KILL ‘EM ALL: 4 curiosità sull’album di debutto dei Metallica

Il 25 luglio 1983 i neonati Metallica pubblicavano una pietra miliare del thrash metal, guidata dalla spinta violenta dei Four Horsemen che, alla fine dell'anno successivo avevano già collezionato 60.000 copie in tutto il mondo. Conosciamo meglio KILL 'EM ALL. 

Quel titolo ispirato da Cliff Burton

Quando KILL 'EM ALL uscì nel 1983, il suo assetto finale era diverso da quello pensato in origine da James Hetfield. Ebbene sì, il vulcanico cantante, all'epoca ventenne, aveva già dalle scuole superiori la sua personale idea di un album intitolato METAL UP YOUR ASS. Il tutto corredato da una copertina d'impatto, raffigurante una mano armata di pugnale che affiorava da un water. Un prospetto molto thrash e pulp, perfetto per gli irruenti Metallica, appoggiati dall'etichetta discografica, la Megaforce. Tuttavia, in fase di distribuzione, il progetto fu frenato e il compianto bassista Cliff Burton, invasato dalla rabbia, creò inconsapevolmente il nuovo titolo, tuonando contro i produttori "Fuck them. Why can't we just kill 'em all?" ("Vaffanculo. Perché non possiamo semplicemente ammazzarli tutti?")Detto, fatto. L'album uscì con il celebre titolo con cui lo conosciamo e non si può dire che non rifletta la spinta dinamitarda della band. 

Una copertina underground

Nel 1984, il batterista Lars Ulrich dichiarò in merito alla copertina: "Avremmo fatto passare una mano attraverso un water, con in mano un machete, grondante di sangue. E il bagno aveva del filo spinato intorno". Un'immagine di forte impatto, figlia di quel panorama underground in cui la band losangelina si stava affermando e tanto iconica da essere impressa con l'inchiostro sulla pelle di molti fan dei Metallica. Peccato che quel bagno piastrellato con tanto di coltello, poi ripreso anche dai Mötley Crüe nel 1989 in DR. FEELGOOD, non piacesse ai distributori. Per questo la band, dopo aver reso più sanguinario il titolo, decise di rendere l'idea dell'omicidio senza mostrare l'atto efferato. Il passaggio successivo della celebre scena del film Psychoinsomma. Ecco quindi una mano che abbandona un coltello in una pozza insanguinata. L'effetto shock funziona.

Whiplash: l'inno all'heabanging 

La traccia di chiusura del Lato A, firmata Hetfield-Ulrich e prodotta da Paul Curcio e John Zazula incarna l'anima della band. Whiplash rilascia infatti la perfetta sinergia di heavy metal e hardcore punk, in una pirotecnica interazione sonora che mitraglia i timpani a ritmo di headbangingPerché il brano, il preferito di Roy McGovney, primo bassista del gruppo, da performare live, incita all'azione e allo scatenamento collettivo. Sin dalla prima volta in cui debuttò al Billy Barty’s Roller Rink, pista di pattinaggio coperta a Fulletron, in California. Era il 23 ottobre 1982 e da subito i Metallica lanciarono le fondamenta di un nuovo sound, affiancato da gruppi gemelli come gli Anthrax e gli Slayer ed erede dei erede dei Motörhead. La stessa band di Lemmy Kilmister ha realizzato una cover del pezzo, premiata con un Grammy Award.

La presenza fantasma di Dave Mustaine

Dietro al catalizzante successo di KILL 'EM ALL, che ad oggi ha venduto sei milioni di copie negli Stati Uniti, c'è anche la firma di Dave Mustaine. Nell'aprile 1983, l'attuale frontman dei Megadeth fu allontanato dal gruppo a causa delle sue dipendenze, consegnando la chitarra solista a Kirk Hammett. Così la finalizzazione dell'album non porta alcuna registrazione di Mustaine, anche se il chitarrista è il nome fantasma dietro la composizione di quattro brani: The Four Horsemen, Jump In The Fire, Phantom Lord Metal Militia. La prima volta che Mustaine ascoltò il disco, la sensazione iniziale fosse che Hammett gli avesse rubato gli assoli, proprio a lui che, appena licenziato dai Metallica, aveva intimato i colleghi dicendo: "Non azzardatevi a usare nessuna delle mie canzoni". Solo l'inizio di una lunga diatriba tra Mustaine e Ulrich, a cui sembra fossero stati attribuiti i crediti. 

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