10 brani modern classic rock per chi non è convinto del genere

greta van fleet

Il ritorno del classic rock in vetta alle charts internazionali non ha convinto proprio tutti. Ciò nonostante, alcune band potrebbero essere in grado di far ricredere anche i più scettici. 

Ricominciò nei primi 2010, per poi propagarsi a macchia d'olio in tutto il globo negli anni successivi. Parliamo del revival classic rock che, ormai da tempo, ha invaso le classifiche di vendita internazionali e le piattaforme di streaming grazie a band dal sound accattivante, in grado di strizzare l'occhio ai mostri sacri del passato, senza fare smacco alla modernità. Le mode ritornano e, con esse, la passione del pubblico per determinati periodi storici. Il rock, poi, si sa, è immortale, muta e si adatta alle tendenze senza mai perdere la sua identità prorompente. Vediamo, di seguito, alcuni brani per convincere anche i detrattori della validità dei nuovi atti del rock classico. 

Greta Van Fleet - Heat Above 

Tratta da BATTLE AT GARDEN'S GATE, la canzone sposta profondamente l'attenzione verso le sponde del rock progressivo, rendendosi un efficace tentativo da parte del gruppo di scrollarsi di dosso l'infame etichetta di Led Zeppelin rip-offs. Il disco del 2021 dei Greta Van Fleet mostra una band più matura, quasi soddisfatta dell'identità artistica che sta gradualmente sviluppando. 

Dirty Honey - When I'm Gone 

Nel 2019, i Dirty Honey erano ancora una band indipendente. Questo, però, non fermo When I'm Gone nella sua scalata verso la vetta della Billboard Mainstream Rock Songs. La canzone raccolse in men che non si dica milioni di stream su Spotify, affermandosi come un adrenalinico tributo a giganti come Guns N'Roses ed Aerosmith. 

The Struts - Could Have Been Me 

Nel 2013, gli Struts riportarono il glam rock all'attenzione del grande pubblico grazie a questa hit divenuta, nel tempo, la loro traccia più evocativa. Il brano si ispira con forza al rock da arena degli anni '80. Sono chiare le inflessioni di band come i Def Leppard, mentre, per estetica, il gruppo è stato spesso paragonato ai Queen

Dorothy - Who Do You Love 

Non è difficile paragonare i Dorothy ai Jefferson Airplane. Il gruppo è molto influenzato dalle band e dagli artisti del passato e, l'approccio di Dorothy Martin alla voce è frutto della propensione dell'artista nei confronti delle performance di cantanti come Janis Joplin e Stevie Nicks. 

Rival Sons - Do Your Worst 

Influenzati dai Prince, dai Doors e da Howlin' Wolf, i Rival Sons colpirono la stratosfera con Do Your Worst, dalle atmosfere elettriche e con delle lyrics appassionanti poiché madide di mistero

Larkin Poe - She's A Self-Made Man 

Dal contenuto lirico alle ritmiche incalzanti, le Larkin Poe hanno dato una sferzata blues alla scena musicale contemporanea. Da astri nascenti degli US a fenomeno internazionale, le sorelle Lovell devono il loro successo ad un sound straordinario, frutto della commistione di rock classico e blues vecchia scuola. La traccia indicata è il sunto perfetto del loro inconfondibile stile

Goodbye June - Oh No 

Direttamente da Nashville, il trio hard blues-rock composto dai Goodbye June offre sonorità richiamanti le atmosfere dei migliori anni dei Led Zeppelin e Jimi Hendrix, osservando meravigliosi omaggi anche a band come gli AC/DC e ad artisti come Paul McCartney. 

White Reaper - Might Be Right 

Con uno stile profondamente ispirato a Judas Priest, Iron Maiden, Thin Lizzy e Black Sabbath, la direzione dei White Reaper pare chiara sin dal principio. Il gruppo è stato capace, in Might Be Right di incorporare un entusiasmante e catchy power pop con le atmosfere più oscure tessute dai giganti dell'hard rock e dell'heavy metal del passato. 

Thunderpussy - Speed Queen 

La all woman band delle Thunderpussy ha appassionato anche i massimi esponenti del rock. Il loro singolo del 2018, Speed Queen, si muove su una strumentale da crepacuore, narrando di passionali storie d'amore tormentate nel segno dei classici anni '80

Joyous Wolf - Mississippi Queen 

L'unica cover in classifica, ad opera dei Joyous Wolf, riprende un brano rilasciato nel 1970 dai Mountain. Se l'originale è passato alla storia per le sue sonorità crude ed esplosive, quella del 2018 si presenta come una versione stacanovista, sensuale e di natura vagamente sperimentale, senza rinunciare ai tratti canonici della traccia.  

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