Categories: ArticoliVinile

Quell’album dei Sex Pistols che gridò al mondo cos’era il punk

Nel 1977 uscì NEVER MIND THE BOLLOCKS, HERE'S THE SEX PISTOLS, un album rabbioso, sporco e crudelmente vero che fece conoscere al mondo l'anima punk. 

Cosa succede quando la società ti mastica e risputa agli angoli di una strada? Questo si chiedevano i Sex Pistols, giovanissimi e arrabbiati, poveri, disoccupati e smaniosi di esprimere il loro rancore contro tutti.

Laddove il rock psichedelico aveva fallito, il progressive rock si insidiava nella nicchia e l'hard rock non dimostrava nulla di nuovo, il punk sembrava la soluzione. Riversatosi nel mondo dalla Gran Bretagna, il suo sound, febbrilmente isterico, grezzo, sporco e ruvido era un vero e proprio stile di vita. Così i Sex Pistols inneggiavano all'inizio di una nuova era, anarchica e disfattista, dove le regole erano scritte su un pezzo di carta da buttare. 

E, nelle dodici tracce di NEVER MIND THE BOLLOCKS (1977), esplodeva questo spirito. Il ghigno e lo sguardo allucinato di Johnny Rotten, con al seguito Steve Jones alla chitarra, Paul Cook alla batteria e ancora Sid Vicious al basso, prima che si spegnesse la sua aura maledetta e ritornasse Glen Matlock.

Così, i quattro si proponevano in maniera irriverente alla scena discografica inglese, passando da diverse case di produzione perché nessuna era disposta ad accettare la loro natura così tetra e crudelmente reale. Finché la Virgin li prese sotto la sua ala e pubblicò l'unico album ufficiale del gruppo. 

Il disco conteneva delle tracce leggendarie della storia del punk, da Anarchy In The UkGod Save The Queenfino a Pretty VacantPezzi controversi, irruenti, portavoci di un lacerante grido interiore. Perché il punk non accettava compromessi, traeva piacere da quello che gli altri chiamavano rumore per farne narrazione di un bisogno impellente. I Sex Pistols, come loro stessi dicevano, non portavano i capelli lunghi e non erano simili a nessun altro. Ed è vero che il loro non fu il primo esperimento in casa punk. Diedero però una sintesi a delle sfumature presenti in altri generi. 

In molti dicevano poi che i Sex Pistols non sapessero suonare, ma avevano certamente un modo unico di comunicare. Come un muro coeso e compatto, irrompevano sulla scena distruggendo il superfluo e non. Tutto quello che era nella norma e standardizzato si piegava sotto la loro dichiarazione d'intenti.

I Sex Pistols, con il loro album del 1977, creano un cimelio musicale nichilista che si pone ad esempio per le generazioni future. Lo stesso Frank Zappa commentò così:

I punk dicono: "Ok, noi suoniamo distorto e veloce e allora?" Ecco, a me piace quel: "e allora?". "Never Mind The Bollocks" è appunto un gigantesco: "E allora?".

Francesca Brioschi

Share
Published by
Francesca Brioschi

Recent Posts

Le 10 migliori performance live dei Queen

Una band entra nel mito quando riesce a catturare il cuore dei suoi fan anche…

21 ore ago

Assistere ai musical più appassionanti nella magica atmosfera di Broadway

Ecco tutte le informazioni di cui hai bisogno per assistere ai musical più pazzeschi di…

1 giorno ago

I consigli dei The Zen Circus per le rock band emergenti

Abbiamo fatto agli ZEN CIRCUS una semplice domanda: come farsi strada nel mondo della musica…

2 giorni ago

Le riviste stanno morendo, ma noi lottiamo! | Prog

L'editoriale di Guido Bellachioma dal prossimo numero di PROG, in uscita questo venerdì 17 maggio!

2 giorni ago

Come sarebbero le icone della musica, morte all’apice del successo, al giorno d’oggi?

Un'agenzia di comunicazione ha rielaborato le fotografie delle star della musica, morte all'apice del successo,…

3 giorni ago

DAVE GROHL: “Non credevo di essere un cantautore”

Dave Grohl, parla del suo passato coi Nirvana e delle sue prime esperienze come cantautore:…

3 giorni ago

This website uses cookies.