Led Zeppelin: 5 curiosità sul loro album di debutto

Era il 1969 e i neonati Led Zeppelin, sorti gloriosamente dalle ceneri degli Yardbirds, forgiavano il loro omonimo album di debutto. Ecco a voi 5 curiosità inedite sull'iconico esordio. 

Una copertina...catastrofista 

La leggenda narra che l'irriverente batterista degli Who, Keith Moon, parlando dell'esordio dei neonati Led Zeppelin, disse loro che si sarebbero precipitati come un dirigibile di piombo. E, proprio da quell'immagine, il chitarrista Jimmy Page forgiò l'icona dello zeppelin come marchio distintivo della band. Per la copertina dell'album di debutto, LED ZEPPELIN, lanciato verso le vette più alte il 12 gennaio 1969, il musicista volle quindi immortalare una storica esplosione del veivolo.

Venne così scelto il disastro aereo del dirigibile LZ 129 Hidenburg, incendiatosi in volo il 6 maggio 1937. Morirono 35 persone in maniera misteriosa, ma dettando le fila di un documento storico ripreso dall'illustratore George Hardie per l'album cover.  L'artista si è quindi servito della fotografia originale, scattata pochi secondi dopo l'esplosione, per reinterpretarla in chiave artistica con una patina d'inchiostro, come se si trattasse di una radiografia. Il risultato è indubbiamente iconico. 

Tutto merito di Jimmy Page e Peter Grant

Anche le registrazioni dell'album furono incendiarie, dato che la band bruciò le tracce compositive in sole 36 ore di studio proiettate su due settimane. Come sede furono scelti gli Olympic Studios di Londra, la cui cifra di prenotazione ammontava a circa 1.782£. E al costo ci pensarono Jimmy Page e il produttore all'egida dell'album, Peter Grant, dato che all'epoca i Led Zeppelin non avevano ancora una casa discografica a cui appoggiarsi.

Tuttavia, soldi a parte, quello che non mancò di certo fu il materiale artistico, dato che il gruppo aveva collezionato una buona dose di brani durante il suo tour del 1968 in Scandinavia. Non solo, ma gli ex Yardbirds avevano avuto modo di provare i brani dell'album anche in sessioni preventive alla casa di Grant di Pengbourne. Insomma, nonostante l'esordio, la band sapeva già rodare brillantemente un'opera discografica. 

Storia di un piccolo diverbio con una contessa danese

Il 20 settembre 1968 i Led Zeppelin cominciarono dunque le registrazioni dell'omonimo album, che avrebbe portato impresso sulla copertina non solo il loro nome a caratteri cubitali, ma anche l'origine di quella particolare scelta. E il riferimento zeppeliano arrivò anche alle raffinate orecchie di una contessa danese, Eva Von Zeppelin, non a caso la diretta discendente di quel conte dal nome pomposo che, a inizio '900, rivoluzionò l'aerostatica con l'invenzione del celebre dirigibile.

La band cercò quindi di mediare l'inconveniente ricordando il rocambolesco modo in cui era nato quel nome, per uno scherzo del simpatico Moon. Tuttavia l'iniziale rassicurazione della donna scomparve quando vide la copertina del disco, marcatamente storica. Per questo, nell'esibizione di Copenaghen del 1970, i Led Zeppelin si chiamarono per una notte The Nobs, così da apparire al pubblico locale con un nome non troppo sfregiativo. 

Communication Breakdown ha fondato l'heavy metal?

Il debutto dei Led Zeppelin si appellò a un'eclettica vena sperimentale. L'obiettivo era dare voce a un nuovo genere musicale, che però, a detta di Jimmy Page, non poteva essere solo rock 'n roll, o blues, o folk, ma doveva valicare in modo trascendentale tutte quelle realtà musicali. Così, secondo il giornalista e critico canadese Martin Popoff non sarebbe corretto definire l'esordio della band come il primo vero album heavy metal della Storia.

Sicuramente però una delle tracce in scaletta, la dinamitarda Communication Breakdownavrebbe un ruolo fondativo di genere, e non solo. Sembra infatti che Johhny Ramone abbia affermato come sia stata la suddetta canzone dei Led Zeppelin a sedimentare gli albori stilistici del punk dei Ramones. Così la band si aggiudica anche lo scettro di madrina del proto-punk

L'accusa di plagio di Jake Holmes

Un destino differente ebbe invece Dazed And Confused, una delle quattro canzoni non originali presenti nell'album. Il pezzo fu infatti scritto nel 1967 dal cantautore e chitarrista, ex membro degli Yardbirds, Jake Holmes, e inciso in una prima versione dal cantante Keith Reif. E non si può negare che l'andamento armonico segua l'originale impronta di Holmes, pur essendo stato riarrangiato dalla famelica accoppiata Plant-Page. Così il pezzo è sempre stato considerato una composizione degli Yardbirds, suonata con Page in formazione e pertanto legata anche alla sua immagine.

Tuttavia, nel 2010, a quasi quarant'anni dall'uscita del disco, Holmes mandò una lettera alla band per richiedere i crediti a lui dovuti e mai apparsi sui dischi. Page lamentò l'attesa e non mosse un dito. Di conseguenza Holmes avviò un'azione legale, conclusa dai Led Zeppelin con un risarcimento economico e l'indicazione di Holmes nelle future edizioni dei prodotti Zeppelin contenenti la canzone. Insomma, un relativo giusto incontro di compromessi. 

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