giusto nel 2020, la cantante pop Dua Lipa ha proposto la sua personale reinterpretazione del pezzo in una veste contemporanea, che tuttavia si riallaccia inevitabilmente alla firma anni Ottanta. Physical inaugurò quella decade d'oro, venendo pubblicato come singolo nel settembre 1981. A quell'epoca i videoclip erano ancora nella loro fase incipiente, con produzioni a basso budget, come si può dedurre nel nostro caso. Tuttavia Physical cavalcò l'onda del neonato MTV, rimanendo in vetta alla classifiche di vendita per 10 settimane e vendendo 2 milioni di copie negli USA, fino a guadagnarsi un disco di platino e un Grammy Award per la migliore performance pop. Non c'è dubbio che sia il brano di maggior successo della Newton-John in America e uno dei pezzi più iconici anni Ottanta. 

In questo trionfo di visibilità mediatica, il videoclip giocò le sue carte, destabilizzando e incuriosendo lo spettatore con una nuova immagine della Newton John: non più la dolce e la pura Sandy di Grease (1978)la ragazza sbeffeggiata da Rizzo diventa la Jane Fonda del pop, maestra di aerobica che si rivolge allo spettatore con malizia sfacciata. E se la parte iniziale del videoclip la vede affacendarsi con uomini panciuti in situazioni dal tocco comico, dopo una doccia rigenereante trova i suoi affaticati ospiti trasformati in modelli dai colpi scultorei ricoperti d'olio. 

E quest'immagine sottolinea un secondo motivo per cui il pezzo ebbe tanto successo. Gli anni Ottanta, infatti, celebrarono il mito della forma fisica, come dimostra anche il film di culto American Psycho (2000) tratto dall'omonimo romanzo di Bret Easton Ellis. La fascinazione per la perfezione estetica viene così rimarcata in maniera provocante e provocatoria, accompagnata da allusioni nel testo di Steve Kipner e Terry Shaddick per cui "Non c'è più niente di cui parlare se non in orizzontale". Certamente l'erotismo evocato è differente rispetto a una sensualità pervasiva dei videoclip odierni. Tuttavia all'epoca la novità catalizzò l'attenzione sull'attrazione fisica e l'allusione sessuale, anche omoerotica, venendo censurato nello Utah (USA) e in Sudafrica.

Piccola curiosità per il lettore. In origine non era stata scelta Olivia Newton-John per il brano, ma Rod Stewart, dato che il testo era pensato per un cantante maschile. Ma anche lui si è conquistato il podio con la sua Tonight's The Night, che si colloca al secondo posto delle canzoni più sexy di sempre secondo «Billboard».

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