Robert Fripp e quel riff di chitarra creato apposta per David Bowie

Fra i tanti progetti che hanno impegnato Robert Fripp, chitarrista dei King Crimson, uno fu particolarmente incisivo: quello al fianco del Duca Bianco. 

La storia di Robert Fripp si intrecciò indissolubilmente con quella della musica una fredda mattina di Natale quando, a soli dieci anni, Fripp ricevette in dono la sua prima chitarra. Poi, da giovane adulto, ebbe l'intuizione di fondare un gruppo che sarebbe stato attestato fra i più influenti della storia del rock progressivo. Parliamo, ovviamente, dei King Crimson, band nella quale Fripp è stato (ed è tutt'ora) un punto fermo e un membro fondamentale.

Negli anni, Fripp si è spesso dedicato ad altri progetti per così dire"laterali" e paralleli ai King Crimson, anche per soddisfare la sua vena creativa e, perché no, per mettersi in gioco con sperimentazioni sempre più ardite per le quali sarebbe poi diventato famoso.

Dopo aver già prestato la propria intuizione e le proprie competenze tecniche a progetti di altri artisti di spicco come, per esempio, i Van der Graaf Generator e Peter Gabriel, nel luglio del 1977 Fripp ricevette una telefonata che avrebbe contribuito a cambiare per sempre la storia del rock

All'epoca, l'amico e collega di Fripp, Brian Eno – con il quale, per altro, Fripp aveva già lavorato a due album, (NO PUSSYFOOTING) del 1973 e EVENING STAR del 1975 – stava lavorando a Berlino fianco a fianco di David Bowie per il suo nuovo album, HEROES, oggi uno degli album-simbolo del grande estro creativo del Duca Bianco.  

Fu Bowie in persona, su suggerimento di Eno, a chiedere a Fripp se fosse disponibile a prestare il suo contributo all'album e Fripp, come è noto, accettò. 

Nonostante non suonasse da qualche tempo (nel 1974 i King Crimson si presero un periodo di pausa che sarebbe durato fino al 1981), Fripp non si dimostrò per nulla arrugginito e, appena arrivato a Berlino, prese la sua chitarra e si mise a suonare sulle note di Beauty and the Beast. Non fu necessario che un solo tentativo da parte di Fripp per ottenere la registrazione perfetta, quella che ancora oggi possiamo ascoltare nella versione finale del brano. 

Il contributo di Fripp è ben visibile anche nella famosissima title track dell'album: una versione embrionale di Heroes era già in lavorazione quando Fripp si unì a Bowie e Eno anche se mancava ancora la parte di chitarra. Così, ancora una volta, Fripp ebbe l'intuizione giusta e nel giro di poco tempo, ideò un riff di chitarra originale che contribuì alla messa a punto di un gioiello del rock.

Purtroppo, però, non tutte le belle storie hanno un lieto fine: come vi raccontavamo tempo fa in questo articolo, Fripp spese molte parole in un lungo post pubblicato sui suoi social per chiedere agli eredi di Bowie che il suo nome comparisse in HEROES e SCARY MONSTERS (AND SUPER CREEPS) – secondo album nel quale il chitarrista collaborò con Bowie – non con il ruolo di semplice turnista ma affiancato dalla dicitura "featured performer" il che muterebbe la sua posizione nella spartizione delle royalties. La richiesta, però, non fu accolta dagli eredi per motivi legali ritenuti da Fripp profondamente ingiusti.

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