1979-2019: il quarantesimo anniversario per quindici album storici!

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Abbiamo scelto quindici 33 giri che compiono quarant’anni in questo 2019 ormai avviato alla conclusione. Li abbiamo affidati ad altrettante penne e siamo orgogliosi del fatto che stavolta le donne siano in numero maggiore. Cantautrici e critiche musicali assieme ad alcuni colleghi per offrire una visione variegata e originale di questi album arcinoti.

E pensare che molti di questi commentatori non erano ancora nati quando questi dischi esordivano in un mercato musicale ancora vivo e si affacciavano nella nostra memoria… per rimanerci per sempre.

 

Ivano Fossati

LA MIA BANDA SUONA IL ROCK

La mia banda suona il rock / Di tanto amore / Limonata e zanzare / Vola / Passa il corvo / Dedicato /…e di nuovo cambio casa / La crisi / Il cane d’argento

LP RCA Italiana PL 31471€ 30

Siamo stati abituati a vedere Fossati, da sempre, insieme a un pianoforte, dietro (o dentro) il quale spesso si è nascosto,trasformato in un banco da lavoro, quasi un tecnigrafo da architetto, con fogli sparsi, spartiti, matite, pancia e cuore aperti. Nel mezzo, fra i tasti, una vita declinata all’ombra.

Di tanto amore, titolo di un pezzo colpevolmente lasciato solo e manifesto (ancora all’epoca inconsapevole) di un modo, il suo. A ventotto anni, munito di capelli da ragazzo e chitarra, reduce da successi che sarebbero stati planetari, con lucidità Fossati diceva che sapere dove andare è come sapere cosa dire come sapere dove mettere le mani. Scritto nel ’77 e inserito due anni dopo nell’album LA MIA BANDA SUONA IL ROCK, Di tanto amore ne aveva cose da dire all’epoca.

 

 

In quel disco sgomitavano tracce pregevolissime, diventate poi successi imprescindibili

Eppure, i fatti hanno detto altro. In quel disco sgomitavano tracce pregevolissime, diventate poi successi imprescindibili: E di nuovo cambio casa e Vola, che hanno avuto vita propria e vestiti tutti nuovi nel corso del tempo, sempre più belli; Il cane d’argento e La crisi, così diversi e così speculari nella forza di impatto; Limonata e zanzare, acre e pungente, come quel coglione che non subì censura, ficcato nel mezzo, a spiazzare; Passa il corvo, un gioiello, forse il migliore; e la title-track,divertissement che, per una sorta di maligno contrappasso, invece, continua a risuonare (il rock) in ogni dove dall’epoca. Senza sosta. E con gran disdoro del proprietario.

Contrappassi: La mia banda suona il rock, lasciata libera di girovagare (ma forse solo scappata di mano), Di tanto amore, no. Il riscatto, in coda, all’uscita di scena, tra i bis dell’ultimo tour, delizioso pretesto per la rentrée. A suggello di un modo, il suo, che in quel disco aveva già ascisse e ordinate. E che, pur cambiando luna e quartiere nel corso del tempo, ha segnato strade.

Alla faccia del rock e della sua banda che lo suona.

L’articolo integrale su Vinile n. 22, acquistabile in edicola oppure online cliccando qui. 

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