10 album essenziali del rock e dell’heavy metal anni 70

Gli anni 70 sono stati gli anni della nascita di nuovi generi senza tempo. Ecco 10 album fondamentali per il rock e l'heavy metal di quel periodo. 

Gli anni 70 sono stati  uno dei periodi più fiorenti per la scena rock internazionale. Nascevano e iniziavano a consolidarsi, proprio in quel momento, alcuni dei generi più iconici del secolo scorso (e tuttora molto in voga) come l'heavy metal, il progressive rock, il punk e il rock psichedelico

In quegli anni, alcuni pionieri dei generi sopracitati hanno pubblicato delle vere e proprie bombe capaci di farsi ricordare per molti decenni a venire. 

Ecco una selezione di 10 album rock e heavy metal pubblicati negli anni 70 che sono diventati simbolo di un'epoca. 

1. MACHINE HEAD dei Deep Purple

Sesto album in studio della band britannica, nel 1972 MACHINE HEAD lasciò una traccia indelebile nella storia dell'hard rock. È l'album di Smoke on the Water, uno dei pezzi più apprezzati in assoluto dei Deep Purple. Forse non tutti sanno che l'ispirazione per il brano arrivò mentre la band soggiornava in una cittadina svizzera sul lago di Ginevra per registrare l'album in questione e, durante una serata che vedeva la compresenza in città di Frank Zappa e band per un concerto al casinò locale, un fan poco prudente finì per incendiare l'intera struttura. Così nacque Smoke on the Water: il lago e il fumo dell'incendio furono gli ingredienti principali, mentre il resto lo fece l'atmosfera del crepuscolo con i suoi colori. 

In quanto a pezzi memorabili, anche gli altri 6 brani della versione originale dell'album non scherzano: parliamo di titoli come Highway Star, Space Truckin' e Lazy

2. LED ZEPPELIN IV dei Led Zeppelin

Come molti lavori dei Led Zeppelin si tratta di un album fortemente controverso, a partire dalla copertina fino ad arrivare ai brani che contiene (ne abbiamo parlato in questo articolo). 

Fu il quarto album in studio dei Led Zeppelin e venne pubblicato nel 1971 senza un titolo ben preciso e senza nessun riferimento esplicito alla band (nonostante nella copertina si possano scovare alcuni simboli che, a detta dei fan, indicherebbero tutti i componenti dei Led Zeppelin).

Ciò che è certo, è che Jimmy Page e soci decisero di concentrarsi esclusivamente sulla qualità della musica, rendendola eccellente e producendo uno dei migliori album del decennio. Questa strategia fu adottata per dimostrare che non erano tutto fumo e niente arrosto, come si suol dire, ma che dietro a campagne pubblicitarie ben pensate c'era una grossa dose di talento.

3. OVERKILL dei Motörhead

Fra gli apripista del nuovo heavy metal britannico c'erano loro, i Motörhead che, nel 1979, pubblicarono il loro secondo album in studio. Nonostante ancora non avessero un'ampia discografia in loro supporto, i Motörhead riuscirono comunque a convincere i fan (e non) con il ritmo sostenuto e i decibel alle stelle di OVERKILL, che contiene alcuni dei brani che sarebbero diventati i grandi classici della band: Overkill, Damage Case e No Class, solo per citarne alcuni.

4. WISH YOU WERE HERE dei Pink Floyd

Un gioiellino del progressiv rock, WISH YOU WERE HERE è il nono album in studio della band, registrato agli iconici Abbey Road Studios e pubblicato esattamente a metà del magico decennio degli anni 70, nel 1975.

WISH YOU WERE HERE è un viaggio nell'inconscio, forse ispirato dai disturbi mentali che, purtroppo, attanagliavano Syd Barrett, fondatore ed ex membro dei Pink Floyd. In particolare, all'interno dell'album, la celeberrima suite Shine On You Crazy Diamond venne dedicata all'ex chitarrista. 

C'è da tenere a mente che la band veniva dalla pubblicazione di THE DARK SIDE OF THE MOON, forse l'album più iconico dell'intera discografia dei Pink Floyd al quale, peraltro, WISH YOU WERE HERE si ricollega nell'utilizzo del synth. 

Un lavoro davvero ben riuscito e molto apprezzato anche dalla band stessa: sia il tastierista Richard Wright che il chitarrista e cantante David Gilmour lo indicano come il proprio album preferito

5. BLACK SABBATH dei Black Sabbath

Album omonimo e primissimo album in studio dei Black Sabbath, precursori, insieme ai sopracitati Motörhead, della nuova ondata di heavy metal che avrebbe investito l'industria musicale in quegli anni. 

Venne pubblicato all'inizio del decennio, nel febbraio del 1970 nel Regno Unito, mentre negli States verrà pubblicato qualche mese più tardi. 

Nonostante fosse solo l'album di esordio, i Black Sabbath si fecero riconoscere nel campo dell'appena nato heavy metal utilizzando un sound che sarebbe, poi, stato preso come esempio da band future.

Stile che si ritrova nella title track che sembra incarnare alla perfezione tutte le caratteristiche del genere

6. WHO'S NEXT dei The Who

Basta guardare l'iconica copertina di WHO'S NEXT per ricordare l'infinita potenza del quinto album in studio dei The Who. Pubblicato nel 1971, i riconoscimenti per questo capolavoro non tardano ad arrivare e sono continuati anche nel nuovo millennio, quando la rivista «Rolling Stone» piazza l'album al ventottesimo posto nella propria classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Parliamo di pezzi che sono entrati nella storia della musica come Baba O'Riley, Behind Blue Eyes e Won't Get Fooled Again. Insomma, una vera e propria pietra miliare del rock.

7. AQUALUNG dei Jethro Tull

Di questo capolavoro dei pionieri del prog ne abbiamo già parlato in un articolo pubblicato in occasione del quarantanovesimo anniversario dell’album

AQUALUNG, quarto album in studio della band, fu considerato il lavoro più rappresentativo dello stile e dell’estetica dei Jethro Tull.  

8. ALIVE! dei Kiss

Primo live album dei Kiss, ALIVE! è una compilation delle migliori hit dei tre album precedenti che, in questo caso, sono state eseguite live di fronte a una folla scatenata di fan. E fu un grandissimo successo. Non è una sorpresa visto che i Kiss erano, già all'epoca, conosciuti per le loro esibizioni particolarmente ben riuscite, tutte decisamente fuori dal comune per via del trucco scenico che portavano i membri della band sul palco. 

Mentre gli album precedenti dai quali vennero estratti i brani per ALIVE! non vendettero bene come ci si sarebbe aspettati, ALIVE! fu un grandissimo successo e riuscì a risollevare le sorti della band e darle nuova vita.

9. MOONDANCE di Van Morrison

Con ogni album pubblicato, il cantautore irlandese si avvicinava sempre di più alla celebrità che conserverà per sempre. Prendiamo, in questo caso, il terzo album in studio di Morrison, pubblicato nel gennaio del 1970. Con MOONDANCE, Morrison trovò una combinazione vincente di elementi rock e R&B che confluirono in alcuni dei brani più noti del cantautore come la title track e il primo singolo estratto dall'album, Come Running.

10. SAD WINGS OF DESTINY dei Judas Priest

Con questo album, la band passò dalle sonorità prettamente prog del primo album, ROCKA ROLLA, a nuove sperimentazioni che si sarebbero tramutate nelle basi dell'heavy metal. SAD WINGS OF DESTINY venne pubblicato nel marzo del 1976 e si rivelò una pietra miliare non solo per la band ma per l'intero genere metal. Canzoni come The Ripper e Victim of Changes furono di certo di grande ispirazione per gli artisti metal che sarebbero venuti dopo i Judas Priest. 

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