Loredana Berté: Traslocando

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Il libro del 2015 della cantante italiana è diventato a suo modo un classico

Un po’ Billie Holiday, un po’ Grace Slick e un po’ Madonna, Loredana Bertè è un personaggio sui generis, sicuramente unico in Italia: nella sua vita, ha sofferto dolori strazianti come una cantante blues, conosciuto successi vertiginosi come una rockstar e fatto la fortuna dei rotocalchi con i suoi scandali, le sue pazze storie d’amore e i suoi leggendari colpi di testa, proprio come un’icona del pop. Artisticamente è imprevedibile, caratterialmente quasi ingovernabile.

Per convincerla a raccontare in maniera organica la sua complicata vita e riuscire a condurre in porto il progetto, ci voleva perciò un vero mastino, ma anche un fine psicologo armato di santa pazienza. Malcom Pagani («il Manifesto», «L’Espresso», «Il Fatto Quotidiano») si è dimostrato all’altezza: pur non comparendo direttamente, la sua presenza in cabina di regia si avverte ed è sicuramente merito suo se le 214 pagine di Traslocando scorrono via che è un piacere, fra una storia e l’altra, in una vorticosa altalena emozionale che è molto Bertè.

Dalle prime agghiaccianti pagine in cui per l’ennesima volta Loredana ricostruisce l’incubo vissuto assieme all’amata sorella Mimì nella casa paterna agli esilaranti anni vissuti con Renato Zero, dagli incontri fatali (Giancarlo Bornigia Bill Conti, Alfredo Cerruti, Mario Lavezzi, Ivano Fossati) ai personaggi indimenticabili conosciuti lungo la strada (Pier Paolo Pasolini, Andy Warhol, la famiglia Bush, Pelé, Michael Jackson), passando per solenni bidoni (il disco prodotto da Pacolli, l’ex marito di Anna Oxa), rinascite inaspettate (l’esperienza al reality show Music Farm) e una lunga serie di relazioni sentimentali dagli strascichi spesso devastanti.

Ecco, se c’è un filo rosso in questa storia, sono proprio gli uomini: di volta in volta prevaricatori, stupratori, inadeguati, disonesti o semplicemente “stronzi”, sembrano aver lasciato nella vita di Loredana solamente macerie, con rarissime eccezioni.

Divertente, intelligente, a tratti forse un po’ fantasioso (il poeta Mario Luzi che parlando a Umberto Eco dice di Loredana: “È un genio”), ma in fondo generoso e sincero. Come lei.

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