Si parte con Alla scoperta di RENATO ZERO (pag. 03), un’introduzione scritta da Raffaele Donnarumma che apre il sipario sulla complessità di un personaggio straordinariamente unico.
Poi arriva “Non basta, sai” (pag. 06): la storia di un miracolo artistico, quello di un ragazzo che, partito contro tutto e tutti, ha trasformato le sue fragilità in forza. È qui che inizia la favola di chi non si è mai arreso.
A pag. 12, con No! Mamma, no!, ripercorriamo la ripartenza, i primi passi, le invenzioni folli, la coerenza e il coraggio che hanno fatto di lui un’icona. Poi il cambio di marcia con “Trapezio” (pag. 22): l’equilibrio instabile tra sperimentazione e successo, sempre sospeso ma mai caduto.
E poi, il botto: Zerofobia (pag. 28). La consacrazione, il disco che ha fatto esplodere tutto, aprendo la strada a Zerolandia (pag. 34), la terra promessa, l’universo parallelo in cui Zero non è solo un artista, ma un mondo da abitare.
Tra le sue canzoni-capolavoro, troviamo la poesia di Erozero (pag. 40), la tensione di Tregua (pag. 46), il volo ardito di Icaro (pag. 50) e le atmosfere gelide ma luminose di Artide Antartide (pag. 54): tutte tracce che raccontano storie di ultimi, di outsider, di chi ha sempre avuto il coraggio di guardare oltre.
Il viaggio prosegue nei ricordi, da Via Tagliamento (pag. 60), simbolo di un’epoca innocente, fino alla transizione di Calore (pag. 62), quando la musica diventa matura senza perdere il fuoco dell’inizio. Poi l’ombra, con Leonisi nasce nel cono d’ombra (pag. 66), e la rinascita, perché Zero è così: muore e rinasce infinite volte.
Con Identikit (pag. 70), tentiamo un’operazione impossibile: dare un volto a chi ha scelto di essere tutti. Soggetti smarriti (pag. 72) racconta la confusione, il rischio, la vulnerabilità di chi vive a cuore aperto, mentre Zero (pag. 74) è la missione impossibile che diventa realtà. Poi lo sguardo proibito di Voyeur (pag. 76): la rinascita dopo l’ennesima sfida.

Si alza il fuoco di Prometeo (pag. 80), con le spalle al muro, per poi arrivare alla coscienza di sé: La coscienza di Zero (pag. 82) scava tra le pieghe più intime del personaggio. E ancora: Passaporto (pag. 84), le chicche d’archivio, il genio del marketing, la vita nuova dopo ogni caduta.
Ma c’è anche l’imperfezione che diventa arte con L’Imperfetto (pag. 86) e i suoi riflessi nelle tracce che ancora oggi emozionano. Poi il comeback: Amore dopo amore (pag. 88), il colpo di scena che riporta tutto a zero, tour dopo tour (pag. 89), in un crescendo di energia dal vivo.
E se pensi sia finita, aspetta di salire sulla Zeronave (pag. 90) con Tutti gli Zeri del mondo: un viaggio collettivo tra la curva dell’angelo, la terapia del dolore, la cattura delle emozioni. Fino a Figli del sogno (pag. 95), il fronte del palco, dove Renato è sempre protagonista. Il dono (pag. 96), Presente (pag. 97), Sei Zero (pag. 98): ogni tappa è un inno, ogni album una vita intera.
Poi è tempo di bilanci con Amo (pag. 100), fino a Alt (pag. 103), e i progetti che hanno scritto nuove regole, come Zerovskij (pag. 104), un atto di fede artistica. E ancora la follia lucida di Zero il folle (pag. 106), la celebrazione di un artista che nell’era dei selfie ha deciso di essere se stesso, sempre.
Infine, il countdown: Zerosettanta (pag. 108), la festa per un percorso che è stato tutto tranne che ordinario. E l’ultimo colpo di scena: Autoritratto (pag. 112), perché Renato è uno, nessuno e centomila. E noi siamo tutti pronti a specchiarci in lui, ancora una volta.