La verità sull’incendio alla Universal

Universal Music Group, The New York Times, Los Angeles Times, BBC, Lucian Grainge, Randy Aronson, Howard King, Classic Rock, stonemusic.it

Le azioni legali a difesa dell’ingente patrimonio artistico danneggiato fanno correre ai ripari i responsabili

L’amministratore delegato di Universal Music Group ha promesso “trasparenza” una settimana dopo le rivelazioni secondo cui l’incendio dell’1 giugno 2008 nei suoi magazzini avrebbe distrutto un quantitativo di master ben superiore a quelli precedentemente ammessi.

Come vi avevamo riferito in precedenza, grazie a un articolo apparso su The New York Times il mondo della musica è venuto a conoscenza che gli ingenti danni erano stati inizialmente minimizzati, anche perché

“…the fire crews were hindered by low water pressure and damaged sprinkler systems…”
(“ …i vigili del fuoco erano stati ostacolati dalla bassa pressione dell’acqua e dai sistemi antincendio danneggiati…”)

L’intenzione dell’Universal Music Group di correre tardivamente ai ripari la si deve alle paventate azioni legali da parte di numerosi artisti e band danneggiati dall’incendio che ha distrutto, pare, oltre 500.000 brani e che Randy Aronson, all’epoca responsabile del magazzino, aveva cercato di ridimensionare. Come ha affermato l’avvocato Howard King in un’intervista al Los Angeles Times

“We have many very concerned clients… This has a potentially huge impact on their future, coupled with the rather disturbing fact that no one ever told them that their intellectual property may have been destroyed. There is a significant amount of discussion going on, and there will be formal action taken.”
(“Abbiamo molti clienti assai preoccupati… Quanto accaduto ha un impatto potenzialmente enorme sul loro futuro, unito al fatto piuttosto inquietante che nessuno abbia mai detto loro che la loro proprietà intellettuale potrebbe essere stata distrutta. C’è una quantità significativa di discussioni in corso e ci saranno azioni formali.”)

Come riferito dalla BBC, in una mail inviata al personal dell’azienda Sir Lucian Grainge, presidente e amministratore delegato di Universal Music dal 2001, ha affermato di essere alquanto sollevato dai primi rapporti interni su quanto accaduto, visto che molte delle asserzioni iniziali non sarebbero state accurate; ha comunque aggiunto che

“…the loss of even a single piece of archived material is heartbreakingWe owe our artists transparency. We owe them answers.”
(“ …la perdita anche di un singolo pezzo di materiale archiviato è straziante… Dobbiamo trasparenza ai nostri artisti. Dobbiamo loro delle risposte.”)

Vi manterremo informati su tutti gli sviluppi del caso che, con quanto sta succedendo, si preannunciano clamorosi.

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