John Paul Jones: 5 canzoni prima dei Led Zeppelin

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Il bassista britannico ha coronato la sua carriera con l'iconica band di Stairway To Heaven. E anche se tutte le strade portano a Jimmy Page, prima ci sono stati altri celebri amanti musicali. Conosciamoli meglio in 5 canzoni!

 

She's A Rainbow - Rolling Stones 

Quando i Rolling Stones bussano alla tua porta c'è poco da fare. Soprattutto per un giovane musicista, già catalogato nei primi anni Sessanta come migliore arrangiatore di Londra. Il suo nome è John Paul Jones ed è avvezzo all'uso di numerosi strumenti, di cui il basso è l'indiscusso alfiere. Ma la chiamata di Mick  Jagger e Keith Richards lo vuole come arrangiatore per l'album del 1967 THEIR SATANIC MAJESTIES REQUEST. Qui le sonorità lisergiche accolgono un'elegia ipnotica: She's A Rainbow. 

Proprio su questo brano interviene Jones, sulla stringa iniziale avanguardista e sulla chiusura della canzone. Un compendio poetico, policromatico e cadenzato.

Here Comes My Baby - Cat Stevens

Il successivo giro di giostra accoglie Jones in formazione per suonare il suo amato basso. A volerlo è Cat Stevens che nel 1967 si fa conoscere al mondo il suo album di debutto: MATTHEW AND SON. E tutte le 14 tracce vogliono Jones al basso. Tra queste ricordiamo Here Comes My Baby, dall'invitante ritornello e il delicato ritratto barocco accompagnato dal piano.

Insomma, Jones si muove brillantemente tra country-folk e psichedelia, alla ricerca del suo timbro distintivo.

Hardy Gurdy Boy - Donovan

Il talento di Jones non passa certo inosservato a discografici e produttori, mentre si fa conoscere con collaborazioni da turnista. Ed è il rock psichedelico e incendiario ad avvolgere l'ebrezza sessantottina, coinvolgendo anche il giovane cantante Donovan. Questo si affranca dal cantautorato degli esordi, ispirato a Bob Dylan e Woodie Guthrie, per abbracciare sonorità caleidoscopiche, proiettate nel suo terzo album SUNSHINE SUPERMAN (1966).

Tra le sfavillanti collaborazioni che lo accompagnano, leggiamo quindi il nome di Jones, che si rapporta per la prima volta con i futuri colleghi Jimmy Page e John Bonham. Ma la svolta avviene sul successivo album del 1968, dove la title track Hardy Gurdy Boy sancisce il più prezioso contributo di Jones. Qua, l'atmosfera orientaleggiante conia un linguaggio mistico e spiritico, avvolto in una forma di rock celtico, attribuito poi ai primi Led Zeppelin

Beck's Bolero - Jeff Beck 

Una successiva concatenazione di eventi conduce Jones sulla strada dei Led Zeppelin attraverso il chitarrista Jeff Beck. Quest'ultimo, nel 1966, si appresta a lasciare il suo trono degli Yardbirds a Jimmy Page, cimentandosi nel suo primo singolo da solista. Così nasce una composizione eclettica solo strumentaleBeck's Bolerodove il passaggio di ruolo a Page è accompagnato da altri musicisti d'eccezione.

Jones figura al basso, mentre l'intrepido Keith Moon degli Who traccia la sua firma inconfondibile alla batteria e Nicky Hopkins (presente anche in She's A Rainbow) chiude il quadro alle tastiere. Il pezzo ritrae un inedito inno rock, che già contiene in potenza i futuri Zeppelin. 

No Excess Baggage - The Yardbirds

I giochi si fanno più interessanti quando Jones chiude la storia degli Yardbirds al loro ultimo album, LITTLE GAMES (1967). Con Beck impegnato in altri progetti, John imbraccia il basso elettrico in No Excess Baggage, mentre proietta il suo talento poliedrico al violoncello nella title track, Little GamesNon solo: la mano del musicista incornicia anche i brani Ten Little Indians Goodnight Sweet Josephine, prendendo il posto dello storico bassista Chris Dreja. Il nome di quest'ultimo diventa alfiere della chitarra ritmica, mentre Page conquista l'egida del gruppo alla chitarra elettrica.

Il ritmo è trainante, il sound infiorettato da sapori boogie e dalla tradizione fondativa dei Beatles. Il futuro sta scrivendo la sua evoluzione nel mondo Zeppelin e Jones è presente. 

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