Jonesy: la vita ritrovata dopo i Sex Pistols

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Conoscete lo show radiofonico dell'ex chitarrista dei Sex Pistols? È Jonesy's Jukebox, e non ci sono limiti a quello che Steve può fare. Perché Steve Jones non è solo un ex Sex Pistol.

La sua vita è stata un susseguirsi di prove difficili da affrontare, dagli abusi subiti da bambino alla brusca interruzione della parabola dei Sex Pistols. Ma oggi Steve Jones, il chitarrista della storica punk band inglese, ha un'altra vita, e vuole condividerla con la gente. 

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Agli inizi del 2004, Jones non stava lavorando per via della convalescenza da un’operazione, quando ricevette una telefonata da un dirigente della Maverick – l’etichetta discografica con cui lavorava la sua band dell'epoca, i Neurotic Outsiders. Venne invitato a partecipare al programma radio di Indie 103.1 FM, una stazione che già ai tempi viveva il suo declino, ma che Jones ascoltava sempre con nostalgia.

Lui racconta di aver deciso subito cosa avrebbe voluto fare: il DJ. Ma alla condizione di poter fare ciò che voleva e dire altrettanto.

Da lì ha avuto inizio un nuovo capitolo della sua vita, che sebbene impacciato all’inizio, portò presto a Jonesy’s Jukebox, programma radiofonico seguitissimo e  mandato in onda fino a cinque giorni a settimana. Qui Jones intervistò moltissimi artisti noti, tra cui Eddie Vedder, Pete Townshend, Iggy Pop, e il cantante dei Sex Pistols Johnny Rotten.

Dopo qualche anno, Indie 103.1 cessò di esistere, ma non fu lo stesso per il Jonesy's Jukebox che tornò alla radio alla fine del 2015 su 95.5 KLOS a Los Angeles. KLOS, ironicamente, è una stazione di classic rock, e trasmette band come Aerosmith e Pink Floyd... non proprio pane per un Sex Pistol.

Per Jones, però, questa è la sua casa, ed è qui che ha raggiunto molte persone con il suo programma, aiutandole e costruendo con loro un vero rapporto di sostegno reciproco

Ha dichiarato infatti in più interviste di essersi sentito utile, e ha spesso condiviso con gli ascoltatori ciò che accadeva nella sua vita: esempio lampante, il suo primo ospite dopo un attacco di cuore che aveva impedito di lavorare per diverso tempo fu proprio un cardiologo, con cui discusse in diretta di ciò che gli era accaduto. Questa apertura mentale e il confronto con le persone lo hanno convinto che quella della crescita personale sia una strada da percorrere fino alla fine

Il direttore del programma di KLOS, Keith Cunningham, dice di apprezzare di Jones la sua autenticità, il suo cercare di essere semplicemente “Jonesy”, senza filtri o sovrastrutture. E questo, senza dubbio, non può che farci venire voglia di ascoltare cosa ha da dire questa leggenda del punk britannico.

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