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Chi si ricorda com’è nata Canzonissima?

Sedici edizioni, 219 puntate: Canzonissima fu la manifestazione musicale più amata del Novecento italiano. Ecco com’è nata

La sua storia è legata a filo doppio alla Lotteria Italia, nota al tempo come Lotteria di Capodanno. Nel 1956 i Monopoli di Stato vollero istituire una nuova lotteria, con la mira di farla diventare la più importante e ricca fra tutte quelle già esistenti, legate per lo più a eventi locali; sarebbe andata a coprire il periodo delle festività natalizie, con l’estrazione dei biglietti vincenti la sera dell’Epifania. Ma anziché far correre cavalli (come a Merano e Agnano) o automobili (come a Monza), pensarono di far correre canzoni…

Nell’autunno del 1956 viene dunque creata appositamente una trasmissione radiofonica con qualche finestra televisiva, Le canzoni della fortuna, che conteneva già tutti gli elementi giusti: una gara fra successi canori, cui si sommavano alcuni inediti per la finalissima del 6 gennaio.

Nel 1957 Voci e volti della fortuna alterna radio e tv per una sfida fra dilettanti, cantanti lirici selezionati con apposito concorso RAI e cantanti di musica leggera di chiara fama, riuniti sotto i vessilli delle varie Regioni.

Mercoledì 22 ottobre 1958 nasce Canzonissima, sull’unico canale tv (ma la radio le farà sempre da sponda). Agli spettatori si chiede di votare la propria canzone preferita, pescandola a piacimento tra tutto lo scibile umano; poi, in puntata, le prime sette in classifica vengono eseguite dagli altrettanti componenti del cast fisso: la Regina Nilla Pizzi, il Reuccio Claudio Villa, Gloria Christian, Johnny Dorelli, Aurelio Fierro, Achille Togliani e la poco più che esordiente Anna D’Amico, accompagnati dal Coro del M°Franco Potenza, il Quartetto 2+2 (delle sorelle Nora e Paola Orlandi) e l’orchestra diretta dal M° Franco Pisano.

Ma l’entusiasmo iniziale si trasforma subito in fastidio: le canzoni in vetta sono sempre le solite e Renato Tagliani, impacciato e imbarazzato, finisce per introdurre ogni volta gli stessi brani, eseguiti a rotazione dagli stessi interpreti… Dopo tre settimane di solfa e una valanga di lettere di lamentele, si cambia in corsa il regolamento e s’inizia a eseguire, di quando in quando, anche altri brani comunque votati.

Vincerà L’edera, con cui Nilla, doppiamente emozionata perché gioca la finale in casa, dal Teatro Municipale di Reggio Emilia, si rifà della mancata vittoria a Sanremo, dove era stata sorpassata da Nel blu dipinto di blu (qui solo settima); seconda è Mamma, che va sempre bene su tutto, tant’è che aveva già vinto nel ’56: ora come allora, a cantarla è Nunzio Gallo, reduce dalla vittoria del Festival di Napoli (con Vurria e Fierro, qui quarti), aggiunto in corsa al cast.

Emmanuel Grossi

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