Le 5 cose che non sapevate su Cesare Cremonini

Siete convinti di conoscere tutto sul cantautore bolognese ex leader dei Lùnapop? Ecco qualche aneddoto interessante. 

Cesare Cremonini, classe 1980 e bolognese doc, ha esordito nel lontano 1999, quando era poco più che un ragazzo, come cantante dei Lùnapop, celeberrimo gruppo che impazzava fra i giovani dei primi anni 2000 e i cui brani fanno tuttora ballare migliaia di persone. 50 Special, Un giorno migliore, Qualcosa di grande...

1. A proposito di Qualcosa di grande

La canzone vinse l'edizione del 2000 del Festivalbar, questo è risaputo. Ma sapevate, invece, che è stata scritta da un giovanissimo Cesare fra i banchi di scuola? È proprio il cantautore stesso a dichiararlo con un post sul suo profilo Instagram, corredato da foto del foglio con la prima stesura del brano, nel quale spiega anche come è nata l'idea del pezzo, ovvero origliando una discussione che si stava tenendo a qualche banco di distanza fra un ragazzo e una ragazza, compagni di classe del giovanissimo Cesare.

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Restando a casa sto ordinando la marea di fogli e quaderni su cui ho scritto canzoni fin da ragazzino. Mi è capitato tra le mani anche questo. Pensavo di averlo perso. Qualcosa di grande. Il foglio era quello del quaderno di appunti di latino, che spesso durante i primi anni di liceo veniva dopo matematica. Io in latino avevo 5 di media. Proprio la sufficienza non ne voleva sapere. Erano così tanti i 5 che iniziai ad auto convincermi che il massimo fosse 7, per proteggere l’autostima. Stavo scarabocchiando il quaderno con autografi e firme inventate a seconda delle professioni che avrei potuto intraprendere (la mia ossessione di sempre, tanto che avevo previsto una firma anche fossi diventato medico, molto incasinata) e stelline anti stress, ma soprattutto canzoni. Guido Vecchione, il mio compagno di banco del liceo era nei guai con Chiara. Parlava bisbigliando come una macchinetta e io, semplicemente, prendevo appunti. La tecnica era quella di ascoltare Guido rivolgendo lo sguardo sempre fisso come un lama verso la professoressa, scrivendo le parole chiave. A un certo punto, in un mare di lamenti incomprensibili, disse: “c’è qualcosa di grande tra di noi”. Buttai giù le prime parole. Almeno questo è quello che avevo assorbito. Della gran polemica! Mi sarebbe piaciuto iniziare con “Once upon a time you dressed so fine”, ma ancora Dylan non lo conoscevo. 😂 Qualcosa di grande, di fatto, è una canzone polemica. Vinse il Festivalbar 3 anni dopo. La prima strofa fu scritta su questo foglio. Insieme alle firme. Insieme alle stelle. In questi giorni vi mostro altro.

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2. Le luminarie di via D'Azeglio a Bologna

La via è famosa per aver ospitato la casa di Lucio Dalla. Il comune di Bologna, in occasione del Natale 2018, ha voluto omaggiare proprio il grande cantautore con delle luminarie che scandivano il testo di L'anno che verrà. È partito così il progetto che prevede l'installazione di luminarie, ogni anno diverse, che rendono omaggio a grandi personalità bolognesi legate al mondo della musica. Dopo Dalla, è toccata proprio a Cremonini. In occasione del Natale 2019, infatti, le luci di via D'Azeglio si sono accese proprio in suo onore: la folla è accorsa per assistere all'accensione delle luminarie e per ascoltare, in filodiffusione, le parole di Nessuno vuole essere Robin. Le parole di Cremonini hanno continuato a illuminare le vie del centro di Bologna fino a marzo 2020 quando, per volere di Cremonini stesso, sono state vendute all'asta e i ricavati sono stati donati per finanziare il potenziamento delle terapie intensive negli ospedali del capoluogo emiliano, piegati dall'emergenza Coronavirus.

3. Il legame con Lucio Dalla

Il legame con Dalla non si ferma alla citta natale, che i due hanno in comune. Va molto più a fondo. Cremonini, infatti, si sente molto legato al cantautore, tanto da dedicargli uno dei suoi pezzi più riusciti, Io e Anna – dal suo album LOGICO del 2014 – una sorta di sequel della celeberrima Anna e Marco di Dalla. 

4. Il legame con la terra d'origine

Anche il legame con la terra d'origine si fa sentire con prepotenza e si manifesta, fra le altre cose, anche nell'amore per la buona cucina. Cremonini ha molti amici ristoratori ai quali dedica un post sul suo profilo Instagram che recita:

Chi fa ristorazione, lo dico da amante della cucina Italiana, ha una passione nel petto che somiglia alla musica. Le ore chiuse in cucina sono quelle in studio. Ogni sera un concerto in sala. Coi suoi musicisti e la coda fuori. Si accendono le luci della scena. I coperti sono i biglietti venduti. L’incasso oscilla come una fisarmonica. Un piatto inventato è una hit da ripetere all’infinito, con la stessa passione. Come facciamo noi con le canzoni.
Siamo simili. Se esistesse il diritto d’autore anche in cucina..beh...le nostre nonne ci avrebbero lasciato in eredità monete d’oro a forma di tortellini. Ma il ristoratore non ha quasi mai fieno in cascina. 

5. Il legame con Freddie Mercury

Un altro artista al quale Cesare è strettamente legato è Freddie Mercury (e i Queen in generale). Questo grande amore risale a un disco del gruppo britannico regalatogli dal papà quando era poco più che un bambino. È lui stesso ad affermare che, quando era un ragazzo, i suoi compagni di scuola ascoltavano solo i Nirvana mentre lui non poteva fare a meno di iniziare le sue giornate con Love Of My Life. Ed è proprio con la cover di Love Of My Life che Cesare decide di rendere omaggio a una delle sue band preferite. Si tratta solo uno dei tanti omaggi che Cremonini ha reso ai Queen durante la sua carriera: il primo è stato il tatuaggio del viso di Freddie Mercury sul braccio, poi la stesura della prefazione di un libro a loro dedicato fino ad arrivare alla citazione in uno dei suoi brani, Un giorno migliore, il cui testo si ispira, in parte, a quello di Mr. Bad Guy

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