De André parla della morte, e conquista tutti

DE ANDRE' REVERBERI

TUTTI MORIMMO A STENTO è primo di quattro concept album e primo a contenere esclusivamente canzoni inedite: De André parla della morte. E conquista tutti.

Articolo tratto da «Vinile» Speciale De André, disponibile sul nostro store online.

Il 30 marzo 1969, Domenica delle Palme, al Cinema Impero di Intra, frazione di Verbania, in una delle sue rarissime uscite pubbliche prima del tour del 1975, De André presenta TUTTI MORIMMO A STENTO. L’andamento della serata è stato ricostruito, grazie alle testimonianze orali di chi la organizzò e di chi partecipò, da Claudio Sassi e Odoardo Semellini nell’imprescindibile volume edito da Lampi di Stampa nel 2018, a cui rimandiamo per i dettagli.

Il disco, pubblicato la prima settimana di novembre del 1968, viene fatto ascoltare e commentato, ma dal vivo vengono eseguiti solo uno o due brani dell’album precedente, sicuramente Si chiamava Gesù e, secondo alcune testimonianze, anche Preghiera in gennaio. L’incontro è stato organizzato da due sacerdoti, don Carlo Scaciga, attualmente delegato dei beni culturali della diocesi di Novara e all’epoca giovane prete della parrocchia San Vittore di Intra, e don Donato Paracchini, e vede la partecipazione di circa cinquecento giovani legati alla parrocchia.

Non deve stupire che De André fosse chiamato per un evento di questo tipo: a partire da alcune canzoni del disco precedente (le due citate e Spiritual), da TUTTI MORIMMO A STENTO e da LA BUONA NOVELLA del 1970, il cantautore avrà molto seguito presso gli ambienti ecclesiali progressisti, e i suoi brani non mancheranno nei canzonieri dei principali movimenti cattolici più aperti e avanzati, dall’Azione Cattolica agli Scout, dalla Gioc alle Acli.

La tematica del disco, il primo di quattro concept-album, è in effetti molto vicina a certi argomenti religiosi: la morte narrata nelle canzoni (dei drogati, dei co-dannati a morte, della natura, di un amore...) viene riscattata dalla pietà dei due ultimi brani, Recitativo (due invocazioni e un atto d’accusa) e Corale (leggenda del re infelice), che si alternano nella traccia finale e i cui versi conclusivi sono la morale dell’Lp (“Non cercare la felicità in tutti quelli a cui tu hai donato per avere un compenso, ma solo in te, nel tuo cuore, se tu avrai donato solo per pietà”).

Per la prima volta, un album di De André contiene esclusivamente inediti: sull’etichetta il cantautore risulta essere l’unico compositore delle musiche, ma nella busta interna (e anche in SIAE) tutte le canzoni vedono come coautore Gian Piero Reverberi, arrangiatore e direttore dell’Orchestra Philarmonia di Roma e del coro di Piero Carapellucci, mentre per i testi Riccardo Mannerini è cofirmatario di Cantico dei drogati (che è tratto da una sua poesia, Eroina) e Giuseppe Bentivoglio di Ballata degli impiccati.

Musicalmente il disco, definito nell’etichetta e nella busta interna Cantata in si minore per solo, coro e orchestra, presenta numerosi rimandi e riferimenti orchestrali a Bach e alla musica barocca, frutto degli interventi di Reverberi. Nella prima stampa vi è presente una nota a proposito di Leggenda di Natale, “da un’idea di Georges Brassens”, che scompare nelle successive ristampe: la tematica del testo, la circonvenzione usata da un anziano senza scrupoli su una ragazza ingenua che si lascia ingannare facilmente, risulta simile a quella di Le Père Noël et la petite fille, quarta traccia dell’album LES FUNÉRAIL-LES D’ANTAN, il disco del 1960 del cantautore francese.

Le registrazioni vengono effettuate allo studio Ortophonic di Roma, il tecnico della registrazione è Giorgio Agazzi, mentre Gian Franco Reverberi ricopre il ruolo di assistente tecnico-artistico. Al contrario del suo predecessore, entrato in classifica dopo più di sei mesi, TUTTI MORIMMO A STENTO è già nella prima settimana al dodicesimo posto, sale la settimana successiva al terzo e risulta alla fine dell’anno essere il 33 giri più venduto in Italia, seguito da VOL. 1° dello stesso De André; non solo, ritornerà nuovamente in classifica nel 1970.

Dall’album è tratto il singolo Leggenda di Natale / Inverno, in cui le due canzoni sono sfumate, a differenza dell’Lp, mentre Cantico dei drogati è pubblicato in una versione edita priva dell’introduzione e accorciata in parte in un 45 giri per il circuito dei jukebox. Per il secondo anno di seguito, un disco di Fabrizio De André ottiene il Premio della Critica Discografica Italiana, e anche in questo caso alcune copie vengono messe in vendita con la relativa fascetta.

de andré tutti morimmo a stento

A seguito del successo di TUTTI MORIMMO A STENTO, la Rai decide di dedicare a De André uno speciale, intitolato Incontri musicali, condotto da Enza Sampò, scelta dallo stesso cantautore (come dichiara in un’intervista per «TV Sorrisi & Canzoni» a dicembre 1968), con la regia di Lino Procacci: nello speciale, trasmesso il 7 novembre 1969, alternati a un’intervista realizzata dalla conduttrice vengono presentati brani del disco (La leggenda di Natale, Inverno, Girotondo), di quello precedente (Preghiera in gennaio) e del successivo VOLUME 3°(La canzone di Marinella, La guerra di Piero, Amore che vieni, amore che vai), oltre che Tom Flaherty eseguita dai New Trolls.

E sempre in conseguenza di questo exploit, Toni Casetta decide di preparare una versione del disco in inglese, da pubblicare negli Stati Uniti, facendo tradurre i testi da David Miller, un suo amico e collaboratore statunitense (secondo Simone Casetta, il figlio di Toni, probabilmente con l’aiuto di un traduttore professionista): le tracce vocali vengono registrate sulla base originale negli studi Regson di Milano, i due nastri del disco destinato al mercato americano riportano le date del 25 giugno e del 6, 7 e 8 agosto 1969.

WE ALL DIED THE HARD WAY, questo il titolo, viene stampato in poche copie promozionali che Casetta vuole distribuire presso alcuni discografici d’oltreoceano per trovare uno sbocco commerciale e una pubblicazione che però non avverrà mai, con un artwork diverso da quello italiano curato da Gianni Greguoli, con copertina apribile. Solo nel 2007 ne emergerà una copia: un collezionista americano che lo ha conservato per quasi quarant’anni in occasione del suo ottantesimo compleanno rende noto all’amico pugliese Mimmo Carrata l’esistenza dell’Lp, che gli cede e che è, al momento, l’unica copia di cui si è a conoscenza. Con l’incorporazione della Bluebell nella Produttori Associati, nel 1970 il disco viene ristampato, e nel 1978 una terza ristampa sarà curata dalla Dischi Ricordi.

Nessuna delle canzoni di TUTTI MORIMMO A STENTO verrà ripresa dal vivo da De André.

Leggi l'intero articolo sullo speciale di «Vinile» dedicato a De André, disponibile sul nostro store online.

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