Cosa ricevette Jim Morrison in regalo per il diploma?

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Il regalo che Jim Morrison chiese alla sua famiglia in occasione del diploma di scuola superiore avrebbe segnato per sempre la sua opera futura...

Per i fan di un artista è sempre interessante scoprire qualche retroscena, qualche piccolo dettaglio riguardo alla sua vita. E cosa vi dicessimo se l'artista in questione fosse un "mostro sacro" del rock come Jim Morrison? La faccenda si farebbe, probabilmente, ancora più interessante. 

Il frontman dei Doors era infatti un grandissimo estimatore dell'opera del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Ebbene, non una passione nata, come spesso accade, con il passare degli anni, ma di un interesse nato sui banchi di scuola, quando Morrison era ancora poco più che un ragazzino


Pare, infatti, che appena dopo aver ottenuto il diploma, Morrison chiese in regalo alla sua famiglia una raccolta contenente l'intera opera di Nietzsche. Un regalo certamente atipico per un ragazzo così giovane. Di certo non lo fu per Jim che si lasciò ispirare dall'operato del filosofo tedesco facendo delle sue teorie un vero e proprio stile di vita e traendone ispirazione anche per i suoi componimenti artistici, iniziati fin da giovanissimo (che fossero canzoni o poesie).

Ricordando la dottrina dell'Oltreuomo di Nietzsche, in effetti, non possiamo che rileggerci per certi versi alcuni comportamenti messi in atto dal rocker durante tutta la sua vita. Ecco infatti come il filosofo stesso parlava - nella sua opera Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno - di questo famoso concetto:

Io vi insegno l'oltreuomo. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo? Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per l' oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.

Fu forse proprio questa ricerca continua di qualcosa che andasse oltre la mera esistenza umana quella spinta che portò Jim Morrison alla costante e continua ricerca di una libertà da raggiungere anche tramite la propria arte

Le dottrine nietzschiane perseguite da Morrison, e di riflesso anche dai Doors, non si arrestano al più celebre concetto di Oltreuomo. In effetti, alcuni testi della band richiamano molto da vicino il più controverso e complesso concetto dell'eterno ritorno introdotto da Nietzsche come un inesauribile e ciclico ripresentarsi all'uomo della stessa esistenza sempre uguale a se stessa. Una sorta di ripetizione all'infinito delle stesse sensazioni, degli stessi accadimenti e delle stesse emozioni (che siano esse di gioia o di dolore) che l'Oltreuomo profetizzato da Nietzsche sa di dover rivivere un numero infinito di volte.

Proprio questa consapevolezza rende libero l'Oltreuomo di vivere la propria vita privo di ansie, accettando totalmente questo inesorabile ciclo di eventi

Tale concetto filosofico viene espresso in The End, il brano conclusivo del primo album della band, THE DOORS, pubblicato nel gennaio del 1967:  

Innanzitutto, la posizione del brano all'interno dell'album è pregna di significato simbolico, così come il titolo della canzone: si tratta di una fine, la fine di un album, di un percorso artistico, forse di un'epoca.

Ma, attenzione, perché il testo della canzone lascia intendere che dopo una fine viene sempre un nuovo inizio "limitless and free", dunque, senza confini e che presenta una situazione nella quale l'uomo si sente ancora più libero di prima. 

Inoltre, all'interno del testo della canzone si fa continuamente riferimento a un serpente. Si tratta del serpente simbolo del concetto dell'eterno ritorno (l'uroboro, un simbolo le cui origini risalgono all'antichità, una rappresentazione già presente in diverse civiltà del passato), un serpente che si morde la coda e che viene rappresentato come un cerchio, figura geometrica "infinita" per eccellenza, senza inizio né fine. 

Insomma, pare proprio che quel bizzarro regalo per festeggiare il diploma sia stato davvero provvidenziale nella vita di Morrison. Un artista che forse più di ogni altro è riuscito a fondere i propri interessi filosofici con la propria arte creando veri e propri capolavori.

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