Burning Flames: tre domande ai Wonderland

Abbiamo incontrato Valentina Enrici e Matteo Pellizzola dei Wonderland

Il quartetto piemontese dei Wonderland è tra le realtà più interessanti della nuova scena rock italiana. Li abbiamo intervistati.

Di Eugenio Mirti

Ci raccontate brevemente chi sono i Wonderland?
Wonderland è una band che sta in piedi dal 2011 formata dagli stessi quattro elementi (Valentina Enrici chitarra e voce, Matteo Pellizzola chitarra e voce, Riccardo Pellizzola basso, Eugenio Milani batteria e voce). L’obiettivo è quello di creare sonorità nuove pur rimanendo attaccati al loro più grande amore, il rock degli anni 70/80. Dall’anno scorso abbiamo cominciato a scrivere brani esclusivamente in lingua italiana avvicinandoci a un gusto più indie rock.

Come lavorate a composizioni e arrangiamenti?
Non abbiamo una regola, li scriviamo in modi diversi. Può succedere che qualcuno arrivi in sala prove con già un’idea in testa, solitamente noi due, oppure il rudimento del pezzo nasce da un giro di accordi improvvisato sul momento. I testi li scriviamo noi due, ognuno per conto proprio, una volta che il pezzo ha già un minimo di struttura. Dopodiché, in sala prove, ognuno mette il suo cercando di trovare la formula migliore per far girare il brano.

Dopo l’EP del 2017  “The Promised Land” a quando il prossimo disco?
Dopo l’EP il progetto è quello di pubblicare un lavoro più lungo e studiato. Al momento abbiamo un nuovo singolo, che pubblicheremo nei prossimi mesi, e abbiamo finito le preproduzioni dei brani che inseriremo nel prossimo album, tutto in italiano… ma non vogliamo anticipare troppo, speriamo in autunno di ascoltare le nuove canzoni.

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