5 concerti della storia del rock finiti in tragedia

A volte, un imprevisto può trasformare un concerto in una tragedia. Ecco alcuni dei concerti più sfortunati della storia del rock. 

Quando folla e decibel diventano troppo difficili da sopportare anche per uno spettatore veterano, allora un concerto può davvero trasformarsi in un incubo. Non è solo il pogo più sfrenato a creare problemi durante i concerti, ma anche qualche svista organizzativa. Certo, le misure di sicurezza sono obbligatorie per poter mettere in piedi uno show, ma a volte non bastano nemmeno quelle per assicurare l'incolumità di tutti gli spettatori. 

Vediamo i 5 concerti della storia del rock tristemente famosi per essere finiti in tragedia, con l'augurio che ciò che è successo non si verifichi mai più. 

20 agosto 1988: i Guns N' Roses al Monsters of Rock Festival (Inghilterra) 

I più di 100.000 spettatori che in quel momento stavano assistendo al concerto dei Guns N' Roses al Monsters of Rock Festival non si accorsero che 2 persone che si trovavano in mezzo alla folla erano state travolte e, cadendo, erano state calpestate a morte. A nulla servì l'invito di Axl Rose che, dal palco, chiese al pubblico di calmarsi per permettere a tutti di vedere il concerto senza pericoli. La security, per paura che l'ambiente fosse diventato troppo pericoloso, fermò il concerto della band, anche se oramai era troppo tardi. 

Ma non finisce qui per la band statunitense. Qualche anno dopo, il 2 luglio 1991, nel bel mezzo di un concerto del loro Use Your Illusion Tour scoppierà una rivolta. La band stava facendo tappa nei pressi della città statunitense di St. Louis. Il clima era piuttosto teso fra la folla e anche i membri della band sembravano nervosi (evento che, chi conosceva i Guns N' Roses, sapeva non essere poi così raro). A peggiorare le cose, un gruppo di motociclisti, i Saddle Tramps, che si posizionarono proprio sotto al palco sfidando, a turno, sia il pubblico che la band con urla provocatorie. In particolare, uno dei motociclisti arrivò a consegnare ad Axl il proprio biglietto da visita. Un gesto di scherno per mostrare al cantante con chi avesse a che fare. Non contento, questo iniziò a infastidire Axl agitandogli davanti una macchina fotografica, oggetto proibito ai concerti dei Guns perché infastidiva il frontman. Rose non resse più e, dopo un principio di rissa con i motociclisti, si ritirò dietro le quinte assieme agli altri membri del gruppo. Pochi minuti dopo si convinse a tornare sul palco, ma era oramai troppo tardi: la rissa era iniziata e la folla stava demolendo sala da concerti e strumenti, per un danno di oltre 300 milioni. Per fortuna, non ci furono morti, ma danni materiali e feriti rovinarono definitivamente il concerto. 

6 dicembre 1969: Altamont Free Concert

Meredith Curly Hunter Jr. era un ragazzo afroamericano che incontrò la morte a soli 18 anni mentre partecipava al Festival di Altamont. Assieme a Meredith, altre 300.000 persone decisero di assistere al concerto rock che si tenne nella zona nord della California. Purtroppo, l'evento divenne tristemente noto per alcune morti avvenute sul luogo: oltre a Meredith, infatti, altre 3 persone persero la vita, 2 delle quali vennero investite da un pirata della strada, mentre la terza fu trovata annegata in un canale di irrigazione a causa, probabilmente, di un trip da LSD andato storto.  

Gli artisti a esibirsi sul palco furono i Santana, i Jefferson Airplane, i Flying Burrito Brothers, Crosby, Stills, Nash & Young e, durante l'atto finale, i Rolling Stones. Purtroppo, la tragica morte di Meredith avvenne proprio durante l'esibizione degli Stones, quando il ragazzo cercò di avvicinarsi al palco e venne cacciato dal alcuni membri del club motociclistico degli Hells Angels, che si occupavano della sicurezza in cambio di birra.

Il clima era teso e l'alcol non fece che scaldare ulteriormente gli animi. Così, al secondo tentativo di Meredith di avvicinarsi al palco scoppiò una rissa. Sentendosi sopraffatto, il ragazzo tirò fuori dalla giacca una pistola che aveva portato con sé su consiglio della sorella, per difendersi in caso di attacchi razzisti. La mossa, però, gli fu fatale poiché venne immediatamente accoltellato da uno dei membri degli Hells Angels. Anche il ragazzo non era lucido: alcuni testimoni, infatti, dichiararono che fosse in preda a uno scatto d'ira causato probabilmente dall'assunzione di droga

5 luglio 1971: i Led Zeppelin a Milano

Siamo in Italia, al Cantagiro, un festival che prevedeva che gli artisti partissero in un vero e proprio viaggio on the road (sullo stile del giro d'Italia) con diverse tappe in cui esibirsi. Oltre a ospiti internazionali del calibro di Aretha Franklin e Charles Aznavour, per l'edizione del 1971 era prevista la partecipazione anche dei Led Zeppelin, uno dei gruppi stranieri più apprezzati del momento.

Durante la tappa milanese al Vigorelli, la tensione divenne estremamente palpabile: prima dei Led Zeppelin si erano esibiti altri ospiti tra i quali Lucio Dalla, Mia Martini, Gianni Morandi, i Ricchi e Poveri... insomma, i maggiori esponenti della canzone italiana del periodo. Purtroppo, però, i fan dei Led Zeppelin non si trovarono a loro agio con i fan degli altri ospiti e iniziarono a fischiare con insofferenza gli artisti sul palco (alcuni dei quali decisero addirittura di dare forfait per via del forte dissenso da parte del pubblico). 

Mentre gli artisti erano sul palco, scoppiarono alcuni scontri fra pubblico e polizia, che iniziò a lanciare fumogeni sulla folla. Il concerto venne immediatamente fermato ma la situazione degenerò fino a che alcuni addetti ai lavori non vennero gravemente feriti dal lancio di alcune bottiglie. Le contestazioni continuarono per diverse ore, causando disagi e molti feriti anche se, per fortuna, non ci scappò il morto. Una brutta esperienza che portò i Led Zeppelin a non tornare più in Italia

30 giugno 2000: i Pearl Jam al Roskilde Festival

Ospiti del festival danese, uno dei più grandi e importanti dell'Europa continentale, i Pearl Jam si apprestavano a salire sul palco di fronte a circa 50.000 persone. Doveva essere una giornata all'insegna del divertimento ma si trasformò in tragedia quando, complice il terreno fangoso e impraticabile a causa della pioggia, alcuni ragazzi nelle prime file scivolarono a terra. Non rendendosi conto della tragedia che si stava consumando in quel momento, la band continuò a suonare e così anche il pubblicò continuò a spingere per farsi spazio e avvicinarsi al palco senza accorgersi che le prime file venivano schiacciate dalla folla. 9 giovanissimi ragazzi persero la vita senza che nessuno se ne rendesse conto.

I Pearl Jam rimasero profondamente scossi dalla vicenda tanto da affermare che, dopo quel triste momento, misero in discussione la propria carriere e non riuscirono più a lavorare come prima. 

La band di Seattle dedicò un brano all'accaduto: Love Boat Captain, contenuto nell'album del 2002 RIOT ACT, nel quale le vittime dell'accaduto vengono ricordate nei versi: "Lost 9 friends we'll never know, 2 years ago today". 

3 dicembre 1979: i The Who a Cincinnati

Durante un concerto degli Who a Cincinnati (in Ohio) un malinteso si trasformò in tragedia. La sera del concerto, gli spettatori stavano aspettando fuori dall'arena impazientemente, visto che i posti all'interno non erano assegnati e che i primi arrivati si sarebbero accaparrati i posti migliori.  La tensione salì quando le porte dell'arena non vennero aperte all'orario prestabilito e schizzò alle stelle quando, sentendo il soundcheck della band, molti spettatori credettero che il concerto fosse già iniziato senza di loro. Finalmente, due delle porte d'entrata dell'arena vennero aperte e gli spettatori iniziarono a entrare. Gli spettatori che si trovavano di fronte alle porte ancora chiuse iniziarono a spingere per cercare di entrare. Come se non bastasse, altri suoni provenienti dall'interno fecero credere alla folla che il concerto fosse davvero iniziato. Nella calca, 11 persone persero la vita per asfissia, mentre altre 26 furono ferite

Ai membri degli Who non fu detto nulla di ciò che era successo fino alla fine del concerto poiché si temeva che, se lo show fosse saltato, le conseguenze sarebbero state molto più gravi

Dopo 40 anni dalla tragedia, gli Who avrebbero dovuto esibirsi di nuovo a Cincinnati il prossimo 23 aprile, per la prima volta da quel funesto 3 dicembre 1979. Come molti altri eventi, però, il concerto è stato rimandato a data da destinarsi a causa della pandemia da Coronavirus. Chissà, forse non era destino. 

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