Orietta Berti su Tenco: “Io non ho mai creduto a quel biglietto”

orietta berti
Orietta Berti a Sanremo 1967, con il brano “Io, tu e le rose”

Christian Calabrese ha intervistato per noi la grande Orietta Berti, rivivendo anche quella orribile notte di Sanremo 1967: trovate l’intero articolo su Vinile 24, disponibile cliccando qui.

Raccontando delle critiche a lei rivolte dalla stampa e delle motivazioni che portavano a denigrare un cantante o i suoi brani, Orietta Berti ha svelato anche i suoi pensieri sulla morte di Luigi Tenco, avvenuta dopo l'esibizione a Sanremo con Ciao Amore Ciao, brano eliminato dopo la prima serata. 
Luigi Tenco
Luigi Tenco
Come hai vissuto la morte di Luigi Tenco? 

Adesso sembra che non sia vero niente riguardo a quel biglietto che Tenco ha lasciato, no? C’è un’associazione, sostenuta da 42.000 firme, che sostiene l’idea che lui sia stato ucciso, perché la pistola con cui è stato ucciso non era quella che gli hanno ritrovato vicino, ma era un’altra. Poi lui aveva delle ecchimosi in faccia e cadendo non se le era potute fare… Ancora: era sporco di sabbia. In albergo la sabbia? E il biglietto con la sua calligrafia, quella frase che lui ha detto “faccio questo non perché non amo la vita, ma perché una giuria che mette al primo posto Io tu e le rose e fa il recupero de La rivoluzione” ecc. Ebbene, in questo famoso biglietto pare che le ultime righe non fossero state scritte da lui.

Gli appartenenti a quest’associazione di cui parlavo, che sono suoi ammiratori da sempre, dicono che c’era un errore madornale di grammatica, un errore che lui non avrebbe mai potuto fare: c’era scritto “che hanno selezionato”, con due “elle”, e questo non è possibile. Lui non avrebbe mai scritto con “due elle”. Quindi, l’ha scritto o uno straniero o uno che in quel momento era talmente agitato e che per la fretta non ha avuto il tempo di controllare quello che scriveva. Mi hanno mandato un’altra lettera proprio l’altro giorno dicendo che vogliono far riaprire il caso. Sembra che ci fosse anche una questione di scommesse: su di lui avevano scommesso tanto perché Dalida veniva già da un successo fortissimo [Bang Bang, ndr] ed era la cantante del momento. Pensavano, insomma, che la vittoria fosse assicurata. Perdendo lui, è cambiato tutto. C’erano dei soldi in ballo… insomma, tutta la faccenda è molto oscura.

Io sono sempre stata rincuorata innanzitutto dal fratello che mi telefonò il giorno stesso dicendo che lui aveva letto il bigliettino e non credeva assolutamente che Luigi fosse arrivato a quel punto lì… perché, diceva, intelligente com’era, non si mette a scrivere un bigliettino perché hanno ammesso in finale tale canzone anziché la mia… Non era a quei livelli. E poi fui rincuorata anche da Sandro Ciotti, che era un suo caro amico e che ha detto “non è la sua calligrafia e non avrebbe mai scritto cose di questo genere”. Pensa che il pomeriggio io avevo fatto le prove prima di lui. Ripeto, io non ho mai creduto a quel biglietto, mai… proprio mai. E lo ripeterò per tutta la vita.

Orietta Berti
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