“Pretty Woman”: la tragica storia dietro l’indimenticabile hit

roy orbison pretty woman

Prima di Julia Roberts, prima di Richard Gere, c'era un cantautore americano di nome Roy Orbison. Ecco come nacque la famosissima hit Pretty Woman.

Pretty Woman, la commedia di Garry Marshall che ha fatto sognare e innamorare un'intera generazione, ha da poco compiuto trent'anni. Un film romantico, strappalacrime, quasi una fiaba moderna, ancora oggi noto al mondo non solo per il suo cast stellare, ma anche per la sua colonna sonora di successo, triplo disco di platino in America. Tra le tracce del film spiccano Fame '90 di David Bowie, It Must Have Been Love del duo svedese Roxette, che tre mesi dopo l’uscita del film salì in vetta alla Billboard Hot 100.

E, naturalmente, Oh Pretty Woman di Roy Orbison, il brano che ispirò il titolo della pellicola.

Già nel 1964, quando uscì, il pezzo conobbe un successo mondiale. La canzone raggiunse e mantenne infatti il primo posto nella Billboard Hot 100 per tre settimane, nella Official Singles Chart per tre settimane, nelle classifiche norvegesi per cinque settimane, nei Paesi Bassi per nove settimane e in Germania per quattro settimane. Due mesi dopo la sua uscita, inoltre, la hit venne certificata disco d'oro negli Stati Uniti.

Pretty woman, walkin' down the street
Pretty woman the kind I like to meet
Pretty woman I don't believe you, you're not the truth
No one could look as good as you, mercy.

La canzone racconta la storia di un uomo che vede camminare per strada una bella donna. La desidera, si chiede se anche lei è sola come lui. Inizialmente è molto sicuro di riuscire a conquistare la ragazza, poi comincia a disperarsi e decide di lasciar perdere. Alla fine, la bella protagonista si gira e torna da lui.

Ma chi è questa pretty woman? A quanto si racconta, il titolo è ispirato alla moglie di Orbison, Claudette, che un giorno interruppe una conversazione tra il marito e il suo collaboratore Bill Dees, per annunciare che stava uscendo. Quando Orbison le chiese se avesse abbastanza soldi, Bill Dees rispose: "Pretty woman never needs any money", ovvero "Una bella donna non ha mai bisogno di soldi".

La melodia venne da sé. In sole due settimane, Orbison e Bill Dees registrarono forse il loro più grande successo.

Nello stesso anno dell'uscita della hit, la cantante italiana Eugenia Foligatti ne realizzò una cover dal titolo Sei il solo, su testo di Vito Pallavicini.

E Roy Orbison e la sua pretty woman? Non ebbero una storia felice. Proprio mentre la canzone scalava le classifiche mondiali, il cantautore venne a sapere che la moglie Claudette lo stava tradendo e di lì a poco divorziarono. Nell'aprile del 1966, Orbison la risposò, ma circa due mesi dopo Claudette morì in un incidente motociclistico. Le disgrazie erano solo all'inizio. Nel 1968, mentre il cantante si trovava in tour in Inghilterra, la sua casa di Nashville prese fuoco e tra le fiamme morirono due dei suoi tre figli

L'artista si spense poi nel 1988, per un attacco cardiaco, mentre si trovava a casa della madre a riposarsi dopo un tour europeo.

Una vita travagliata, allietata in parte dal ritorno di popolarità della sua hit, con l'uscita della pellicola di Marshall, e dai numerosi tributi a lui versati negli anni. A una canzone di Orbison si ispirò infatti Bruce Springsteen per scrivere Thunder Road, forse il suo brano più bello.

Oggi, in occasione dell'84esimo compleanno dell'artista, vogliamo ricordarlo proprio con le parole di Bruce Springsteen:

Roy Orbison sembrava provenire da un altro pianeta, proprio come i grandi rockers, e aveva l'abilità di cogliere il significato delle cose più piccole, quelle che giungevano diritte al cuore; fu con quelle armi che mi aprì la mente […]. "Pretty woman, I don't believe in you, you're not truth, no one would look as good as you...". Fu in quel momento che io capii... Oggi porto i suoi dischi con me quando sono in tour, ricorderò sempre ciò che Roy significò quando ero giovane e avevo paura di amare.

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