a-ha: cosa ha fatto la band dopo “Take on me”?

A febbraio, il video di Take on Me degli a-ha ha raggiunto un miliardo di visualizzazioni su YouTube. Ma cosa ha fatto la band norvegese dal 1985 a oggi?

Era il 1985, quando gli a-ha esordivano sulla scena musicale con il loro album HUNTING HIGH AND LOW. Un disco da record, che valse a Morten Harket, Paul Waaktaar-Savoy e Magne Furuholmen 11 milioni di copie vendute e una fama mondiale.

Il merito fu tutto di quel singolo che precedette di poco la pubblicazione dell'album: Take on Me, e quella clip, ideata dal regista Steve Barron, per l'epoca decisamente innovativa. Il filmato racconta – per chi non lo ricorda – la storia d'amore tra una ragazza in carne ed ossa e Morten Harket, frontman del gruppo, che invece appare sotto forma di cartone animato, per poi riprendere reali sembianze solamente alla fine.

Il destino della canzone è noto. Take on me conobbe un successo strepitoso che ancora oggi sembra non avere fine. Il 17 febbraio 2020, infatti, il videoclip del brano ha toccato 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube. Gli a-ha sono stati l'unica band del secolo scorso a sfondare questo traguardo insieme a Guns N' Roses (November rain), Queen (Bohemian Rhapsody) e Nirvana (Smells like teen spirit).

Ma cosa fece la band dopo il 1985?

In realtà, il trio norvegese non ha mai smesso di suonare. Nel corso degli anni, infatti, ha accumulato una serie di record di cui il successo dovuto a Take on me è stato solo il primo.

Nel 1987, dopo l'uscita del loro secondo disco SCOUNDREL DAYS, accompagnato da un tour mondiale, gli a-ha furono la prima band non anglofona a interpretare la canzone di apertura di un film di James Bond, The Living Daylights per 007 - Zona pericolo, quindicesima pellicola della saga.

E la loro popolarità non calò nemmeno negli anni Novanta, nonostante l'evoluzione musicale della band, che scelse di dedicarsi a sonorità pop rock più basse, calde e mature. Nel 1991, il gruppo sfondò il tetto del record mondiale per pubblico pagante a un concerto: con la loro esibizione al Rock in Rio, gli a-ha entusiasmarono infatti 198.000 persone. Un primato rimasto imbattuto fino all'arrivo di Vasco Rossi, nel 2017.

Fu proprio dopo negli anni Novanta, però, che per il trio norvegese cominciarono le difficoltà.

Dopo i primi successi, infatti,  si ritrovò a dover fare i conti con l'ostruzionismo di colossi musicali inglesi e statunitensi, che cercarono in tutti i modi di oscurare la musica di Morten Harket, Paul Waaktaar-Savoy e Magne Furuholmen, boicottando i loro passaggi nelle emittenti radio e censurando i loro video. 

Come si può facilmente immaginare, questo trattamento stancò la band. Così, dopo il loro quinto album, MEMORIAL BEACH, i tre amici e colleghi sentirono la necessità di lasciarsi per un po' e dedicarsi a progetti solisti. Morten Harket incise tre album e si impegnò per l'ambiente e la salvaguardia del pianeta; Paul Waaktaar-Savoy fondò un nuovo gruppo, i Savoy, insieme alla moglie Lauren, e Magne Furuholmen si dedicò alle musiche per film, alla pittura e alla scultura.

Certo, il desiderio di tornare insieme, negli anni, è stato molto. Forse perchè il gruppo non si è mai sciolto ufficialmente. E nonostante i successi di Take on me fossero ormai parte del passato, la band si riunì una prima volta in patria nel 1998, in occasione dell'assegnazione per il Premio Nobel della Pace, e poi di nuovo nel 2011 e nel 2015.

Il 3 maggio del 2016, inoltre, all'Oslo Specktrum, gli a-ha, in collaborazione con lo studio di progettazione Void, scelsero di adoperare delle tecnologie avanzate, quali illuminazione volumetrica e sistemi di scansione 3D, per permettere ai fan di vivere un'esperienza più coinvolgente e immersiva di quella offerta da un normale concerto.

Ebbene sì, ennesimo atto di innovazione, anche se, questa volta, non c'erano cartoni animati a fare compagnia agli a-ha

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