Quando Bruce Springsteen e Jackson Browne suonarono contro il nucleare

Springsteen, Jackson Browne, Tom Petty

Il 21 e il 22 settembre 1979 Jackson Browne e Bruce Springsteen si incontrano. Il motivo? La decisione di opporsi con forza all’utilizzo dell’energia nucleare negli USA.

Nello stesso anno, qualche mese prima, era avvenuto un incidente presso la centrale nucleare nell’isola di Three Mile. Causato dall'inadeguato addestramento del personale, diede una scossa alle coscienze americane. Ed ecco che Jackson Browne decise di fondare il gruppo di artisti attivisti che poi si sarebbero esibiti in cinque eventi, i No Nukes.

Il gruppo, chiamato Musicians United for Safe Energy (MUSE) era costituito da Crosby, James Taylor, Tom Petty, The Doobie Brothers, James Taylor, Stills & Nash e molti altri.

Escludendo il concerto per la raccolta fondi in favore di George McGovern, Bruce Springsteen non si era impegnato politicamente. Questa fu quindi l’occasione di concretizzare i suoi ideali e i suoi principi: volle farlo ad alcune condizioni, come quella di non ospitare politici sul palco, né di diventare una marionetta nei dibattiti. Lui aveva già scelto il suo modo di dire le cose, e intendeva esprimersi con la musica.

I momenti più magici furono proprio quelli in cui al Boss si affiancarono Tom Petty, Jackson Browne e Rosemary Butler, cantando Stay. Ecco l'audio dell'esibizione:

L’influenza di Bruce Springsteen su Jackson Browne fu estremamente importante, soprattutto tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta: è del 1977 il fortunatissimo album di Browne RUNNING ON EMPTY, attraverso il quale l’artista cercò di metabolizzare il probabile suicidio della moglie Phyllis Major, sposata appena due anni prima.

Negli anni Ottanta, il musicista collaborò invece con Clarence Clemons – il sassofonista più amato nel rock, amico e collaboratore di Bruce Springsteen e della E Street Band. Anche Little Steven fu presente nel lavoro di Jackson Browne.

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