“La musica rock è una lingua morta”, afferma Bobby Gillespie

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Cosa suggerisce il frontman dei Primal Scream per salvarla?

A pochi giorni dall’uscita di “Maximum Rock ‘N’ Roll”, la raccolta dei singoli dei Primal Scream divisa in due volumi, fanno scalpore le parole del frontman Bobby Gillespie, che con realismo misto a delusione ha rilasciato alcune dichiarazioni al giornalista Niall Flynn, sul portale Huck:

Most rock music – and you can put us in this – it could have been made ’71, ’72. It hasn’t moved on. It feels like a dead language.” (“La maggior parte della musica rock – e puoi metterci dentro anche noi – potrebbe essere stata creata nel ’71, ’72. Non è andata avanti. Sembra una lingua morta.”)

Affermazioni così forti che non lasciano apparentemente spazio ad alcuna replica. Tuttavia, nel prosieguo dell’intervista il musicista e cantante scozzese propone qualche rimedio a una situazione di declino da lui avvertita per lo scollamento fra le tematiche trattate dal rock e quelle di altri generi che oggi piacciono molto di più alle giovani generazioni, come il rap, il grime o il drill:

“Rock is still a viable language … but it is 20th-century music. […] I think the only way rock music can move forward… is with the female artists coming through.” (“Il rock è ancora un linguaggio valido… ma è musica del XX secolo. […] Penso che l’unico modo in cui la musica rock possa fare un passo avanti … è grazie alle nuove artiste che stanno arrivando.”)

Le donne salveranno il mondo del rock, quindi! Non sappiamo a quali artiste si riferisse Gillespie in particolare, ma il suo commento finale – “I honestly think white music is generally fucking irrelevant” (“Onestamente penso che la musica bianca sia solitamente fottutamente irrilevante”) – non sembra lasciare troppo spazio all’immaginazione, soprattutto se confrontato con alcune recenti affermazioni sulla cantante Madonna

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