The Smiths: il sogno nel cassetto di Steven Morrissey

È considerato uno dei più grandi parolieri della musica britannica, oltre a "padre del britpop". Ma cosa sognava, da giovane, l'ex leader degli Smiths?

Il fondatore degli Smiths ha, negli anni, fatto parlare di sé forse più per le sue continue e bizzarre dichiarazioni che per la sua musica. Se non ha mai avuto infatti nessun familiare da insultare (vedasi i fratelli Gallagher), nulla ha impedito a Morrissey di pronunciarsi in modo poco cortese nei confronti di Madonna, Robert Smith dei Cure, Elton John, Lady Gaga e persino i coniugi Beckham

Nonostante le controverse affermazioni, è innegabile che Morrissey sia diventato col tempo una vera e propria icona culturale. Tra i padri della musica indie e britpop, i testi dell'ex voce degli Smiths hanno colpito fin dall'inizio per la loro profondità, la loro ironica disperazione e i continui riferimenti alla società contemporanea, tanto da diventare poco a poco oggetto di studio accademico.

La sua avventura con gli Smiths, in realtà, durò molto poco: solamente cinque anni, quattro album in studio e un live. Ma Morrissey, che ancora oggi rifiuta categoricamente di riunirsi agli ex compagni, non ha mai smesso di cantare. Risale infatti a marzo 2020 l'uscita del suo album solista I AM NOT A DOG ON A CHAIN.

Sembra però che il cantante, prima di fare il musicista, avesse coltivato in segreto un altro sogno: seguire le orme della madre e lavorare in una biblioteca.

Mi sembrava una vita perfetta: solitudine, silenzio assoluto, stanzoni alti e bui.

Ebbene sì, anche Morrissey, come anche Pete Townshend, di cui vi abbiamo parlato qua, amava alla follia la letteratura.

Durante l'adolescenza, Morrissey coltivò un legame intenso con la madre, mentre i rapporti col padre furono per molti anni problematici. Così, trascorreva le sue giornate, nella Manchester degli anni Sessanta, soffocando la depressione e la solitudine ascoltando musica, leggendo e scrivendo poesie.

I suoi idoli letterari? Oscar Wilde, prima di tutto, che Morrissey avrebbe sempre considerato il suo grande modello. Catturarono il suo interesse anche altri personaggi, oltre ad alcune figure del pop anni Sessanta e del cinema quali Marianne Faithfull e James Dean: la scrittrice britannica Virginia Woolf, John Betjeman e la drammaturga Shelagh Delaney, le opere della quale (in particolare A Taste Of Honey, una controversa esplorazione della sessualità, del razzismo e del degrado socioeconomico) avrebbero influenzato molte delle sue liriche.

Morrissey abbandonò presto il suo sogno nel cassetto.

Hanno cominciato a rimodernare le biblioteche, con quei piccoli prefabbricati privi di qualsiasi atmosfera. E così all'improvviso quell'idea ha perso tutto il suo fascino.

Steven Morrissey imboccò allora la strada del pop. E nessuno lo avrebbe più fermato. 

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