Vinile o Spotify? Il parere di Gianna Nannini

gianna nannini

L'esordio di Gianna Nannini avvenne in un periodo in cui c'era solo il vinile, il 45 giri. Ma cosa è cambiato per la cantante, ora che la musica è diventata liquida?

Il debutto di Gianna Nannini risale al 1974 con i Flora, Fauna e Cemento, gruppo che allora incideva con la Numero Uno. Con loro pubblicò il suo esordio, il 45 giri Congresso di filosofia / Stereotipati noi.

Dopo quel 45 giri, il debutto vero e proprio come Gianna Nannini cantautrice avvenne due anni dopo con l’album omonimo e il passaggio alla Ricordi. La svolta rock coincide invece con il successo commerciale dell’album CALIFORNIA (1979), trainato da un altro 45 giri, America. Sempre andando avanti negli anni, nel 1990 c’è il 45 giri con Edoardo Bennato di Un’estate italiana, nel famoso “Notti magiche” per i Mondiali del 1990.

Come è nato questo brano?

Ho coinvolto Bennato perché mi sentivo in colpa, non mi piaceva essere coinvolta nel mondo del calcio con una canzone da sola: adesso lo vedo in un altro modo, ma all’epoca mi sentivo molto rock, molto punk e quindi il calcio mi sembrava una stortura rispetto alla mia strada dritta. La canzone poi andò molto bene, è diventata mondiale e la cantavano tutti, a quel punto non era più la mia canzone, la cantavano gli altri e quindi ho fatto pace con me stessa. Se la ascolto oggi, la canzone era dirompente, il testo era bello, ancora attuale, quindi ero io che mi facevo una menata con ’sta storia.

Cambiando in parte argomento e spostandoci sui supporti, come abbiamo visto, tu hai iniziato l’attività musicale quando c’era solo il vinile, il 45 giri, la musica solida, siamo poi passati al Cd, adesso siamo addirittura nella musica, alcuni dicono liquida, musica gassosa, Spotify, lo streaming dove manca proprio il supporto, so che sei ancora attenta ai vecchi supporti, però come vivi questo cambiamento soprattutto tra i giovani che ascoltano streaming?

Per me, estremizzando, esistono solo il vinile e Spotify, anche se poi faccio anche Cd. Spotify comunque è per l’uso giornaliero, ti metti in macchina, mentre il vinile serve per l’ascolto in cui ti concentri sul suono. La musica deve circolare, la comunicazione è importante nella musica ed è cambiata la sua tecnologia, questo è un dato di fatto, per cui non mi scandalizza Spotify. Per farti un esempio, non suono più il clavicembalo ma suono il pianoforte, suono le tastiere, si è andati avanti: tutte queste cose si possono rendere organiche e vicine, non lontane. Una prima cosa è registrare un disco con il suono perfetto a Nashville, e in vinile lo senti benissimo, la seconda è avere un ingegnere del suono preparato come Alan Moulder che riesce a far sì che si senta bene anche su Spotify, che vuol dire che alla fine finisci in un computer, devi essere un grande musicista preciso che suona insieme agli altri. Ormai comunque il vinile sta crescendo come vendite dappertutto, c’è anche una moda forse, mentre è il Cd che sta perdendo la sua funzione. Poi alla fine, a proposito di differenza, anche le nostre orecchie sono tutte diverse, per cui ognuno percepisce certe frequenze, alcuni ne percepiscono di più altri di meno, come ce ne sono alcune che gli umani non sentono e gli animali, i cani, sì.

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