Abbiamo ascoltato per voi i brani di Sanremo 2022: ecco come sono

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Mancano due settimane all’inizio del 72esimo Festival della Canzone e noi di Stone Music siamo stati chiamati ad ascoltare in anteprima i 25 brani che verranno presentati sul palco dell’Ariston.

Quanto rock c’è? Pochissimo, è bene chiarirlo subito. Dopo lo straordinario successo raggiunto dai Måneskin, vincitori lo scorso anno, il carico di aspettative anche riguardo alla rappresentazione del nostro genere era in effetti elevato. Invece Amadeus ha infatti continuato a seguire la sua linea, che sarebbe quella di inserire pochi esponenti per ognuno dei generi più rappresentativi della musica italiana. Ma vediamo i brani uno per uno.

Achille Lauro – “Domenica”

Quarto Festival a cui partecipa (nei tre precedenti, due volte è stato concorrente e una superospite). Lauro sarà uno dei pochi a portare a Sanremo, ovviamente a modo suo, delle “rock vibes”. Testo provocatorio, come da copione, melodia già pronta a passare in radio allo sfinimento. Il marchio di fabbrica è talmente riconoscibile che viene da chiedersi se non sia un copia e incolla degli altri due brani presentati a Sanremo... ci farete sapere anche voi se siete stati attraversati da quella sensazione di “già sentito”.

Giusy Ferreri – “Miele”

Collezionista di hit radiofoniche, Giusy Ferreri torna per la quarta volta sul palco del Festival con un brano nostalgico che parla di una storia d’amore giunta al termine. Vocalizzi sempre presenti ma questa volta il sound è un po’ meno latino-americano rispetto ai recenti tormentoni estivi, virando invece più sul country.

Michele Bravi – “Inverno dei fiori”

Il timbro delicato e malinconico è quello consueto, che accarezza e accompagna l’ascoltatore attraverso tutto il brano. Un testo profondo che si fonde perfettamente con il mood del cantautore che anni fa vince X Factor.

Rkomi – “Insuperabile”

Un paradosso che ci piace: è proprio uno dei rappresentanti più apprezzati della scena trap-rap a presentarsi a Sanremo con uno dei pezzi più rock di questa edizione: un brano dalla ritmica potente e catchy.

Irama – “Ovunque sarai”

Dopo la performance “a distanza” dell’anno passato, Irama non si arrende e tenta di nuovo la fortuna. Solo voce - molto pulita - e pianoforte per un brano lento e coinvolgente.

Noemi – “Ti amo non lo so dire”

Settima partecipazione al Festival di Sanremo per la grintosa rossa che porta un brano in puro stile Mahmood... che è infatti l’autore di testi e musica. Senza infamia e senza lode.

Massimo Ranieri – “Lettera di là del mare”

Dopo 25 anni di assenza, uno dei grandi mattatori del Festival (vincitore nel 1988 con “Perdere l’amore”) torna sul palco dell’Ariston. Il dna è quello di sempre: potenza vocale e grande performance per uno dei maggiori rappresentanti del bel canto all’italiana. Il brano è stato molto apprezzato dalla sala stampa.

Aka 7even – “Perfetta così”

Eletto Miglior Artista Italiano agli MTV Europe Music Award, l’ex allievo di Amici Aka 7even debutta a Sanremo con un brano radiofonico ma non troppo, orecchiabile ma… niente di che. Chissà, magari ci ricrederemo con i prossimi ascolti.

Emma – “Ogni volta è così”

La cantante salentina torna a Sanremo dopo 10 anni dalla sua vittoria, portando il brano “Non è l’inferno”. Il timbro è quello graffiante di sempre, ma gli accostamenti con Gianna Nannini e in generale con territori anche vagamente rock sono davvero fuori contesto. Ottima interpretazione, comunque, per un brano che per ora non ci è rimasto in testa.

Highsnob & Hu – “Abbi cura di te”

Anche loro lontanissimi dal rock, Highsnob e Hu debuttano a Sanremo con una ballad hip-hop convincente nella scrittura nel sound. Potrebbero essere la grande rivelazione del Festival.

Iva Zanicchi – “Voglio amarti”

Una canzone d’amore potente e profonda quella dell’Aquila di Ligonchio che sfodera per l’occasione le tinte più calde e avvolgenti della sua grande voce. Non ci stupiremmo se conquistasse soprattutto i più giovani, come l’anno scorso capitò a Orietta Berti.

Dargen D’Amico – “Dove si balla”

Tocca a Dargen D’Amico, rapper e produttore - che ama definire il suo stile “cantautorap” - l’impresa di portare la dance a Sanremo. Il brano parla del ballo come rito liberatorio. Ah, se solo le discoteche fossero aperte!

Sangiovanni – “Farfalle”

Scommettiamo che sarà questo il brano più passato in radio a partire dal primo di febbraio? A suon di autotune e schiocchi di dita Sangiovanni, anche lui ex allievo di Amici, si presenta per la prima volta a Sanremo con una probabile super-hit godereccia e… danzereccia.

Yuman – “Ora e qui”

Già podio di Sanremo Giovani, Yuman porta un’impronta soul alla kermesse ligure. Il ragazzo ha proprio un bel timbro, e non ha paura di usarlo!

La rappresentante di lista – “Ciao Ciao”

Veronica e Dario si aggiudicano il “premio coraggio” visto che sono gli unici artisti in gara (anzi, unici in assoluto, considerando anche gli esclusi, a detta di Amadeus) a fare riferimento in modo chiaro al Covid. Il brano è convincente e molto orecchiabile: altra hit in vista.

Mahmood & Blanco – “Brividi”

Uno dei feat. più attesi di questa edizione, che non delude le aspettative. I brividi non sono solo nel titolo ma anche sulle braccia dei fan: facile prevedere che, con il supporto dell’orchestra, il brano acquisterà uno spessore ancora superiore.

Gianni Morandi – “Apri tutte le porte”

Subito perdonato per l’involontario spoiler di qualche giorno fa, il Gianni nazionale torna in grande stile dopo 22 anni di assenza. Se si chiudono gli occhi si torna agli anni Sessanta, nonostante lo zampino di Jovanotti sia nel testo sia nelle musiche.

Matteo Romano – “Virale”

Altro vincitore della categoria Sanremo Giovani, Matteo Romano porta all’Ariston un brano perfettamente in linea con la categoria di cantanti che rappresenta: coloro che hanno avuto successo su Tik Tok.

Le Vibrazioni – “Tantissimo”

Amadeus lo ha definito uno dei brani più rock di questa edizione e non va molto lontano dal vero: l’intro di chitarra e batteria centra l’obiettivo di “tirare in mezzo”. Niente male il brano che non farà sfigurare la band milanese su un palco che ha già calcato più che dignitosamente.

Fabrizio Moro – “Sei tu”

Canzone d’amore appassionata, tipicamente nelle corde veraci e ispirate del cantautore romano. Il brano si apre in maniera delicata con voce e pianoforte per poi attraversare un crescendo di pathos e impeto vocale.

Elisa – “O forse sei tu”

Ancora voce e pianoforte (in attesa dell’orchestra dell’Ariston). Autrice di testi e musiche, l’artista triestina propone una canzone certamente gradevole che però al primo ascolto non è riuscita ad accenderci più di tanto.

Ditonellapiaga & Rettore – “Chimica”

Cosa succede quando si mischia elettronica-indie e pop in una sola canzone? Wow, in questo caso una vera bomba a mano. Aggressivo, consapevole, provocante e sensuale: il brano dell’immarcescibile Donatella e della giovane cantautrice romana è tutto questo e molto di più. Decisamente ballabile.

Giovanni Truppi – “Tuo padre, tua madre, Lucia”

Definito da Amadeus una delle scommesse del Festival, Giovanni Truppi è un cantautore napoletano già molto apprezzato in Francia che si inserisce nel solco della tradizione del cantautorato italiano. Si presenta infatti voce e chitarra, alternando cantato e parlato. Brano di un romanticismo raro.

Tananai – “Sesso occasionale”

Terzo e ultimo dei vincitori di Sanremo Giovani, Tananai rappresenta la scena urban milanese. Noi ci siamo immaginati a cantare questa canzone che parla di un tradimento e di un amore un po’ tossico con una spazzola in mano davanti allo specchio!

Ana Mena – “Duecentomila ore”

Giovane ma celebre da anni, la cantante spagnola vanta collaborazioni con artisti sudamericani e italiani. Come si può intuire, porta al Festival ritmi e vibrazioni latine che tormentano ogni anno le nostre estati. Testo e musiche abbastanza deboli.In definitiva, di rock all’Ariston ne passerà poco anche quest’anno, a testimonianza che la fiammata dell’anno scorso è stata estemporanea. Tuttavia, qualche brano interessante anche per i lettori di Stone Music secondo noi c’è e indubbiamente non mancherà musica ben suonata dagli ottimi turnisti che calcano ogni anno il palco di Sanremo, oltre naturalmente a un’orchestra composta come sempre da musicisti di alto livello.
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