Esordi a 45 giri (se li avete siete quasi ricchi!): Sergio Endrigo

Il disco d’esordio è un singolo, uno storico singolo a 45 giri? Non sempre forse, ma spesso è così.

In questa rubrica troverete i dischi che hanno cambiato la vita e la carriera di chi li ha incisi. In molti casi hanno cambiato anche la nostra vita, di appassionati, di collezionisti, di semplici curiosi.

Sergio Endrigo
Bolle di sapone /alle quattro del mattino
45 giri Tavola Rotonda T 70.001; 1960 € 100

Sergio Endrigo iniziò a comporre canzoni quasi per caso, stimolato da una domanda di Nanni Ricordi che intuendone le potenzialità spinse il futuro cantautore, con cui si era fermato a scambiare quattro chiacchiere, a prendere la chitarra e a scrivere proprio Bolle di sapone.

Musicalmente, Endrigo poteva vantare una pluriennale “gavetta” nella semioscurità ovattata del night club: l’ultima formazione, prima di abbracciare la carriera solista, era stata quella di Riccardo Rauchi, in cui venne sostituito al canto dal futuro cognato Riccardo Del Turco. Con Riccardo Rauchi registrò (non accreditato) alcuni brani, sparsi qua e là su alcuni Extended play, come voce solista. Sempre al crepuscolo degli anni Cinquanta risalgono le prime incisioni da titolare come Sergio Doria e come Notarnicola, ma si tratta prevalentemente di cover di brani resi celebri da altri.

Bolle di sapone è la prima incisione a suo nome

Bolle di sapone è la prima incisione a suo nome, ma lo è anche per la neonata Tavola Rotonda, etichetta satellite della Ricordi che con la consociata Round Table fu incubatore di tanti altri talenti indiscussi e longevi (Ricky Sanna alias Gianco, Gino Paoli, Enzo Jannacci, Gordon Cliff alias Luigi Tenco, Dario Fo, Wanna Ibba) che qui pubblicarono i loro brani di esordio o quasi.

Sul retro, Alle 4 del mattino, composta da Giorgio Calabrese e da Gianfranco Reverberi, due tra i grandi che hanno fatto grande l’avventura della canzone d’autore italiana.

L’accompagnamento è dovuto all’Orchestra di Attilio Donadio: risente un po’ degli standard di allora e riporta un contrabbasso in evidenza, quasi a contrappuntare la voce garbata dell’interprete. Fluida e malinconica Bolle di sapone, più swingato e leggero il retro, i due brani hanno in comune il giro armonico d’ordinanza del periodo: difficile leggere tra le righe poetica e ironia con cui Endrigo, con garbo immutato anche nell’invettiva, ci avrebbe sorpreso da lì a poco.

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