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Quanti significati nasconde QUADROPHENIA degli Who?

Quali segreti nasconde l'opera rock degli Who che consacrò l'iconico film omonimo? Scopriamo di più, tornando alla sua pubblicazione nel 1973. 

Il sesto album in studio degli Who irrompe sulla scena discografica britannica nel 1973. Si tratta di un intreccio narrativo, costruito sulla crescita personale di un adolescente mod dell'Inghilterra anni '60 e scritto interamente dal noto chitarrista del gruppo, Pete Townshend.

QUADROPHENIA è la seconda opera rock della band inglese, dopo TOMMY (1969), e anche uno dei dischi più conosciuti e apprezzati degli Who. Con le sue evocative atmosfere visive non poté che diventarei un film, di altrettanto successo, che sbarcò nelle sale cinematografiche nel 1979.

Ma torniamo al 1973, quando tutto ebbe inizio

Townshend illustra in parole e musica la storia di Jimmy Cooper, un adolescente della Brighton del 1965 appartenente alla sottocultura mod, in cui gli stessi Who si riconoscevano negli anni Sessanta. Nell'incipiente atmosfera modernista, in contrasto con i rocker, con la famiglia e con una società che non lo comprende, Jimmy deve trovare la propria identità. La sua battaglia per riconoscersi nel mondo, affrontando i suoi demoni tra sofferenze e ingiustizie, è un vero e proprio percorso di maturità.

Proprio il percorso che, specularmente, Townshend pensò per i suoi compagni, Roger Daltrey, John Entwistle e Keith Moon, uniti all'apice del loro successo, ma divisi tra le glorie del passato e il cambiamento, la sperimentazione

L'opera degli Who è a tutti gli effetti una vera e propria sfida musicale. In un percorso evolutivo di 17 brani, QUADROPHENIA affronta la rabbia giovanile, l'insoddisfazione, le incertezze e i primi amori, fino a una completezza finale, tratteggiata da Love, Reign O'er Me. Solo qui, in un abbraccio con i propri errori sotto la pioggia, Jimmy trova la liberazione. 

Si allontana così il demone della schizofrenia, o meglio, quello della "quadrofenia". Il titolo dell'album è infatti una variazione del termine schizofrenia, termine con cui si indica il disturbo dissociativo, in modo da riflettere le quattro distinte personalità del protagonista.

Queste quattro identità corrono parallele lungo la narrazione, come se i quattro membri degli Who accompagnassero Jimmy lungo il suo percorso di crescita. Con i loro strumenti, portavoci di diverse personalità, confluiscono verso un'unica, grande, perfetta composizione. 

La purificazione e la consapevolezza ritrovata del protagonista si riflettono sulla band, dando ancora più forza all'album. In particolare, il percorso di Jimmy incontra le insicurezze di Townshend, diviso tra alcolismo, complessi di inferiorità e crisi familiari.

Non è solo la testimonianza di una generazione, ma una storia senza tempo che, per l'intimità dei temi affrontati, trascende le vite di tutti. Come Jimmy deve affrontare la scelta tra il vuoto oltre la scogliera e le difficoltà quotidiane, a tutti viene posta una scelta. E ce la pongono gli Who che, con questo album, sono in grado più che mai di parlare con il loro pubblico.

Francesca Brioschi

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