Roger Waters sta prendendo in considerazione di suonare “The Wall”, lo storico album dei Pink Floyd del 1979, al confine tra Messico e Stati Uniti, in protesta contro il Presidente USA, Donald Trump.

Trump ha avanzato il progetto della costruzione di un muro tra i due stati e l’ex bassista dei Pink Floyd ha voluto dire la sua sull’argomento: “Prima che possa succedere è necessaria una presa di coscienza contro queste politiche estremiste”, ha detto Roger Waters nel comunicato diffuso dall’agenzia France Presse. “La musica è il posto legittimo per dare voce a una protesta e i musicisti hanno l’assoluto diritto e dovere di aprire le loro bocche per pronunciarsi”.

“The Wall” parla di un muro simbolico ma può essere legato a diversi altri contesti. Waters è sempre stato politicamente impegnato ed attento alle questioni internazionali, tanto che già nel 1990 l’album era stato suonato dal vivo a Berlino per celebrare la caduta del muro.

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