Quando i Kiss accusarono Rolling Stone di aver ignorato la morte di Eric Carr

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La morte del batterista dei Kiss, Eric Carr, fece il giro del mondo immediatamente. Era il 24 novembre del 1991 e tutti i periodici ne parlarono, fatta eccezione per Rolling Stone. 

Quando la morte di Eric Carr colpì i Kiss e il panorama musicale di riferimento, tutte le riviste dedicate e i mezzi di informazione si precipitarono nel dare la notizia. Come già precedentemente accennato, però, Rolling Stone non rientrò tra questi. Il numero di dicembre fu già dato alle stampe quando si seppe del decesso dell'artista. Ciò che destò il profondo disappunto dei Kiss, però, fu il fatto che il giornale non proferì parola sulla morte di Carr nemmeno nella stampa mensile successiva. Tale omissione non poté rimanere impunita innanzi agli occhi dei membri sopravvissuti della band che, senza perdersi d'animo, scagliarono parole al vetriolo contro il magazine attraverso una lettera. 

I dettagli della lettera

Nei punti salienti dell'accesa missiva che i Kiss rivolsero a Rolling Stone è possibile leggere: "Siamo scioccati e rattristati dalla vostra ovvia scelta di ignorare la morte del nostro batterista, che ha combattuto senza sosta contro il cancro. Negli ultimi 11 anni, durante i quali il vostro editore ha fatto di tutto per rinnegare la nostra esistenza, Eric ha suonato più di 800 concerti, di fronte a milioni di fan provenienti da tutto il mondo e ha suonato su album che hanno venduto oltre otto milioni di copie"

Più avanti nella lettera, i Kiss dichiarano che, quella di Rolling Stone di ignorare la morte di Carr rappresentava: "Una triste dichiarazione sulla loro disperata ricerca della purezza artistica". Da allora, i Kiss furono ben consci del fatto che Rolling Stone non avesse interesse a scrivere su di loro. In ogni caso, però, la band ci tenne ad aggiungere: "Omettere la morte di un musicista della caratura di Eric Carr, a prescindere dai vostri gusti personali, è imperdonabile"

Il caso Hall Of Fame 

Ancor più recente è ciò che accadde ai Kiss quando furono introdotti nella Rock And Roll Hall Of Fame. Alla band fu detto che avrebbero ricevuto il riconoscimento soltanto i membri fondatori di essa: Gene Simmons, Paul Stanley, Ace Frehley e Peter Criss. Carr rimase tra i membri importanti del gruppo scartati dall'istituzione. Durante un'intervista rilasciata proprio a Rolling Stone, Stanley disse in merito: "Non ho bisogno della Hall Of Fame. Se non c'è reciprocità, non sono interessato. Tutti i membri dei Red Hot Chili Peppers sono entrati nella Hall e, teoricamente, tutti i 175 componenti dei Grateful Dead. Devono essere applicate le stesse regole per tutti"

I Kiss fanno ricadere la colpa di tutto questo su Jann Wenner, magnate dei media, co-fondatore sia di Rolling Stone che della Rock And Roll Hall Of Fame. Parlando di lui, Stanely si espresse così: "Sarebbe stato interessante per lui conoscere Eric Carr. Si sarebbe trovato faccia a faccia con una persona che credeva ancora nello spirito del rock n'roll, lo stesso su cui questo giornale si fonda, ma che ha tradito da diverso tempo"

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