Come si conobbero Bob Dylan e Mark Knopfler (e il disco che ne nacque)

Nel 1979 si incontrarono due geniali firme del rock. Da un lato la poesia del bardo di Duluth, dall'altro la chitarra del frontman dei Dire Straits. Ne nacque una collaborazione consolidata da un primo, prezioso, album. 

Tra gli anni Sessanta e Settanta, Bob Dylan colleziona un album all'anno. Opere che riflettono la sua urgenza comunicativa, il ritratto di un'America controversa, in cui la poesia dei versi si sposa a uno scenario popolato da reietti. Dylan è un cardine della musica folk, un simbolo davanti a un pubblico che accoglie la sua narrazione come motore di una nuova consapevolezza. Così nel 1978 gli Stati Uniti rimangono sconvolti dalla repentina conversione al Cristianesimo del menestrello di Duluth. Spinto dalla fidanzata, Mery Alice Artes, e dalla corista Helena Springs, Dylan inizia a frequentare la comunità evangelica Vineyard Fellowship, dove viene battezzato e si dedica, in maniera immersiva, agli studi biblici

Da quel momento, il trittico degli album successivi viene connotato come la La Trilogia Del Cristianesimo. Una rinascita che sembra riflettere la celebre Trilogia di Berlino del Duca Bianco negli stessi anni. Nel caso di Dylan si tratta delle opere SLOW TRAIN COMING (1979), SAVED (1980) e SHOT OF LOVE (1981). E proprio il primo dei tre album, rappresentato da quel simbolico treno che lentamente incede nel cuore dell'America, si servì di una preziosa collaborazione. Nel 1979, infatti, Dylan vide i Dire Straits in concerto a Los Angeles. E il gruppo, formato dai fratelli David e Mark Knopfler, il bassista John Illsey e il batterista Pick Whiters, stava tracciando una firma indelebile nella storia del rock. Il loro potentissimo e omonimo album di debutto, infatti, mirava alle stelle, con un brano dal sound indelebile: Sultans Of Swing

Tuttavia non fu il rivoluzionario uso del fingerpicking di Knopfler a ipnotizzare Dylan, quanto la magia creata dai testi delle canzoni. Così quando il cantautore chiamò Knopfler, sembra che quest'ultimo volesse presentargli Robert Marshal, autore dei testi. Ma alla fine l'interesse di Dylan trovò nuova linfa in un chitarrista come pochi sullo scenario musicale. E anche Pick Whiters venne coinvolto alla batteria. Un incontro veloce, ma indelebile, creò quindi l'undicesimo album di Dylan, dato alle stampe il 20 agosto 1979. Solo un paio di mesi prima sarebbe uscito COMMUNIQUÉ, secondo album di Knopfler e compagni, con una buona spinta guidata da Lady Writer. Ma la vera spettacolarità di quell'anno fu l'unione tra un'anima folk e quella miscela esperienziale di blues e gospel che portò Knopfler. 

D'altronde lo stesso chitarrista affermò: "Immagino il paradiso come un luogo dove la musica folk e la musica blues si incontrano". Ecco le fondamenta di un album epocale, intriso di riferimenti biblici e apocalittici. Si tratta di un'opera che respira degli insegnamenti religiosi di Dylan, con quella vena filosofica e ironica che connota di eternità le sue opere. Non dimentichiamo poi la figura di Jerry Wexler alla produzione, già rodato punto di riferimento di Ray Charles e Aretha Franklin. Di conseguenza il disco gode di una buona fattura, di uno spiritualismo pervasivo e dell'immancabile voce di Dylan, che trasuda una maturità differente rispetto alla genesi degli anni Sessanta. 

Knopfler è poi in grado di far suo ogni brano, con maestria camaleontica, a partire dalla dirompenza rabbiosa di Slow Train, fino ai fraseggi di Gonna Change My Way of Thinkingispirati al tocco del chitarrista Albert King. E proprio questa complicità di musica e parole costruisce una catena di collaborazioni. Dylan e Knopfler si incontrano di nuovo nel 1983 per l'album INFIDELS, prodotto da entrambi gli artisti e complice di una direzione laica del cantante, votata verso temi come l'amore e l'abbandono. Qui tutta la forza emotiva di Dylan traspare in un brano come I And I. Viene poi il 1988, con la collaborazione per il 25esimo album di Dylan, DOWN INTO THE GROOVE.  

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