Addio, ORNELLA VANONI

Ornella Vanoni
Ornella Vanoni © Creative Commons
ORNELLA VANONI ci ha lasciato ieri a causa di un arresto cardiaco, lasciando senza fiato un’Italia che l’ha amata e sostenuta per quasi 70 anni di carriera.

Ornella Vanoni se n’è andata a 91 anni, nella sua Milano, col cuore che ha ceduto a un arresto cardiaco nella notte: una fine improvvisa, ma non ingiusta, per una delle voci più ribelli – e sofisticate – della musica italiana.

Ha attraversato i decenni senza piegarsi: dagli esordi teatrali con Strehler al Piccolo Teatro di Milano, fino alla bossa nova brasiliana con Toquinho e Vinícius de Moraes. Ha cantato il dolore e la nostalgia, la passione e il rimpianto, reinventandosi sempre ma restando sé stessa, fino all’ultimo respiro.

Non era la “cantante della mala” solo per il suo repertorio: quella soprannominata così l’aveva incarnata, con gli occhi della città, i suoi amori difficili, la vitalità malinconica e quell’ironia tagliente che la rendevano uno spirito libero.

Più di cento album, oltre 55 milioni di dischi venduti, collaborazioni con giganti come Gino Paoli, Lucio Dalla, Fabrizio De André, un percorso che è storia viva della canzone d’autore italiana.

Eppure, non ha mai nascosto la sua consapevolezza della fine. In alcune interviste aveva detto di non aver paura della morte, che avrebbe capito quando sarebbe arrivato il momento giusto. È morta come voleva, con quella dignità feroce e quella grazia indomita che l’hanno resa immortale.

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