Queen: 3 aspetti da conoscere di Brian May

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L'eterno chitarrista dei Queen è una delle figure più versatili del rock. Dalla laurea in astrofisica all'impegno animalista, Brian May e la sua Red Special sono icone di una band immortale. Conosciamolo meglio in 4 curiosità.

Il chitarrista innamorato delle stelle 

C'è un che di romantico nella biografia di Brian May, dottore in Fisica e Astronomia e funambolico chitarrista che «Rolling Stone» inserisce al 26esimo posto tra le firme più brillanti del rock. E la sua vita prese una duplice direzione negli anni Sessanta, quando dovette scegliere tra il Dottorato all'Imperial College di Londra e i Queen, prediligendo la storica band. Lui stesso ha dichiarato: "La mia scelta è stata fatta partendo dal presupposto che non ero molto bravo in fisica ma che sarei potuto essere abbastanza bravo nella musica." 

Tuttavia May non ha mai abbandonato la passione per l'astrofisica, coronata dalla laurea con lode nel 1968, prima di abbandonare il Dottorato per la musica. Lo dimostra una delle sue canzoni più belle, Long Away. Al tempo stesso l'antico amore è testimoniato dal ritorno tra i banchi universitari, nel 2007, per terminare a 60 anni il tanto agognato Dottorato con una tesi sulla polvere zodiacale, che circonda le stelle. Non solo, ma tra redazioni scientifiche e importanti ricerche, May si è distinto per la collaborazione alla missione New Horizons della NASA, per sondare il pianeta Plutone e il suo satellite, Caronte.

Tassi, volpi, ricci e un rifugio nel Surrey

La folta chioma di May accoglie da un lato l'anima ribelle e libertina del rock anni '80, dall'altro l'integerrima serietà da rettore insigne dell'Università di Liverpool. Nel mezzo, troviamo la dolcezza innata di un salvatore degli animali, fervido sostenitore dell'Hunting Act che, nel 2004 aveva dichiarato illegale la caccia agli animali selvatici. Quando poi l'ex Primo Ministro David Cameron ha proposto di revocare l'atto, May ha scritto il brano Save Me, contenuto nell'album THE GAME (1980). Questo ha dato il nome all'associazione animalista fondata dal chitarrista nel 2010. 

Sono molte le onoreficenze conferite a May per il suo impegno a salvaguardia della fauna selvatica. Lo stesso ha reso la sua dimora nel Surrey un rifugio per volpi, ricci, tassi e altri animali bisognosi di cure. In particolare sono i tassi a stare a cuore al musicista, soprattutto in seguito al permesso rilasciato agli agricoltori di due contee inglesi per sopprimere il piccolo mammifero, ritenuto responsabile per la turbecolosi diffusa tra le mucche nelle campagne. Neanche a dirlo, dal 2019 May è vegano, al contrario del collega batterista e cacciatore Roger Taylor. 

La storia della Red Special 

Dagli interessi personali, tra cui si annoverano anche una passione per il giardinaggio e un raffinato collezionismo firmato Star Wars, passiamo al vero amore di May: la sua Red Special. Tutti gli amatori conosceranno la sua fedele chitarra, costruita dal nulla da un Brian May sedicenne e da suo padre Harold e accompagnata in chiusura da un amplificatore realizzato dal bassista John Deacon, studente di ingegneria elettronica al Chelsea College. Sembra che il giovane May all'epoca non potesse permettersi una delle costose chitarre in esposizione nelle vetrine e abbia ripiegato sull'oggettistica domestica, come un Geppetto del rock. 

Il risultato è sorprendente, con il manico ricavata dalla testiera di un caminetto dell'800 - che valse alla chitarra il soprannome di The Fireplacee un'architettura fatta di molle, bottoni e pezzi d'officina icorniciati dall'eleganza del mogano sfumato di rosso. Proprio il colore del legno, poi tinto con un particolare diluente per il restauro del 1998, avrebbe regalato allo strumento il suo celebre nome. E la Old Lady di May è l'unica e inimitabile compagna di una carriera scritta con il peculiare timbro sonoro, che si articola in 13 tipologie sonore differenti e che solo la Red Passion sa offrire. 

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